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22 Ott 2018

Sviluppare lo spirito d’imprenditorialità, il punto sulle politiche europee

di Daniela Ermini

L’imprenditorialità viene spesso definita come il motore che muove l’economia dei Paesi e negli ultimi anni l’interesse verso questo tema è cresciuto notevolmente, fino a diventare un vero e proprio obiettivo politico chiave dell’UE e, quindi, degli Stati membri.

Lo spirito d’iniziativa e di imprenditorialità è una delle 8 competenze chiave europee per l’apprendimento permanente, definito come «la capacità di una persona di tradurre le idee in azione. In ciò rientrano la creatività, l’innovazione e l’assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi. È una competenza che aiuta gli individui non solo nella loro vita quotidiana, nella sfera domestica e nella società, ma anche nel posto di lavoro, ad avere consapevolezza del contesto in cui operano e a poter cogliere le opportunità che si offrono ed è un punto di partenza per le abilità e le conoscenze più specifiche di cui hanno bisogno coloro che avviano o contribuiscono ad un’attività sociale o commerciale».

Questa definizione è stata successivamente e più recentemente declinata in linee guida, priorità strategiche e modelli operativi sull’imprenditorialità nell’istruzione e nella formazione invitando specificatamente gli operatori dell’apprendimento per adulti a integrare le capacità e competenze imprenditoriali nei servizi da essi prestati attualmente o tramite corsi specifici; nella Nuova Agenda per le competenze per l’Europa si fa poi riferimento a una prossima revisione del Quadro delle competenze chiave, con particolare attenzione alla promozione della mentalità imprenditoriale orientata all’innovazione, e alle Raccomandazioni del Consiglio sulle azioni da intraprendere nel campo della valutazione, convalida e riconoscimento delle competenze, anche in riferimento al consolidamento di un quadro per la garanzia sulle competenze, fino a oggi recepito e attuato in modo frammentato nel nostro contesto nazionale.

EntreComp, Entrepreneurship Competence Framework, il Quadro di riferimento per la Competenza Imprenditorialità, pubblicato nel giugno del 2016, ha infine prodotto una definizione comune di “imprenditorialità” che aiuti a stabilire un ponte tra i mondi dell’educazione e del lavoro e possa essere assunta come riferimento per qualsiasi iniziativa che miri a promuovere e  sostenere  l’apprendimento dell’imprenditorialità.

In un contesto caratterizzato da elevati tassi di disoccupazione non solo giovanile, crisi economica e rapidi cambiamenti dovuti dalla complessità delle nostre economie, la capacità imprenditoriale delle persone sembra divenire davvero cruciale per la ripresa economica, per la creazione di posti di lavoro, per l’inclusione e la riduzione della povertà, perché promuovere l’innovazione e la competitività favorisce la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva delle economie.

Ma si può insegnare l’imprenditorialità, soprattutto in età adulta? Si possono aiutare i cittadini a sviluppare tutto quel set di caratteristiche necessarie a mettersi in proprio come essere creativi, dotati di spirito di iniziativa, capaci di trovare soluzioni innovative, in grado di anticipare gli eventi e i bisogni del mercato, determinati a raggiungere i propri obiettivi professionali?

La risposta è sì. Sì con la formazione. Una formazione che sia valorizzata all’interno dei percorsi di istruzione e formazione professionale, ma anche in contesti informali che comprendono anche la sfera del privato. Stiamo quindi parlando di imprenditività, altro concetto che affianca e completa quello di imprenditorialità.

Come si può allora articolare un percorso di educazione all’imprenditorialità? Come è possibile sviluppare attitudini, conoscenze, abilità e competenze utili per diventare imprenditori? E quali sono gli ostacoli che si incontrano in Italia? Esistono esperienze di successo da poter trasferire da un contesto ad un altro? Di questo l’Unità Epale Italia discuterà a Milano dal 5 al 7 novembre in occasione del seminario nazionale Sviluppare e valorizzare lo spirito d’imprenditorialità, rivolto a 150 partecipanti selezionati lo scorso settembre.

 

Riferimenti: