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Ricerca e innovazione per la scuola italiana

Avanguardie educative

Man standing at a bookshelf holding a tablet pc in college libraryLe Avanguardie educative sono un movimento di innovazione che porta a sistema le esperienze più significative di trasformazione del modello organizzativo e didattico della scuola. Un movimento aperto alla partecipazione di tutte le scuole italiane impegnate nella trasformazione di un modello “industriale” e trasmissivo di scuola, non più adeguato alla nuova generazione di studenti e alla società della conoscenza.
Il movimento nasce nel 2014 dall’iniziativa congiunta di Indire e di un primo gruppo di 22 scuole che hanno realizzato esperienze innovative. Avanguardie educative intende utilizzare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dai linguaggi digitali per cambiare gli ambienti di apprendimento e offrire “idee” a partire dall’esperienza delle scuole. Ognuna di queste rappresenta la tessera di un mosaico che mira a rivoluzionare l’organizzazione della didattica, del tempo e dello spazio del “fare scuola”.

Oggi sono circa 570 le scuole che hanno aderito al Movimento.

Avanguardie educative propone un manifesto articolato in sette punti chiave:

1) Trasformare il modello trasmissivo della scuola: il modello basato solo sulla trasmissione delle conoscenze “dalla cattedra” è ormai anacronistico. Oggi gli studenti imparano più efficacemente attraverso l’apprendimento attivo che sfrutta materiali aperti e riutilizzabili, simulazioni, attività laboratoriali, esperimenti hands-on, giochi didattici, ecc.

2) Sfruttare le opportunità offerte dalle ICT e dai linguaggi digitali per supportare nuovi modi di insegnare, apprendere e valutare: le ICT riducono le distanze aprendo nuovi spazi di comunicazione (cloud, mondi virtuali, Internet of Things) riconnettendo luoghi, geograficamente isolati, e attori del sistema scuola: dalle imprese agli enti locali, dalle associazioni alle fondazioni. Le nuove tecnologie, per le Avanguardie educative, non sono ospiti sgraditi né protagonisti, sono solo mezzi con cui è possibile personalizzare i percorsi di apprendimento e rappresentare la conoscenza.

3) Creare nuovi spazi per l’apprendimento: la fluidità dei processi comunicativi innescati dalle ICT si scontra con ambienti fisici non più in grado di rispondere a contesti educativi in continua evoluzione. Una scuola d’avanguardia ripensa gradualmente gli spazi e i luoghi con soluzioni flessibili, polifunzionali, modulari e facilmente configurabili in base all’attività svolta e per usi anche di tipo informale.

4) Riorganizzare il tempo del fare scuola: il ripensamento del modello didattico riguarda sia la configurazione sia la gestione del tempo dell’apprendimento. Ciò presuppone il superamento di alcune rigidità organizzative, come il calendario scolastico, l’orario delle lezioni e la parcellizzazione delle discipline in unità temporali minime. Questo cambiamento deve avvenire tenendo conto della necessità di una razionalizzazione delle risorse, di una programmazione didattica articolata in unità e moduli, dell’affermarsi delle ICT e delle loro applicazioni in ambito formativo.

5) Riconnettere i saperi della scuola e i saperi della società della conoscenza: la società contemporanea, grazie anche alla diffusione della Rete, valorizza nuove competenze che spesso non riguardano una disciplina in particolare e il cui sviluppo è legato a una modalità di apprendere e operare in stretta connessione con la realtà circostante. Una scuola aperta all’evoluzione dei saperi è in grado di comprendere il cambiamento e migliorare il servizio offerto in sinergia con le richieste del territorio.

6) Investire sul “capitale umano” ripensando i rapporti: la valorizzazione del capitale umano consente agli insegnanti di sentirsi sempre più registi di modelli di didattica attiva e vedere nel cambiamento una risorsa. Una scuola d’avanguardia è in grado di individuare le risorse – nel territorio, nell’associazionismo, nelle imprese e nei luoghi informali – per arricchire il proprio servizio attraverso un’innovazione continua che garantisca la qualità del sistema educativo.

7) Promuovere l’innovazione perché sia sostenibile e trasferibile: obiettivo delle scuole d’avanguardia è individuare l’innovazione e renderla concretamente praticabile, sostenibile e riproducibile in altre realtà. In tal senso, è necessario trovare quegli elementi chiave che consentano il passaggio dall’esperienza al modello, affinché possa essere trasferibile e sostenibile in un contesto che abbia i presupposti adeguati, producendo risultati analoghi.

Nell’ambito di tre dimensioni fondamentali del fare scuola, Spazio, Tempo e Didattica, si sviluppano le 16 idee innovative del Movimento:

  • Aule laboratorio disciplinari
  • Spazio flessibile
  • Bocciato con credito
  • Compattazione del calendario scolastico
  • Teal (tecnologie per l’apprendimento attivo)
  • Integrazione cdd/libri di testo
  • Spaced learning (apprendimento intervallato)
  • Ict lab
  • Flipped classroom (la classe capovolta)
  • Didattica per scenari dentro/fuori la scuola
  • Debate (argomentare e dibattere)
  • Dentro/fuori la scuola
  • Apprendimento differenziato
  • Oltre le discipline
  • Apprendimento autonomo e tutoring
  • Dentro/fuori – Service learning

Le scuole che vogliono aderire al movimento possono farlo adottando una di queste idee. Inoltre, la galleria delle idee potrà essere arricchita nel tempo da altre esperienze innovative proposte dagli istituti scolastici.

Maggiori informazioni sulla pagina dell’attività Avanguardie Educative >>

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