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Ricerca e innovazione per la scuola italiana

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29 gennaio 2018

Piccole scuole per fare grande un Paese: resoconto dell’incontro a Lecco

di Giuseppina Rita Mangione

Sabato 27 gennaio si è tenuto a Lecco, all’Auditorium Casa dell’Economia, il seminario “Piccole scuole per fare grande un Paese”. L’evento si inquadra in un’azione di start up per l’avvio di un progetto regionale rivolto agli amministratori pubblici, agli operatori della scuola, agli educatori, alle famiglie dei bambini iscritti nelle piccole scuole del territorio.

La tavola rotonda, moderata da Valerio Ricciardelli, esperto di Global Education, ha visto il succedersi di interventi di rilievo del mondo della pubblica amministrazione, della ricerca, del governo così come la condivisione di buone pratiche delle scuole e reti di scuole del territorio che negli anni hanno saputo fare fronte a problematiche di tipo didattico così come organizzativo.

Le piccole scuole rappresentano un’opportunità per garantire il futuro delle comunità nei territori geograficamente svantaggiati. «Occorre quindi – come sottolineato da Raffaele Straniero, Consigliere Regionale della Lombardia – lavorare sulla qualità dell’istruzione e sulla formazione professionale per costruire uno sviluppo economico e sociale delle aree a rischio di spopolamento. L’aggregazione degli istituti, un fenomeno avviatosi negli scorsi anni a causa di un necessario rientro economico, non solo genera contrasti con enti confinanti, facendo emergere gli individualismi, ma contribuisce allo scivolamento delle zone di montagna a valle, che attirando famiglie e ragazzi per gli spostamenti, concorrono al rischio dello spopolamento dei comuni a vantaggio del fondo valle».

ANCI Lombardia, nella persona del presidente Virginio Brivio, ha sottolineato la necessità di intervenire nei territori, con la proposta di esperienze innovative per la didattica in pluriclasse, cercando, al contempo, di contenere il fenomeno del turnover dei docenti, che spesso abbandonano la piccola scuola anche per un mancato investimento nel loro sviluppo professionale. Qualcosa però anche da un punto di vista dell’amministrazione centrale sta accadendo, sostiene Brivio, che cita la legge n. 158/2017 sui piccoli comuni. Nonostante questa disposizione faccia riferimento a un parametro soglia non rispettoso delle piccole realtà (5.000 abitanti è, infatti, un parametro troppo alto rispetto ai reali contesti in cui spesso si trovano le piccole scuole) fornisce comunque una grande opportunità poichè inserisce nel capitolo di bilancio dello stato fondi per oltre 100.000.000 di euro e riporta un principio fondamentale di integrazione con le aree interne. L’ANCI, da parte sua, si è  dichiarato disponibile a sostenere progetti pilota in Lombardia e iniziative che cerchino di declinare quello che il Manifesto dell’Indire per il Movimento delle Piccole scuole esprime in termini di intenzionalità.

In rappresentanza dell’Indire sono intervenuti il Presidente Giovanni Biondi e Giuseppina Rita Mangione, coordinatrice della ricerca sulle Piccole scuole, del gruppo di lavoro delle Aree Interne che, insieme a Mia Scotti (progettista), hanno condiviso azioni già avviate e funzionali al supporto educativo e organizzativo per la scuola piccola. Ad oggi le Aree Interne sono 72, e i territori sperimentali vedono coinvolti oltre 100 comuni periferici e ultra periferici che coprono circa il 3% della popolazione nazionale. La realizzazione di accordi quadro per regioni/aree registra a oggi interventi di tipo infrastrutturale, come ad esempio le ipotesi di accorpamento e nuovi plessi (civic centre) in Piemonte, gli interventi educativi per le scuole innovative in Alta Carnia e l’attivazione di nuovi Indirizzi negli istituti superiori, in linea con la promozione digitale e la green economy, in Abruzzo.

L’Indire ha presentato il Movimento delle Piccole Scuole e gli obiettivi di un Manifesto la cui firma da parte degli istituti aderenti comporta l’opportunità di innescare un cambiamento attraverso la consapevolezza che la piccola dimensione consente di anticipare il futuro e di aggredire le dimensioni del curricolo, dello spazio educativo e del tempo scuola.

Il presidente Biondi e la ricercatrice Giuseppina Rita Mangione hanno sottolineato le azioni che l’Indire, anche grazie a un recentissimo PON approvato, metterà in campo sia per la formazione su innovazioni didattiche e metodologiche a sostegno delle situazioni di isolamento e di pluriclasse, sia per la valorizzazione del personale scolastico tramite la costituzione di un primo “Albo Tutor” delle Piccole scuole Italiane.

I partecipanti alla tavola rotonda hanno concordato con l’affermazione che”bisogna sapere insegnare in queste scuole”; interventi come quello dell’Indire possono inserirsi in un’azione partecipata di superamento del sottodimensionamento e della frammentazione dell’offerta educativa, di miglioramento della qualità didattica e dei livelli di apprendimento e competenze, con un orientamento dell’offerta alle vocazioni territoriali.

Esistono già esperienze di qualità nelle piccole scuole italiane, tra cui quella di Sassello presentata da Lia Zunino, che si avvale della collaborazione dell’Indire e di Cremit per la sperimentazione di ambienti di apprendimento allargato tramite EAS (Episodi di Apprendimento Allargato) e che possono essere adottate e replicate su diversi territori. Ulteriori esperienze di rilievo sono state presentate dalle scuole di Edolo e della Val Carvania.

Le scuole piccole, come sottolineano dall’USR Piemonte nella persona di Paola Damiani, sono scuole “estese”, che toccano differenti dimensioni e che consentono la valorizzazione dei contesti e dei processi sia di tipo formale, non formale, multidimensionale.

Il seminario ha permesso, come sottolineato da Fabio Pizzul (Regione Lombardia), di coniugare intorno alla piccola scuola alcuni verbi: conoscere e capire (grazie all’intervento della regione Lombardia e di aree interne), immaginare (con il Movimento delle Piccole scuole di Indire), coordinare (tramite la disponibilità dell’ANCI), rappresentare (dando voce e mettendo in relazione le realtà scolastiche e i loro modelli) e infine accompagnare, sostenendo situazioni sperimentali che possano poi elevarsi rispetto al contesto locale e divenire modelli nazionali di buone pratiche per le piccole scuole. Il gruppo, tramite la voce di Valerio Ricciardelli, ha comunicato l’intenzione di creare una consulta del progetto piccole scuole delle aree marginali in Lombardia, nell’ambito dell’iniziativa “Aree interne” e di rivolgere un invito all’Indire a prendervi parte con un’attenzione alla didattica e alla formazione.