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26 gennaio 2017

Apprendimento degli adulti, le iniziative italiane per l’Agenda europea (video)

La nostra intervista a Claudio Vitali, coordinatore nazionale dell’Agenda europea per l’apprendimento in età adulta

di Alessandra Ceccherelli

Proponiamo il video con la nostra intervista a Claudio Vitali (Inapp – Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche), coordinatore nazionale dell’Agenda europea per l’apprendimento in età adulta, per avere un parere sulla riforma dell’istruzione degli adulti e per sapere in anteprima quali iniziative sono previste dall’Agenda per il 2017.

L’Agenda europea è l’iniziativa centrale delle politiche dell’UE nel campo dell’istruzione degli adulti, e ogni Stato membro ha individuato un coordinatore nazionale per assicurare l’analisi e la valorizzazione dell’offerta educativa e orientare le scelte politiche nazionali ed europee. In Italia l’Inapp (ex Isfol) è l’ente incaricato per l’implementazione dell’Agenda sui temi dell’Adult learning ed è tra gli stakeholder di EPALE, con cui condivide gli obiettivi di valorizzazione per ampliare l’offerta e la qualità dei percorsi di apprendimenti permanente.

La riforma dell’istruzione degli adulti rappresenta una grande opportunità per il sistema educativo. Sebbene arrivata con un certo ritardo rispetto ad altri Paesi europei, riguarda un settore in cui l’Italia risulta ancora debole. A distanza di un anno, se si esclude la fase pilota del 2015 e si considera invece la data ufficiale per l’attuazione del testo di legge che riguarda il totale dei 126 centri provinciali di istruzione degli adulti (CPIA), gli elementi di novità contenuti nella riforma sono ancora in corso di attuazione, non senza ostacoli e difficoltà collegati alle situazioni locali su cui i CPIA si sono innestati. Tuttavia, moltissimi sono già i cittadini che stanno seguendo i percorsi scolastici “riformati” e che iniziano quindi a usufruire delle opportunità previste dalla norma. Ma quanto e come si stanno realizzando queste opportunità?

Tra i punti più interessanti della riforma ci sono almeno tre proposte di innovazione rispetto al passato:

  • Incrementare l’accesso alle possibilità educative grazie ai patti formativi individuali, ossia un percorso che riduce i tempi che servono a un adulto per conseguire le capacità che gli servono;
  • Fare rete sul territorio: attraverso le reti territoriali, la struttura scolastica è spinta a raccordarsi con altri soggetti, perdendo l’autoreferenzialità che ha rappresentato da sempre un elemento frenante;
  • Utilizzare le nuove tecnologie in modo innovativo, sempre in un’ottica di ampliamento dell’accesso alla formazione, per consentire agli adulti di sviluppare a distanza temi e contenuti previsti dal percorso.

Relativamente ai primi due punti, il gruppo dell’Inapp che si occupa dell’Agenda per il 2017 ha inserito nel suo piano di lavoro anche alcune attività di indagine sui meccanismi di funzionamento dei patti formativi attualmente in corso di redazione (punti di forza e criticità da superare) e su dimensione, estensione e qualità delle reti territoriali che i CPIA sono chiamati a costruire nel territorio. Attraverso interviste e focus group da svolgere in 9 regioni italiane, l’obiettivo è quello di dare supporto alle istituzioni e a tutti gli attori coinvolti, ad esempio per la progettazione di interventi di formazione mirati ai docenti e allo staff che operano nei CPIA o alla effettiva realizzazione delle reti.

Nell’ambito di questo piano di iniziative, EPALE – la piattaforma europea per l’apprendimento degli adulti – collaborerà con i ricercatori dell’Inapp mettendo a disposizione i propri canali di comunicazione per valorizzare i risultati conseguiti. Lo staff di Epale seguirà quindi lo sviluppo delle indagini promosse per l’Agenda nel corso del 2017, dandone notizia sul portale, raccordandosi con l’Inapp e pubblicando i risultati e i rapporti di ricerca conclusivi.

La legge di riforma dei CPIA (DPR 263/2012) è «uno degli apparati normativi più innovativi – afferma Vitali nella sua intervista – ed è importante perché riguarda un settore in cui l’Italia ha manifestato forti debolezze in termini di capacità degli adulti di raggiungere competenze per trovare lavori decenti e spazi di inserimento sociale».

Capire lo stato di avanzamento di questo significativo momento di trasformazione del sistema di istruzione ed evidenziare gli elementi positivi e gli ostacoli che si stanno già concretamente attuando potrà contribuire alla messa a punto delle migliori soluzioni e garantirne la più ampia diffusione.

 

Riforma dei CPIA e Adult Learning: quali innovazioni in corso? Guarda l’intervista a Claudio Vitali:

 

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