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16 marzo 2017

Project “Zero”: all’Indire un incontro con la Harvard Graduate School of Education

di Fabiana Bertazzi

Lunedi 13 e martedì 14 marzo, l’Indire ha ospitato Mara Krechevsky, Senior Research Manager alla Graduate School of Education di Harvard.

Scopo della visita, oltre a farle conoscere le attività di ricerca in corso nell’Istituto, è stato quello di presentare ai ricercatori “Project Zero”, il decennale lavoro di ricerca sul pensiero umano e sui processi di apprendimento e di costruzione della conoscenza. Dal 1967, attraverso “Project Zero”, sono stati elaborati risultati e teorie che hanno avuto ripercussioni importanti sulle politiche educative negli Stati Uniti e hanno contribuito a innovare il sistema d’istruzione nel Paese.

In particolare la ricerca, che oggi consta di 20 progetti attivi a livello nazionale e internazionale, prende le mosse dalla necessità di rendere i processi cognitivi “visibili” (Visible Thinking) per indurre studenti e insegnanti ad essere maggiormente consapevoli della propria attività didattica e cognitiva, farli riflettere in modo critico  e rendere così l’apprendimento più accessibile ed autentico. Nel corso del suo intervento la dottoressa Krechevsky ha aperto una discussione sul concetto di “documentazione” quale strumento chiave fondamentale per il passaggio verso il Visible Learning e intesa come «la pratica di osservazione, registrazione, interpretazione e condivisione dei processi e dei prodotti dell’apprendimento al fine di approfondire l’apprendimento stesso».

“Project Zero”intende, quindi, incoraggiare la creatività e il pensiero critico e il suo lavoro è finalizzato, inoltre, a capire come le rappresentazioni visibili del pensiero possano avere benefici sui processi di acquisizione del sapere e sullo studio.

L’incontro ha costituito un momento di condivisione e di confronto importante, alla luce della collaborazione che il gruppo di ricerca sull’innovazione del nostro Istituto avvierà con il team della Harvard Graduate School of Education: l’intento, infatti, è quello di sperimentare le teorie di “Project Zero” all’interno di Avanguardie Educative, il movimento di innovazione che porta a sistema le esperienze più significative di trasformazione del modello organizzativo e didattico della scuola. L’idea è quella di testare l’applicazione del “Visible Thinking” e del “Visible Learning” nelle scuole aderenti al movimento, studiarne la localizzazione in stretta cooperazione con i ricercatori statunitensi e valutare la possibilità di far rientrare queste proposte nella gallerie delle idee delle Avanguardie Educative.

Quello di Project Zero può dunque rivelarsi un arricchimento di valore per la ricerca dell’Indire, poiché la promozione del pensiero critico e del deep learning che porta avanti contribuisce al superamento delle modalità di lezione basate su logiche trasmissive e sostiene l’innovazione.

 

 

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