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13 marzo 2018

L’arte come motore del processo educativo. A Firenze la presentazione del “Metodo Pitopì”

di Costanza Braccesi

Sabato 17 marzo alle 16, alla libreria Libri Liberi di Firenze (via San Gallo 25/R), sarà pre­sen­tato il man­uale “Metodo Pitopì – Oltre l’apprendimento dei req­ui­siti di base”.

All’incontro, insieme ai tre autori Mau­r­izio Pizzetti, Maria Laura Tondi e Antonella Pizzetti, interverranno Pamela Giorgi (ricer­ca­trice Indire e curatrice del volume), Eleonora Vanni (pres­i­dente nazionale Lega­coop­so­ciali) e Marco Paolic­chi (respon­s­abile Toscana Lega­coop­so­ciali).

Il volume è frutto di una co-edi­zione tra Libri Liberi e Tutti Matti per l’Arte – Il Quadri­foglio Gruppo Coop­er­a­tivo e nasce dall’idea di porre l’arte al cen­tro del lavoro educa­tivo di inseg­nanti e gen­i­tori. Gli autori, che con i loro cog­nomi hanno ispi­rato il nome del metodo e il titolo del man­uale, con­sid­er­ano infatti il poten­zi­a­mento della cre­ativ­ità il vero motore del processo educa­tivo.

Nella storia del pensiero pedagogico, in molti hanno affermato l’idea che la pratica di attività artistiche fosse il mezzo più indicato per utilizzare in maniera costruttiva l’energia creativa del bambino e per aiutarlo a sviluppare abilità comunicative e cognitive. Nella pratica, tuttavia, all’interno dei programmi scolastici le discipline artistiche appaiono quasi sempre collocate in secondo piano rispetto alle altre. Ecco perché l’esperienza proposta in questo manuale è interessante: partendo dal “fare” e dal contatto diretto con le cose, gli autori propongono un tipo di creatività che non è solo espressione di un momento soggettivo, ma strumento didattico fondamentale, pilastro nella formazione del pensiero e del linguaggio, mezzo inclusivo e strategico per coinvolgere i bambini e le loro differenti storie personali.

Il volume è costituito da una serie di schede da utilizzare in classe per costruire concrete esperienze laboratoriali in cui il lavoro individuale e collettivo degli alunni si fondono con le più significative esperienze dell’arte. Un “parallelo artistico” – come lo definiscono gli autori – che, scheda per scheda, rimanda alle grandi correnti artistiche dall’inizio del XX secolo fino alla contemporaneità. Un libro d’arte che contiene in sé un vero e proprio laboratorio e il cui fine ultimo non è l’arte in se stessa, ma il suo utilizzo per l’apprendimento di altre discipline e per la conoscenza di sé.