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Epale
24 ottobre 2017

Accoglienza e formazione dei migranti, alcuni spunti dal seminario EPALE della Spezia

di Alessandra Ceccherelli

La qualità dell’accoglienza dei migranti e richiedenti protezione internazionale è garantita da un sistema con una visione complessiva e di lunga durata, vòlto non solo a tamponare gli sbarchi, ma alla convivenza e all’integrazione delle persone accolte nella società ospitante. La buona accoglienza è possibile solo con gruppi di lavoro specializzati e adeguatamente formati e tramite un sistema integrato di cooperazione tra i centri di accoglienza e i servizi del territorio, le scuole, gli enti di formazione, le amministrazioni comunali, il terzo settore e il volontariato.

Questo in sintesi il pensiero comune espresso dalle istituzioni, dalle organizzazioni e dagli operatori intervenuti gli scorsi 14/16 settembre al seminario EPALE “La formazione accogliente: condivisione di pratiche e scenari di collaborazione” tenutosi alla Spezia, organizzato da Indire-Unità EPALE Italia in collaborazione con il Comune e il CPIA della Spezia e con la supervisione scientifica di Gilda Esposito, ricercatrice dell’Università degli Studi di Firenze. Sono stati oltre 130 i partecipanti selezionati da tutte le regioni italiane, in rappresentanza di altrettante organizzazioni che sono parte attiva di questa filiera dell’accoglienza che dallo sbarco porta le persone in arrivo nel nostro territorio a svolgere un percorso di formazione e riconoscimento dei loro saperi e competenze, e ad acquisirne di nuovi per trovare una collocazione nella società e nel lavoro (tutte le foto dell’evento sono qui).

«Chi arriva in Italia attraverso le tante rotte dell’immigrazione ha bisogno di tutto: mangiare, vestirsi, trovare un luogo dove dormire. Ma se ci si ferma a questo livello si rischia di creare dipendenza, frustrazione dell’attesa, isolamento dei diversi gruppi etnici rispetto alla società. Nei luoghi della formazione si può scongiurare questo rischio attraverso lo sviluppo delle proprie capacità, prospettive di realizzazione e inserimento», ha sottolineato Valeria Fanfani, responsabile SPRAR del Comune della Spezia.

Tante le attività, le reti, le metodologie didattiche presentate alla Spezia. Una particolare attenzione è stata data al metodo autobiografico come strumento di costruzione della comunità (testimoniato dal progetto Viaggi di-versi sul “caso Lampedusa” curato dal team di Caterina Benelli, Libera Università di Anghiari) o al racconto di sé come mezzo per fare della memoria e del racconto un modo per capire e valorizzare se stessi all’interno di un fatto storico, e della Storia stessa (principio guida del progetto Dimmi – Diari Multimediali Migranti dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, Arezzo). Al termine del suo laboratorio sul metodo autobiografico, Andrea Ciantar, formatore e Ambasciatore EPALE, ha presentato il progetto Lampedusa, Berlin Travel Journal che ha lanciato il concorso europeo Racconta il dialogo, per creare una mappa di foto/video-racconti per descrivere l’incontro con l’altro.

Un ruolo importante nell’istruzione degli adulti migranti è svolta dalla scuola, dai 128 CPIA che in tutte le province italiane stanno erogando corsi di italiano di primo livello validi per la richiesta di soggiorno, ma anche percorsi per il rilascio del diploma di istruzione superiore, esito di percorsi formativi individuali definiti con alunni che spesso all’arrivo non sono in grado di ricostruire il proprio curriculum o parlare la lingua per raccontarsi. La rete territoriale promossa dal CPIA della Spezia, i progetti del CPIA 5 di Torino e del CPIA di Savona, il progetto Erasmus+ del CPIA di Brescia IEMRI – Information and Educational Materials for Refugees and Immigrants e le attività della cooperativa Auxilium sono alcune delle esperienze proposte durante il seminario.

Dai lavori di gruppo che hanno portato a confrontarsi su tre aspetti dei bisogni educativi – il migrante, l’operatore, la comunità – è stata avviata una proposta concreta, per dare seguito alla condivisione delle tante azioni educative, sociali e politiche già presenti nel nostro territorio, che possono tracciare una rotta da seguire. È quindi in corso di elaborazione il Manifesto della formazione accogliente, un testo, un’assunzione di responsabilità, una visione da sottoscrivere che sarà presto pubblicata nella sua stesura condivisa per raccogliere tutte le organizzazioni e portare le buone pratiche a sistema.

Per approfondire il contenuto dei vari interventi, guardare i video e i documentari, scoprire i progetti e i materiali presentati al seminario della Spezia, leggi l’articolo di Martina Blasi (Unità EPALE Italia) Verso il Manifesto della formazione accogliente a migranti e rifugiati. Cronaca del seminario EPALE a La Spezia.

 

COS’È EPALE

L‘Electronic Platform for Adult Learning in Europe (EPALE) è l’ambiente online aperto a tutti, ma dedicato in particolare a chi opera nel settore dell’educazione degli adulti. Punto di incontro europeo sulle migliori pratiche ed esperienze, la piattaforma ha lo scopo di aprire all’Europa il dibattito nazionale sui tanti temi che intersecano i percorsi educativi pensati per gli adulti, anche a livello non formale. Sulla piattaforma è possibile scambiare notizie, opinioni, idee e risorse con altri professionisti in tutta Europa. Attualmente sono circa 30mila gli iscritti in Europa di cui 3.300 in Italia. Ogni mese circa 150 esperti italiani del settore si registrano al portale e il nostro Paese è il secondo nel mondo per numero di iscritti, dopo la Turchia (3.400 iscritti). L’Unità nazionale EPALE ha sede presso l’Indire. 

 

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