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indireinforma

30 ottobre 2018

Appuntamento con l’innovazione: l’idea dell’IISS “E. Ascione” di Palermo per ravvivare l’apprendimento attraverso le ICT

di Redazione

Avanguardie educative è il movimento che intende trasformare il modello organizzativo e didattico della scuola italiana. Il progetto è stato avviato nel 2014 su iniziativa dell’Indire e di 22 scuole fondatrici e da allora oltre 800 istituti scolastici hanno deciso di prendervi parte, adottando una o più delle sue “idee”. Numerose sono state anche le realtà scolastiche che hanno proposto le loro esperienze d’innovazione. Alcune di queste sono già entrate nella “Galleria delle idee” delle Avanguardie educative, altre sebbene molto significative non possiedono quel carattere di diffusione e radicamento che connota le idee del movimento. Nonostante questo, le proposte in questione hanno un importante valore e meritano di essere conosciute e disseminate: per questo dedichiamo loro uno spazio sul nostro sito, pubblicando le testimonianze d’innovazione raccontate attraverso le parole dei docenti e dei dirigenti protagonisti. “Appuntamento con l’innovazione” è lo spazio online che dà voce ai racconti degli studenti e degli insegnanti che stanno sperimentando nuovi modi di fare scuola.

Lievito digitale? Uno stile di vita
di Prof.ssa Virna Chessari, IISS “Ernesto Ascione” di Palermo

L’innovazione rientra sicuramente tra le priorità educative e didattiche. Aggiornarsi, osservare, leggere e comprendere la realtà che ci circonda per potere rispondere in modo efficace alle odierne problematiche e sfide educative non può che delinearsi come l’orizzonte formativo di noi docenti, aperti, per definizione, alla novità, al cambiamento, alla vita. La realtà scolastica in cui operiamo può tuttavia risultare ostativa a un’azione incisiva, capace di trasformare dall’interno processi di consolidate ma a volte inefficaci prassi educative. I tempi e gli alunni cambiano, come pure i risultati attesi e i profili professionalizzanti in uscita.
Ecco allora che si aprono e riaffiorano da un non tempo dibattiti dal sapore dell’eterno ritorno: “Vecchio o nuovo? Tradizione o innovazione? Lezione frontale o interattiva? Dentro o fuori l’aula? Conoscenze o competenze?”. Rispondere non è facile se non impossibile. Riforme scolastiche che si susseguono, mobilità territoriale e professionale, materie di insegnamento “fluide” che si adattano alle nuove classi di concorso, alternanza scuola lavoro, direttive europee e valutazione unica di contesti territoriali e sociali differenti.
Da queste considerazioni, scaturite dal quotidiano confronto con la realtà scolastica, nasce l’idea del “lievito” che altro non è che una fermentazione di idee, “levis”, capace di trasformare poco alla volta semplici ingredienti come l’acqua e la farina. Le sole idee, tuttavia, non bastano. Perché il lievito agisca occorre lavorare con cura e a lungo i singoli elementi, amalgamandoli tra loro fino ad ottenere un impasto omogeneo da preservare e custodire, attendendone con pazienza e una certa trepidazione la crescita e la trasformazione. E nella scuola non mancano certamente buone idee e pratiche da condividere e far fermentare ulteriormente. Sono imprenscindibili tuttavia le seguenti condizioni: coesione, collaborazione, amore del proprio lavoro. Nella nostra scuola, l’istituto tecnico-professionale “E. Ascione” che opera a Borgonuovo, una periferia di Palermo, una realtà sociale complessa e problematica, a fare da collante è una buona dose di passione e entusiasmo che spinge noi docenti a sperimentare soluzioni nuove per colmare i vuoti educativi di molti nostri studenti che solo nella scuola intravedono spiragli di prospettive future, fiducia e ottimismo. Un accattivante approccio conoscitivo e la ricerca di una relazione educativa sono pertanto fondamentali. Un valido sussidio è costituito dalle TIC che attraggono gli alunni, nativi digitali, e si prestano ai più svariati utilizzi didattici, consentendo di attuare percorsi personalizzati.
Da questo punto di vista la nostra è una scuola all’avanguardia, dotata di Lim, aule polifunzionali, classi scomposte, laboratori, stampanti in 3D. È chiaro che le strumentazioni e le innovazioni tecnologiche di per sé non bastano a garantire quel successo formativo che, nonostante la conclamata personalizzazione degli apprendimenti il più possibile inclusiva, deve rispondere comunque a uniformi standard educativi.

Da un lato quindi è importante individuare lacune e carenze formative, senza tuttavia rimarcarle con il rischio di allontanare i veri protagonisti del sapere dal sistema scolastico, dalla comunità educante, dalla società, acuendone il divario. Nel nostro Istituto lottiamo quotidianamente, infatti, per arginare i fenomeni di dispersione e ci ritroviamo concordi nell’incoraggiare gli allievi a credere in se stessi e nelle loro potenzialità, concedere maggiori tempi di recupero, attendere e non pretendere risultati immediati.

 

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