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5 marzo 2018

Racconti dal carcere: i 15 finalisti del Premio Goliarda Sapienza da leggere e votare

di Martina Blasi

Scrivere per essere liberi, perché la fantasia porta lontano, certamente oltre quelle sbarre e quei muri all’interno dei quali si è stati condannati a vivere. Ma anche scrittura e lettura come strumenti di educazione e di rieducazione: sono anche questi i sentimenti e gli obiettivi con cui, ormai sette anni fa, è stato creato il Premio Goliarda Sapienza, un concorso letterario nazionale rivolto alle persone detenute, curato dalla giornalista Antonella Bolelli Ferrera, e promosso dalla onlus Inverso, dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e dalla Siae.

Gli autori dei racconti vengono affiancati da grandi scrittori, giornalisti e artisti che svolgono la funzione di tutor. I racconti finalisti, con le introduzioni dei tutor, sono pubblicati ogni anno in un libro i cui proventi sono devoluti a iniziative in favore della cultura della legalità.

Tante storie di vita vissuta o di fantasia, tanti modi di intendere la scrittura, come unico veicolo di evasione, come sfogo catartico che fa immaginare, anche solo per poco e davanti a un foglio bianco, di essere qualcun altro, come doloroso modo di fare i conti con il proprio passato e venirne a patti.

«Le persone che finiscono in carcere – commenta Dacia Maraini, tutor d’eccezione del corso di scrittura insieme ad altri nomi importanti della cultura e dello spettacolo – continuano a subire il dramma vissuto. Raccontarsi è un modo di capire e di prendere le distanze. Scrivere serve ad avere un respiro diverso, a riacquisire uno sguardo meno disperato, a guardare a se stessi senza rabbia e senza odio. La scrittura dà serenità. Credo molto nella possibilità della rieducazione, ma deve essere una rieducazione che parte da se stessi, non da qualcuno che ti addossa delle responsabilità. In questo senso, la cultura è di grande aiuto».

Su EPALE, la piattaforma europea dedicata all’educazione degli adulti, è disponibile un articolo dedicato al Premio Goliarda Sapienza, con le principali novità introdotte quest’anno nel laboratorio di scrittura: tra queste l’e-writing e la scrittura a distanza. È possibile leggere e votare il migliore fra i 15 racconti finalisti entro l’11 marzo.

Per saperne di più, leggi l’articolo di approfondimento pubblicato su EPALE “Scrivere per gettare un ponte tra dentro e fuori”.

 

Scopri EPALE

Su EPALE, oltre 35.ooo iscritti in Europa e circa 4.000 in Italia condividono informazioni, esperienze e idee sull’apprendimento degli adulti. L’Unità Epale Italia ha sede presso l’Indire. Il tema dell’educazione in carcere è inserito tra le tematiche d’importanza europea e tra le sue priorità del piano di attività nazionali per il 2018.

 

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