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indireinforma

10 maggio 2018

A Ferrara esperti a confronto sulla cura degli spazi del vivere e il benessere della persona

di Antonella Sagazio

“Avrò cura di te. Cura dello spazio e benessere della persona” è il titolo del convegno in programma il prossimo giovedì 17 maggio dalle 9 alle 18 al Cinema Apollo di Ferrara (piazza Carbone 35, sala 1). L’evento è organizzato dall’Ordine e dalla Fondazione degli Architetti PPC di Ferrara e dall’Università degli Studi Ferrara.

L’incontro è rivolto ad architetti, tecnici, amministratori pubblici, volontari del terzo settore, operatori socio-sanitari, insegnanti, studenti e a chiunque intenda approfondire e sostenere la necessità di una relazione sempre più stretta fra la qualità dello spazio abitativo e il benessere della persona.

L’Indire parteciperà con l’intervento della ricercatrice Raffaella Carro: “Reinventare gli ambienti di apprendimento: relazione tra architettura e pedagogia” (ore 15,50). Il nostro Istituto si occupa da anni di analizzare gli aspetti didattici, psicopedagogici e tecnici della progettazione degli ambienti di apprendimento e documenta le esperienze di eccellenza in Italia e all’estero, valorizzando le buone pratiche di ambienti scolastici che sono stati progettati raccogliendo la sfida della modernità e proponendo soluzioni efficaci.

 

SCHEDA A CURA DEGLI ORGANIZZATORI

Convegno 17 maggio 2018, ore 9 – 18

AVRÒ CURA DI TE. Cura dello spazio e benessere della persona

Cinema Apollo, piazza Carbone 35 Ferrara, Sala 1, piano terreno

La progettazione dell’ambiente influenza la nostra salute e il nostro benessere, la ricerca e le scelte progettuali non possono essere perciò indirizzate alla mera risoluzione di problemi che il costruito crea alla salute delle persone (che non dovrebbero proprio esistere in presenza di una ‘buona progettazione’…) quanto alla crescita di tutti quei fattori che possono essere di sostegno al benessere mentale e che hanno implicazioni sulla salute fisiologica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce infatti la salute e il benessere non come ‘assenza di elementi negativi’ ma come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”, ponendo quindi l’accento sulla predisposizione di azioni positive di tipo sociale e psicologico, oltre che medico, ben più complesse dei semplici standard fisico-tecnici o ambientali. Occorre certamente che i progetti soddisfino le misure ‘quantitative’ per la salute, avendo la letteratura scientifica già consolidato questo tipo di conoscenze, ma anche che questi parametri siano adattabili e integrati ad una serie più ampia di prestazioni, allo scopo di sostenere tutti i fattori che producono benessere. La tensione verso la progettazione di un ambiente tecnicamente ‘perfetto’ (quando nessuno di noi è perfetto o perfettamente uguale ad un’altra persona) può far perdere di vista l’importanza degli stimoli qualitativi, ad esempio quelli che incoraggiano gli occupanti a essere attivi, consapevoli e coinvolti nel proprio spazio. I progetti dovrebbero infatti aiutare nella ‘prevenzione’ e non soltanto nella ‘cura’, spingendo gli utenti verso comportamenti positivi e fornendo un adeguato incoraggiamento ad affrontare ogni fase della propria vita. Il recente rapporto della Commissione britannica per l’Architettura e l’Ambiente Costruito (CABE) ha messo in evidenza l’azione ‘terapeutica’ della progettazione, mostrando come ad interventi specifici all’interno di ospedali e di strutture sanitarie, finalizzati a sostenere la qualità di cura della persona e l’attività del personale, corrisponda un incremento straordinario di efficienza in termini di risultati sanitari, di prestazioni dei lavoratori e delle lavoratrici e di fornitura di servizi realmente integrati ed efficaci. Indipendentemente dalla loro dimensione o funzione, siano di nuova costruzione o di ristrutturazione, tutti i progetti possono essere pensati in modo da creare un impatto positivo sulla salute e il benessere delle persone. L’uso dei volumi, dei colori, della luce, delle superfici, dei percorsi, degli spazi di relazione, del paesaggio, la disponibilità di tecnologie e di servizi cambia da un’attività ad un’altra ma svolge sempre un ruolo cardine. Il nostro benessere è infatti intimamente legato a momenti di pace e di gioia. Un edificio ‘povero’ fornisce pochi di questi momenti e lascia le nostre vite impoverite, mentre un’architettura positiva promuove la possibilità che chi li occupa provi benessere, perché accolto e curato, perché capito e sostenuto nel proprio lavoro o nella cura di una persona cara. Il nostro spazio ci cambia e, se lo vogliamo, possiamo cambiarlo.

 

La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria  >>
Pagina dell’evento >>
Volantino del convegno >>

 

Per approfondire la ricerca Indire sul tema: