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indireinforma

18 Marzo 2020

La didattica online non è “figlia di un Dio minore”

di Giovanni Biondi

Trovare soluzioni perché la scuola possa andare avanti non è volontariato ma un dovere professionale. In questo momento ogni insegnante dovrebbe cercare le soluzioni per superare l’isolamento al quale siamo costretti. Ci sono decine di soluzioni possibili dalle più semplici alle più sofisticate e sono tutte alla portata anche di neofiti. Non è necessario essere esperti ma anzi si può “iniziare a provare”.

È una grande occasione per molti insegnanti di scoprire e provare ad usare le tante potenzialità che oggi offre il “digitale” anche alla scuola. Non solo, ma dopo questa emergenza che speriamo passi presto anche la scuola non sarà più la stessa.

Senza voler alimentare polemiche di cui non abbiamo bisogno in questo drammatico momento credo che sia necessario incoraggiare tutti gli insegnanti nella direzione di connettersi con i loro studenti, di ricomporre le loro classi utilizzando tutte le soluzioni disponibili. È un dovere che ha la scuola tutta; forse scopriremo delle opportunità che fino ad oggi non avevamo esplorato e che ci potranno essere utili anche per il dopo coronavirus.

Molti Dirigenti scolastici di Avanguardie educative ne sono convinti e pubblichiamo volentieri i documenti che ci hanno fatto pervenire.

 

Documento dei Dirigenti scolastici di Avanguardie educative >>

“Fare scuola a distanza: ma per sentirsi vicini”, il documento del liceo “Redi” di Arezzo >>

 

 

Giovanni Biondi, Presidente Indire