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24 settembre 2018

Formazione eTwinning nelle università, a che punto siamo?

di Lorenzo Mentuccia, Alexandra Tosi

Prosegue lo sviluppo di Teachers Training Initiative (TTI), la sperimentazione europea che vede il coinvolgimento di oltre 50 istituti europei e università di formazione iniziale dei docenti in attività di formazione eTwinning sulle pratiche didattiche attraverso i gemellaggi elettronici e in progetti pilota tra studenti di diversi Paesi.

Per le sue caratteristiche di flessibilità e di apertura all’innovazione e al confronto internazionale, il progetto eTwinning risulta particolarmente indicato per la formazione dei futuri insegnanti, chiamati sempre di più a lavorare per progetti e a rendere gli allievi attivi protagonisti del loro apprendimento. Obiettivo della sperimentazione TTI è quello di far diventare eTwinning un mezzo per introdurre in maniera semplice e naturale un modo diverso di fare scuola attraverso l’uso regolare delle tecnologie, la comunicazione in lingua straniera e l’apprendimento in un contesto multiculturale.

Nell’ultimo meeting italiano del progetto, tenutosi lo scorso 11 settembre nella sede Indire di Firenze, sono stati presentati i risultati intermedi della sperimentazione negli undici atenei italiani aderenti all’iniziativa e sono stati delineati gli step successivi, utili all’implementazione delle attività a livello nazionale ed europeo.

A partire dal 2019, il TTI sarà esteso a tutti i Paesi che partecipano a eTwinning e il progetto sarà inserito ufficialmente nel piano di lavoro nazionale. Il numero di istituti a livello europeo è destinato quindi a crescere, così come il numero di studenti e di tutor coinvolti in questo percorso. In Italia, oltre alle undici università già attive, tre nuove università stanno avviando le prime attività, mentre altre hanno manifestato l’intenzione di aderire.

Per facilitare l’incontro tra studenti/tirocinanti e scuole attive in eTwinning, la nostra Unità nazionale intensificherà la collaborazione con gli Uffici Scolastici Regionali e con le università. Con questa operazione sarà possibile sia mettere a disposizione delle università gli elenchi delle scuole attive in eTwinning nelle quali inviare i tirocinanti, sia formare i docenti tutor delle scuole accoglienti. Aumenteranno inoltre le occasioni di formazione in presenza e online rivolte ai tutor formatori e più in generale ai formatori dei futuri docenti, e le occasioni di incontro e coordinamento nazionale, in modo da rendere sempre più autonomo ed efficiente il ruolo delle università all’interno del TTI.

Di seguito è possibile visionare le slide e le interviste, raccolte a Firenze l’11 settembre, di alcuni degli atenei italiani coinvolti nel TTI:

 

 

 

 

Il TTI in breve

La sperimentazione TTI è stata avviata nel 2012, esclusivamente sulle scuole dell’infanzia e primarie, da alcune università inglesi, belghe, norvegesi e danesi. L’Italia ha inizialmente aderito con quattro università (Cattolica di Milano, Genova, Firenze e Palermo), salite poi nel tempo a undici. Tra il 2013 e il 2014 hanno aderito altri Paesi, fino ad arrivare a oltre 20 istituti coinvolti nella fase finale della sperimentazione negli anni accademici 2014/2016. Al termine della sperimentazione, in seguito alla valutazione delle esperienze concluse, i Paesi coinvolti, in collaborazione con l’Unità europea eTwinning, hanno elaborato un modello di partecipazione dei tirocinanti in eTwinning da presentare alla Commissione europea per mettere a sistema i risultati ottenuti. Dall’anno accademico 2016/2017 il pilot è stato integrato nella rete eTwinning, dando la possibilità alle università e agli istituti di tutti Paesi eTwinning di partecipare al TTI. La partecipazione è mediata dalle Unità nazionali eTwinning che individuano gli istituti e ne monitorano le attività. Questa apertura ha contribuito alla crescita delle adesioni: oggi sono oltre 50 gli istituti coinvolti. Qui maggiori informazioni sull’iniziativa.

 

Altri link utili per saperne di più: