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7 luglio 2017

Giorgio Graziotti, un Erasmus “speciale”, ha presentato a Viterbo il suo libro

di Michela Bucci

Si è tenuta domenica 2 luglio, nella cornice privilegiata della Sala Regia del Palazzo Comunale di Viterbo, a chiusura della manifestazione culturale “Caffeina”, la presentazione del libro “Qué fuerte!” scritto dallo studente Erasmus (a più riprese) diversamente abile Giorgio Graziotti.

L’evento si è aperto con il saluto del Prof. Stefano Grego, pioniere dell’Erasmus, che ha ricordato i suoi primi studenti in mobilità, alcuni dei quali oggi siedono al suo fianco nel senato accademico. Ha fatto seguito l’intervento dell’Agenzia Nazionale che ha sottolineato il valore dell’esperienza di Giorgio, facendo tesoro di alcuni passaggi del libro.

Il viaggio di Giorgio alla volta di Siviglia come studente Erasmus, e poi di Madrid come tirocinante segna le tappe di un percorso “catartico” come quello dell’Odissea e dell’Ulysses di Joyce, come lui stesso ironizza nel libro, pieno di citazioni irriverenti e divertenti anche rispetto alla disabilità. Affetto dalla nascita da un handicap visivo e motorio che lo costringe a muoversi con l’aiuto costante delle stampelle e il sostegno di un accompagnatore, Giorgio si laurea in filologia moderna all’Università degli Studi della Tuscia e, grazie all’incoraggiamento della madre, perno del romanzo, inizia la sua avventura Erasmus.

Lungo il cammino, Giorgio avrà anche di che soffrire, con l’incombente presenza di un paio di personaggi noir, nello specifico il redattore di Madrid e la sua ultima accompagnatrice, a metà tra la finzione e la realtà, inseriti ad hoc nel romanzo, a indicare che in ogni viaggio che si rispetti “l’eroe” Erasmus, al pari di tutti gli altri, non è esente da sofferenza. Analogamente, la disabilità di Giorgio, se pur in chiave ironica e scanzonata, offre un ulteriore punto di vista da cui guardare all’Erasmus: l’incontro con una cultura “altra” può veramente favorire e appianare la difficoltà di “affidarsi”, soprattutto per chi dipende totalmente da un altro essere umano per garantirsi la sopravvivenza.

Giorgio e il suo aiutante scrittore, Licandro, hanno letto e commentato alcuni passi del libro, condividendo momenti di ilarità con un pubblico entusiasta, soprattutto quando il coautore ha gorgheggiato Gigliola Cinquetti, ironizzando sull’ars amandi delle ragazze spagnole. Le letture sono state inframmezzate dalle domande che i giornalisti Giulia Cerqueti e Giorgio Dell’Arti hanno posto ai due ragazzi, toccando il tema della religiosità di Giorgio, buddista fino alla morte del padre, e dando vita a momenti anche di grande commozione tra il pubblico (tra cui era seduta anche la mamma di Giorgio).

Se i punti di forza del programma Erasmus sono la freschezza e la giovane età dei ragazzi che vi partecipano e che li rende ricettivi a un’esperienza unica che trasformerà la loro vita e la consapevolezza di essere cittadini europei in una realtà politica ed economica che langue (ma alla quale l’istruzione può ancora riguadagnare spazio e lustro), il viaggio di Giorgio si carica di un valore e di un significato nuovo: l’accettazione e il superamento della diversità in un’esperienza che unisce e rafforza il legame con la terra e con gli individui, all’insegna di un percorso irripetibile che da qualche anno ha aperto le porte anche ai Paesi extra-europei e che vanta oggi una generazione di “figli dell’Erasmus”, segno che l’integrazione funziona.

Da ultimo, il ricordo alle ragazze morte lo scorso anno nell’incidente di Tarragona, cui il libro è dedicato, segno che Erasmus non dimentica.

Grazie, Giorgio! E buon Erasmus a tutti!

 

La fotogallery dell’evento a cura di Claudio Cardinali
Giorgio Graziotti_presentazione Qué Fuerte!

 

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