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Ricerca per l'innovazione della scuola italiana

indireinforma

15 Apr 19

Ore 15:00

Firenze, Palazzo Gerini (sede Indire)

Via M. Buonarroti, 10

Il racconto orale di chi ha fatto la scuola. A Firenze lunedì 15 aprile il convegno “Memorie Magistrali”

di Pamela Giorgi

Clicca per ingrandire la locandina

Lunedì 15 aprile appuntamento a Firenze, nella storica sede Indire di Palazzo Gerini, per il convegno Memorie Magistrali. Racconti di scuola: il racconto orale dei soggetti che hanno fatto e fanno la scuola (orario: 15-18, via M. Buonarroti 10).

L’incontro vuol essere un primo momento di riflessione condivisa sul valore della memoria docente e delle fonti orali come modalità per favorire la conservazione e la valorizzazione, in prospettiva storica, delle esperienze di chi ha fatto innovazione a scuola nel secondo Novecento.

Ad aprire i lavori sarà Pamela Giorgi, responsabile dell’Archivio Storico Indire, che presenterà il progetto per la conservazione della memoria scolare Memorie Magistrali“, un repository che raccoglie, per mezzo di una serie di videointerviste a docenti-innovatori, il passato recente della scuola italiana. Su YouTube è già accessibile una prima piccola parte dei filmati realizzati.

Dopo i saluti di Alessandro Mariani, Rettore dell’Università telematica degli Studi IUL, Maria Francesca Stamuli della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana parlerà di problemi e opportunità delle fonti orali. A seguire, il ricercatore Indire Antonio Sofia racconterà della riscoperta del Movimento della Cooperazione Educativa (MCE) per una critica dell’innovazione. Di “narrazione della scuola” tratterà poi proprio il gruppo MCE di Firenze, mentre la ricercatrice Francesca Pizzigoni sposterà il fuoco della discussione su Torino, facendo luce sulle esperienze di innovazione nelle scuole del capoluogo piemontese negli anni Sessanta e Settanta. Gianfranco Bandini dell’Università degli Studi di Firenze chiuderà l’incontro intervenendo sul tema del possibile contributo della storia orale alla storia degli insegnanti.

Tanti i temi chiave selezionati dal gruppo di ricerca Indire: edilizia scolastica e spazi di apprendimento, arredi e tempo scuola, libri di testo e strumenti didattici, tecnologie e inclusione, rapporto fra scuola e società e ruolo della professione docente. Esperienze prima custodite solo nella memoria del singolo docente diventano con questi filmati un mezzo per cogliere aspetti che altrimenti sfuggirebbero, dal vissuto scolastico alle modalità di trasmissione di contenuti e valori, dalle esperienze di apprendimento e di socializzazione ai rapporti fra alunni, famiglie e autorità scolastica. Comune la traccia di tutte le videointerviste, per ottenere un complesso omogeneo e una composizione di materiali comparabili, che lasciano tuttavia uno spazio adeguato all’interpretazione soggettiva del tema proposto e al punto di vista critico del docente sulla sua personale esperienza.

L’evento è organizzato da Indire e MCE – Gruppo territoriale fiorentino con il patrocinio dell’Università Telematica degli Studi IUL e del Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze e con la collaborazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana.

 

Il progetto Memorie Magistrali

All’origine del progetto sta non solo la constatazione della fragilità e dell’alta deperibilità di questa tipologia di fonte documentaria, e più in generale delle fonti documentarie relative al sistema scolastico, ma anche una riflessione sulla tipologia di archivio storico che conservato all’Indire. Non si tratta di un archivio “istituzionale” (cioè non si compone di una documentazione direttamente prodotta degli antecedenti istituzionali dell’ente: il Museo Nazionale della Scuola, il Centro Didattico Nazionale, la Biblioteca di documentazione Pedagogica), ma di un archivio di documentazione costituitosi nel lungo corso della attività scientifica dell’Istituto (1925-2018) e che ha sempre avuto come oggetto le innovazioni introdotte nel sistema scolastico, a livello tecnologico e metodologico, con raccolte fotografiche e di materiali scolastici di vario tipo.

Tuttavia, pur non trattandosi di archivio istituzionale in senso stretto, quello dell’Indire è pur sempre un archivio che un carattere fortemente istituzionale ce l’ha: questa documentazione va letta e analizzata tenendo ben conto del ruolo ricoperto dall’ente nel lungo corso della propria attività, dei suoi forti legami con gli organi centrali dello Stato e con i vertici del sistema scolastico nazionale. Nella sua sedimentazione sono state determinanti, pertanto, le indicazioni politico-isituzionali delle committenze che hanno ordinato lo scatto fotografico o la costituzione della serie di materiali aventi a oggetto un tema piuttosto che un altro. Questa raccolta, seppure preziosa, è ben lontana, dunque, dal rappresentare la totalità dello sviluppo del sistema scolastico italiano, nonostante l’indiscutibile rilievo per l’ampiezza sia dell’ambito cronologico sia di quello geografico.

Foto, disegni, materiali scolastici i più vari e la grossa raccolta bibliografica di Indire sono stati selezionati nei decenni con uno specifico filtro politico-culturale e questo ha avuto delle inevitabili conseguenze sul tipo di documentazione prescelta, e che è divenuta poi storica: forse non è un caso che nell’archivio Indire, ad esempio, non vi sia quasi traccia di quella innovazione pedagogico-metodologica di stampo «laico e progressista», come la definì a metà degli anni Settanta Lucio Lombardo Radice, che caratterizzò fortemente il mondo scolastico italiano del secondo dopoguerra, ponendoci all’avanguardia in tutta Europa sino almeno agli anni Novanta del Novecento. Inevitabilmente, ma paradossalmente, la nostra istituzione, preposta storicamente alla documentazione del sistema scolastico italiano, nei suoi archivi non tiene quindi traccia di quella scuola che, a cavallo tra gli anni Sessanta e Novanta, ebbe come aspetto più caratterizzante il nesso ethos sociale-dimensione politica-riflessione pedagogica-metodologia didattica.

In archivistica anche i silenzi/vuoti hanno un significato: in questo caso indicano quella che potrebbe essere definita una “refrattarietà” istituzionale all’intercettazione di alcuni fenomeni o almeno una “lentezza” nella loro ricezione, prevalentemente quando tali fenomeni nascono dal basso. Esempio emblematico di questa tendenza sono le immissioni “selvagge”, avvenute nei primissimi anni Settanta, degli alunni con disabilità, fino ad allora educati in regime separato, e che trovarono una sponda normativa solo in seconda battuta con la Legge n. 517 del 1977 sull’inclusione scolastica. Colmare una lacuna documentale di questo tipo ci sembra oggi un doveroso omaggio non solo al ruolo pioneristico, che in ambito didattico, negli anni del secondo dopoguerra, l’Italia ha svolto nel panorama internazionale, ma anche uno stimolo per i processi di innovazione in corso: riflettere su di esse alla luce di una prospettiva diacronica può esser d’aiuto alla scuola di oggi.

Infine, non meno importante, ci ha animati la volontà di non disperdere le preziose testimonianze di quei docenti che sovente scelgono di non raccontare la propria professione per mancanza di canali adeguati o perché pensano che quanto abbiano da dire non sia rilevante. Non è raro, infatti, ascoltare come molti degli intervistati inizino il loro racconto affermando «Ma è interessante cosa ho da dire?», per poi invece riuscire, nella ricostruzione orale del proprio percorso professionale, a fornire lunghe e interessantissime descrizioni di pratiche didattiche innovative.

Il gruppo di ricerca Indire ha messo a punto delle interviste semi-strutturate che intercettano alcuni dei temi che come ente consideriamo centrali nei processi di innovazione del sistema scolastico: edilizia, spazi, ambienti, arredi, tempo-scuola, strumenti didattici, libro di testo, tecnologie, inclusione, rapporto scuola-società, ruolo e autopercezione della professione docente. Ogni intervista ha però sempre cercato di lasciare il più ampio margine al racconto soggettivo e al punto di vista critico del docente che del “fare scuola” è stato comunque il protagonista.

Il progetto Memorie Magistrali nasce nell’ambito della valorizzazione del patrimonio storico dell’Indire come repository di fonti orali che si affiancano alle raccolte documentali cartacee dell’Archivio storico, già in gran parte digitalizzate e fruibili attraverso i database Fotoedu e Fisqed, oltre che nei percorsi tematici delle Digital Collection.

 

Guarda i filmati delle prime interviste pubblicate >>

Vai alla pagina di progetto >>

 

Per partecipare al convegno, si prega di dare conferma della propria presenza scrivendo un’email a archiviostorico@indire.it

Vuoi collaborare al progetto Memorie Magistrali raccontandoci la tua esperienza? Contattaci all’indirizzo archiviostorico@indire.it