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18 Gen 2018

Miur, arrivano 50 milioni per la mobilità Erasmus+

di Elena Maddalena

Più fondi per la mobilità e risorse specifiche per incentivare le iscrizioni, soprattutto quelle delle studentesse, ai corsi di laurea di ambito scientifico. Sono due delle novità previste dal decreto relativo agli interventi a favore degli studenti universitari firmato dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

 

Gli interventi
Il decreto firmato riguarda sia le risorse disponibili per l’attuazione del Fondo per il sostegno dei giovani previsto dalla legge 170 del 2003, sia quelle per l’attuazione dei Piani per l’Orientamento previsti dalla legge di bilancio per il 2017. La disponibilità totale per il 2017 è pari a 64,2 milioni di euro per le Università statali (59,2 milioni per il Fondo giovani e 5 milioni per i Piani per l’Orientamento) e a 2,6 milioni di euro per le Università non Statali legalmente riconosciute. Il provvedimento contiene finalità e criteri di riparto validi sia per il 2017 che per il 2018.

 

I fondi per le borse Erasmus+
Il decreto prevede un aumento delle risorse (+6,3%) a disposizione per la mobilità internazionale degli studenti e dei dottorandi: sono previsti 50 milioni di euro, erano 47 nel precedente decreto. I finanziamenti del Miur integrano i fondi stanziati dall’Agenzia Erasmus+ Indire, che quest’anno per il settore università sono di 81 milioni di euro. La novità più importante però è costituita dal fatto che il decreto consente di attribuire più soldi a studenti in condizioni svantaggiate. Se, infatti, l’importo della borsa di studio (che serve a far fronte alle spese di viaggio e di soggiorno nel paese ospitante) è stabilito ogni anno dall’Agenzia Nazionale Erasmus+, è prevista anche l’erogazione di un contributo integrativo di ateneo il cui importo viene fissato di anno in anno. Nel decreto firmato a dicembre è prevista un’integrazione delle borse Erasmus dai 150 euro al mese per chi ha un ISEE fra 40mila e 50mila euro, ai 400 per chi ha un ISEE sotto i 13mila euro. Inoltre, ogni studente potrà conoscere in anticipo l’importo dell’incremento minimo assicurato dalle risorse statali, finora demandato ai singoli atenei. Altra novità, almeno il 50% della borsa sarà erogato prima della partenza, un’altra misura a favore di chi parte da condizioni meno vantaggiose. Fino ad oggi, la prima parte di borsa veniva erogata entro 30 giorni dalla firma dell’accordo di mobilità, il restante al rientro.

 

 

Dalle stime previste dall’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, gli universitari italiani in uscita nel 2017/18 dovrebbero essere oltre 40 mila. Dall’inizio del programma (1987) fino a oggi, il programma Erasmus ha coinvolto oltre 4milioni e 200mila studenti. L’Italia ha contribuito per il 10%, posizionandosi tra i quattro principali Paesi per numero di giovani in partenza per esperienze di studio verso destinazioni europee (dopo Spagna, Germania e Francia).

Le risorse del Fondo di finanziamento ordinario Miur
La Ministra ha anche firmato il decreto con i criteri per ripartire ulteriori risorse relative al Fondo di finanziamento ordinario delle Università Statali. Si tratta di 95,5 milioni (di cui 37,4 milioni aggiuntivi rispetto a quanto già comunicato agli atenei) che completano il quadro delle assegnazioni del 2017 che ammontano, dunque, complessivamente, a oltre 7 miliardi. La Ministra ha poi firmato un terzo decreto con i criteri di riparto del contributo destinato alle Università non Statali legalmente riconosciute, previsto dalla Legge 243/1991, per un totale di 69,3 milioni.

«Con i decreti firmati assegniamo ulteriori importanti fondi al sistema universitario», ha dichiara la Ministra Fedeli. «Quest’anno, in particolare, nella ripartizione delle risorse destinate agli interventi a favore di studentesse e studenti abbiamo tenuto ancora più conto delle condizioni socio-economiche delle iscritte e degli iscritti ai nostri atenei. Per garantire davvero pari opportunità in tutto il Paese, a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi. Abbiamo aumentato i fondi per la mobilità internazionale, affinché ci sia maggiore possibilità di accesso ad una esperienza formativa importante anche per chi parte da situazioni meno vantaggiose. E abbiamo posto l’accento, con risorse specifiche, sulla necessità di incrementare gli iscritti, ma in particolare le iscritte, ai corsi di laurea scientifici. Si tratta di interventi che completano il quadro di azioni già avviate a favore di chi si iscrive all’università, dalla No Tax Area (esonero dalle tasse per chi ha un ISEE inferiore a 13.000 euro e tasse calmierate per gli ISEE fino a 30.000), all’aumento delle risorse per studentesse e studenti affetti da disabilità e Dsa (disturbi specifici di apprendimento), al finanziamento MIUR alle borse di studio post lauream. Segnali di attenzione che erano necessari e che abbiamo voluto dare confermando di voler investire sul futuro del Paese con finanziamenti che consentono un maggiore accesso agli studi universitari anche delle fasce socialmente più deboli».

 

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