• it
Ricerca per l'innovazione della scuola italiana

indireinforma

1 febbraio 2017

Apprendimento e declino cognitivo nell’età adulta: solo cattive notizie?

La rivista inglese "The Economist" dedica un interessante speciale al tema dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita

di Daniela Ermini

“The Economist”, il prestigioso settimanale britannico che ogni giovedì propone articoli di politica, affari internazionali, scienze e tecnologia, ha dedicato uno dei suoi ultimi numeri all’apprendimento permanente e al suo valore in termini economici, sociali e culturali. Il mercato del lavoro cambia e occorrono nuovi saperi e nuove competenze per non rimanerne esclusi, da qui l’importanza di formazione, riqualificazione e aggiornamento delle competenze. Ma quanto possiamo realmente apprendere in età adulta?

economist_coverL’articolo “Old dogs new tricks” apre una riflessione sul tema e, ribaltando il vecchio detto inglese secondo cui non si possono insegnare giochi nuovi ai cani vecchi, dimostra come anche da adulti le capacità di apprendimento possano rimanere molto alte, se esercitate costantemente.

Gli studi parlano chiaro: le performance cognitive iniziano il loro declino già a venti anni. A partire da questa età, infatti, la velocità con cui riusciamo ad elaborare nuove informazioni iniziano a diminuire, lentamente ma costantemente. Possibile che il declino inizi così presto? A riguardo ci sono varie ipotesi scientifiche. Alcuni puntano il dito contro la mielina, la sostanza grassa e bianca che ricopre gli assoni, responsabili delle connessioni tra neuroni. La progressiva, fisiologica, riduzione di mielina rallenterebbe queste connessioni. Un’altra possibilità, riferisce Timothy Salthouse, direttore del Cognitive Aging Laboratory presso l’Università della Virginia, è invece l’esaurimento di una sostanza chimica, la dopamina, che diminuisce costantemente con l’avanzare dell’età.

Solo cattive notizie allora? Fortunatamente, no! Gli psicologi distinguono tra “intelligenza fluida”, ovvero la capacità di risolvere problemi nuovi, e “intelligenza cristallizzata”, un enorme magazzino di conoscenze che riforniamo e stipiamo di conoscenze nel corso della vita. Questa riserva di sapere si consolida e continua ad aumentare  proprio con l’età, permettendo – se opportunamente stimolata – anche ai senior di poter migliorare le proprie prestazioni fino ai 70 anni, compensando il declino cognitivo tipico dell’età.

Ecco allora l’importanza di dedicarsi con costanza a un apprendimento lungo tutto l’arco della vita, mettendo il cervello in condizione di imparare ad adattarsi alle situazioni nuove: più si impara, più si avrà facilità a comprendere e a conoscere ancora. Il vecchio cane allora può, eccome, imparare giochi nuovi!

 

Link utili: