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9 ottobre 2013

La pedagogia al cuore del processo architettonico

Neil Kitson, perchè la progettazione sia al servizio di una scuola nuova

di Redazione

Ho lavorato come insegnante per diversi anni felicemente inconsapevole di come l’ambiente architettonico controllasse la mia attività di insegnamento. Però mano a mano che la mia pratica si sviluppava divenivo sempre più consapevole dell’esistenza di altri tipi di ambienti di apprendimento e, nel contempo, arrivai a capire l’importanza delle relazioni fra spazio, ambiente, ICT e apprendimento.

Perché queste relazioni siano efficaci, occorre aver ben chiarito a se stessi la propria pedagogia, poiché è proprio attraverso questa che gli altri elementi del processo di progettazione vengono rivelati. Queste idee trovarono la loro verifica quando dagli architetti del gruppo OWP fui introdotto al Third Teacher nell’aprile del 2010 e al lavoro di Kenn Fisher in Australia.

Il progetto noto come LearnSpace (Spazio dell’Apprendimento) fece seguito alla complessiva opera di riqualificazione delle scuole nella città di Northampton, nelle Midlands inglesi.
Circa 31 scuole, primarie e secondarie, furono riarredate e 11 nuove scuole costruite, per una spesa complessiva di 320 milioni di euro. Ciò che non era stato tenuto sufficientemente in considerazione però era il modo in cui la pedagogia e i metodi di apprendimento si erano sviluppati negli ultimi anni e ciò si rifletteva chiaramente all’interno degli edifici scolastici, esempi brillanti di tutto ciò che erano stati in precedenza.

Alla base del progetto LearnSpace c’era l’idea invece di fare della pedagogia il cuore del processo architettonico rendendo insegnanti e alunni parte integrante dello sviluppo dell’ambiente di apprendimento. Creammo un ampio spazio aperto e flessibile in cui i professionisti, insegnanti, designers o architetti potevano ideare qualsiasi scenario semplicemente modificando lo spazio esistente. Pareti scorribili potevano essere tolte e riposizionate per creare due piani dimensionali. Così facendo, gli insegnanti capiscono molto meglio ciò che gli architetti stanno pianificando per loro e sono in grado di fare i loro commenti ed essere parte attiva nel processo stesso di creazione degli ambienti.

Il Regno Unito sta vivendo un momento di notevole austerità nel settore pubblico e questo si riflette nell’attuale programma di ricostruzione degli edifici scolastici. L’effetto diretto della crisi si è concretizzato in una riduzione nell’assegnazione dei fondi ai progetti per le scuole, nonostante ci sia molto lavoro urgente e arretrato per portare le scuole ad un livello accettabile. Per far fronte a questa situazione il Governo ha introdotto il programma denominato Priority Schools Building Programme. Si tratta di un progetto che prevede specifici finanziamenti alle scuole secondarie che versano nelle condizioni peggiori del paese. Gli spazi sono stati ridotti, le classi sono più piccole di prima e tutte le attrezzature extra sono state omesse. Inevitabile che questa riduzione abbia un impatto sulla modalità di svolgimento del curriculum  in queste nuove scuole.

L’introduzione del Priority Schools Building Programme arriva, tra l’altro, in un momento di rapidi sviluppi demografici nel Paese,in cui il numero dei bambini che iniziano la scuola aumenta di anno in anno. Questo fenomeno ha un impatto maggiore nelle aree urbane dove chiaramente lo spazio per costruire nuove scuole è più limitato. Nel Northamptonshire, per far fronte all’espansione della giovane popolazione in età scolastica, stiamo, con il supporto degli Enti Locali, dotando le scuole primarie già esistenti di spazi aggiuntivi. Nei prossimi anni contiamo di sviluppare una quarantina di questi progetti. Questo dovrebbe in linea di massima fornire a ciascuna scuola uno spazio che permetta di accogliere circa 220 alunni in più.
Il finanziamento per questo progetto è erogato a livello centrale dalla Education Funding Agency ed è poi gestito a livello locale dagli Enti locali.

Ad oggi, l’aspetto prettamente educativo di questi progetti è piuttosto trascurato, la nostra attenzione si è principalmente focalizzata sul costruire il più possibile con i fondi che sono disponibili. Ciò solleva la questione della  reale efficacia a lungo termine di questi nuovi spazi di apprendimento e della loro capacità di corrispondere ai nuovi metodi pedagogici, in particolare quelli del mondo in continuo sviluppo delle TIC.
Gli spazi creati infatti non sono flessibili e non incoraggiano né l’autonomia dell’alunno né, tantomeno, la sua collaborazione e cooperazione.
Nell’affrontare il problema dell’urgente necessità di aumentare i posti a scuola e delle risorse sempre più scarse, siamo sempre alla ricerca di alternative alla semplice costruzione di nuove scuole.

Una di queste è il progetto Stirling House.
Stirling House è un edificio degli anni ’80 al centro di un’area urbana destinata a uffici.
Abbiamo preso quello che era fondamentalmente un open space e abbiamo lavorato in gruppo in modo tale che si esprimesse la filosofia e la visione educativa di quel gruppo, e per sperimentare come questa potesse essere restituita spazialmente. Utilizzando LearnSpace abbiamo utilizzato e testato una serie di ambienti di apprendimento, analizzato come la filosofia delle scuole potesse tradursi in una concreta progettazione e poi provato a vedere se quello che era stato teoricamente programmato trovava effettiva realizzazione in un ambiente educativo. La scuola è stata quindi in grado di lavorare con gli architetti per testare idee e concetti. L’impegno ha avuto un esito estremamente significativo.

Vedi Figura: Caratteristiche del Progetto Physical Learning Environment per Stirling House basato sul lavoro di Woolfe (2002).

La conversione di Stirling House ha prodotto un ambiente di apprendimento stimolante e flessibile dove insegnanti e alunni lavorano serenamente e tutto ciò ad un costo assai inferiore rispetto alla costruzione di una scuola. Prevede l’opportunità per gli alunni di lavorare individualmente o a gruppi sempre nello stesso ambiente. Porte insonorizzate e pareti a scorrimento permettono una rapida riconfigurazione e suddivisione dello spazio. E’ uno spazio che stimola la creatività nell’approccio all’insegnamento e la flessibilità nello sviluppo curricolare.

Il College Beauchamp a Oadby, nel Leicestershire, è un altro buon esempio di come sia possibile cambiare l’ambiente scolastico partendo dal proprio interno. L’originaria scuola fu costruita nel corso del 1960 come espansione dell’edificio già presente. L’istituto aveva bisogno di ampliare e riqualificare gli ambienti già esistenti, senza permettersi una costruzione ex novo causa la limitatezza delle risorse economiche. Vi fu uno stretta collaborazione con architetti GSS, durata diversi anni, secondo una pratica consolidata in UK, prima per creare il progetto generale  e poi per andare a trasformare le singole aule in modo da rendere gli spazi conformi agli approcci didattici del XXI secolo. Sono stati aggiunti piani intermedi e mezzanini e anche, laddove c’era necessità, alcuni spazi aggiuntivi.

I costi furono mantenuti al minimo
utilizzando tecniche di edilizia commerciale.
Gli spazi troppo stretti furono aperti per dare un senso di maggior respiro. Furono creati piccoli laboratori di ceramica, di lavorazione dei metalli e del legno, così creando un ambiente di apprendimento stimolante e attraente. Siamo consapevoli dei problemi connessi alle drastiche riduzione dei fondi da destinare alla scuola, che i governi di tutta Europa stanno affrontando.
Che si tratti di costruire, riarredare o rimodellare le scuole, sappiamo che il budget a disposizione è così basso come non lo era da moltissimi anni.

Quello che chiediamo però è principalmente un nuovo vocabolario, un nuovo modo di pensare che metta al centro, e non in ultimo, la pedagogia.
Se pensiamo in modo diverso possiamo ripensare anche gli edifici, siano scuole o edifici commerciali.
Per troppo tempo abbiamo lasciato che le scuole venissero progettate da contabili invece che da insegnanti e educatori. Se riusciamo a pensare diversamente allora riusciremo anche a trovare soluzioni diverse e che non costano più dei progetti convenzionali ma i cui risultati saranno ben più significativi per gli studenti; soluzioni per cui la pedagogia possa di nuovo essere al cuore del processo educativo piuttosto che alla fine; soluzioni per cui i nostri figli avranno scuole per un mondo moderno dove poter crescere.

Leggi la versione originale in inglese in formato PDF

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Neal Kitson ha partecipato al Convegno Scuola del futuro: ripensare tempi e spazi dell’apprendimento che si è tenuto alla Città della Scienza di Napoli nell’ambito dei 3 Giorni per la Scuola – Smart Education & Technology Days.

Scarica la sua presentazione:
Education Strategy Manager at Northamptonshire County Council
(Mb 22, .pptx)

Editing a cura di Francesco Vettori, redazione Indire.

Foto Maria Montessori School  – Amsterdam (credit G. Moscato)