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INIZIATIVE PER LA SCUOLA

La motivazione all'apprendimento

Il racconto di Susan Stuebing, International Consultant per la riprogettazione degli spazi di apprendimento

di Francesco Vettori
12 Luglio 2006

Sul valore e limportanza della motivazione a scuola sono state scritte centinaia di pagine e non questa la sede per ribadirlo di nuovo.

Piuttosto si intende proporre un caso specifico che testimonia come questa motivazione sia sollecitabile in modi diversi. Linteresse e il coinvolgimento degli studenti hanno infatti molte sfaccettature, che inevitabilmente incontrano una prima e immediata verifica nella "materialit" dei luoghi dapprendimento. Paradossalmente, lesplodere delle risorse digitali sta trasformando questi luoghi dapprendimento, pur molto refrattari, specie in un Paese come lItalia, al cambiamento.

Intanto laula scolastica, attrezzata con banchi, sedie, lavagne e cattedra non rappresenta pi nellimmaginario di docenti e studenti il luogo esclusivo, fisso e immutabile, dove si insegna e si impara. Non tanto perch si sono aggiunti e si aggiungono continuamente nuovi strumenti didattici, ma soprattutto perch questo accumulo ha causato una diversa percezione dei tempi e degli spazi di apprendimento. Si pensi all'emblematico esempio del "podcasting", che permette di ascoltare la lezione a casa propria quando si vuole e con chi si vuole.

Ma per tornare alla scuola, allambiente scuola, il passaggio al digitale, o meglio il tentativo di integrazione del digitale a ci che costituisce prima di tutto fisicamente laula tradizionale, implica un complessivo ripensamento dellorganizzazione scolastica, almeno nei casi pi riusciti. Lintroduzione di strumenti che per funzionare necessitano di un uso proprio, cui corrisponde una specifica disposizione mentale, ha spinto anche a interrogarsi sullambiente scuola.

Si prenda ad esempio il caso del "cooperative learning", tipico della Rete: laccentuazione della collaborazione fra studenti, di scambio di conoscenze, di reciproco aiuto - pur con tutte le mancanze, i vuoti, le delusioni, che lapprendimento in rete pu incontrare - ha invogliato a progettare una scuola che tenesse nel dovuto conto la vita sociale degli studenti a scuola: un bisogno di incontro, di vita e di apprendimento non limitato entro mura dellaula, assecondato dagli spazi stessi.

Le parole che seguono sono di Susan Stuebing, tratte dal suo intervento al Convegno
Re-mediare la scuola, Lo spazio e il tempo futuri dell'apprendimento.

Cosa vi posso dire sulla tecnologia che gi non sappiate? Naturalmente sapete che la nostra ricerca non su uno schermo, su un i-Pod, su un telefono cellulare. Non sulla vera tecnologia.  su di noi, sul lavorare insieme, sulla comunit, sullaccelerare lentusiasmo per lapprendimento.  un vero processo di cambiamento sistematico in cui tutti ci siamo impegnati ed in cui tutti abbiamo un ruolo essenziale. [...] A voi insegnanti vorrei cominciare dicendo: non abbiate paura. La paura il nostro peggiore ostacolo. Voi, gli insegnanti siete gli esperti: non abbiate paura a chiedere in modo che lambiente in cui operate vi aiuti in questa nuova sfida. Si tratta di un processo che ci permetter di dare un nuovo ordine a quello che sappiamo gi. Lambiente fisico importante. La forma invia un messaggio ai giovani, che hanno davvero necessit di sentirlo. Sono aperto nei tuoi confronti, sei interessante, sei il vero centro dei miei pensieri, sei la luce. Ed anche un messaggio che noi come persone adulte vogliamo condividere. Ecco il modo in cui potete pensare ad una vecchia idea. E anche il modo con cui poter avere una nuova idea. Ora il luogo in cui pensare non deve necessariamente essere una scuola. Pu essere ovunque, dove si possa pensare, incontrare gli altri, divertirsi, esplorando nuove idee.

Non ci possiamo pi limitare a inserire un computer in una classe. Deve trattarsi di un rinnovamento del sistema totale. Ritengo che il design, il processo di design possa essere utile ma non perch gli architetti devono dirvi che cosa fare. Progettare per voi stessi, progettare partendo dalle idee che avete, progettazione a favore e sulla base di quelle che riteniate siano le vostre necessit. Ed esplorare con gli altri queste necessit un vero e proprio processo di mediazione. E un processo di condivisione, scendere a compromessi, capire e tradurre poi lidea in qualcosa di concreto. Vi mostrer la scuola che abbiamo sviluppato in Islanda. Abbiamo implementato questidea di designer come mediatori per unire insieme comunit che non avevamo mai lavorato insieme prima, ma che addirittura erano in concorrenza luna contro laltra per realizzare una scuola, una scuola importante per la loro sostenibilit. [...] Attenzione per che indipendentemente dallofferta della scuola gli studenti si sono sempre detti a favore del trasferimento verso la grande citt dove avrebbero potuto avere una pi intensa vita sociale. 

Abbiamo chiesto la collaborazione dei ragazzi. Abbiamo organizzato un workshop di quattro giorni in cui i ragazzi hanno lavorato insieme per tutto il giorno, per 16 ore al giorno ed alla fine hanno presentato i loro risultati ai sindaci delle tre citt. E stata unesperienza eccezionale. Anche gli adulti hanno lavorato insieme, per diversi mesi, condividendo le idee, avvicinandosi sempre pi ma insieme a questa nuova idea di creare una scuola aperta, una scuola senza classi, una scuola che dipendesse dallapprendimento distribuito. Lapprendimento distribuito molto importante soprattutto per lIslanda con uno dei sistemi informativi pi evoluti al mondo, con un sistema in rete esistente in tutto il paese che permette alla diversit educativa di poter essere implementata in diverse scuole.

I tipi di studenti che esistono in Islanda sono due: i ragazzi che non sono solo teenager ma che sono gi adulti. La scuola deve soddisfare le necessit educative di tutti i membri della comunit. Per cui leducazione continua, leducazione e la formazione continuata per tutta la vita fanno proprio parte di questo tipo di funzione chiesta alla scuola. Abbiamo definito come potrebbe essere la giornata di questi ragazzi. La giornata lunga, addirittura fino a 16 ore. E per questo abbiamo creato opportunit diverse, design diversi che si adattassero alle loro necessit. Idee interessanti ed anche idee che allinizio ci sembravano azzardate, quali ligloo ed invece alla fine si sono rivelate ottimali. Si tratta di luoghi in cui i ragazzi possono riposarsi, rilassarsi, dormire.

Il risultato stata unorganizzazione speciale della scuola che speriamo di riuscire ad ottenere attraverso accorgimenti architettonici. [...] Uno spazio aperto dove lapprendimento multi-disciplinare cos come lapprendimento distribuito. Ci sono locali per le lezioni, ma pochi. In realt la nostra decisione stata 3 locali per le lezioni rispetto ad una scuola di 170 studenti. E bene che vi rendiate conto come questa decisione sia stata radicale anche per uno stato piccolo come lIslanda. Un posto dove gli studenti possano vivere. Un centro informativo che possa anche essere utilizzato dallintera comunit. Inoltre c Internet caf, per socializzare. Unarea per praticare sport.

Al centro della piantina, il centro di apprendimento aperto con le tre classi accostate anche ad aree di apprendimento di dimensioni pi piccole. Anche la parte della scuola utilizzata per il ristorante e la caffetteria prevista come spazio di apprendimento ed insegnamento. Il flusso di persone tra le aree sar continuo ed previsto proprio come tale.

La programmazione dei corsi individuale e personalizzata perch ogni studente un individuo a s. Al centro dellintero progetto c lo studente. Il programma individualizzato e personalizzato non significa certo che gli studenti rimangono in un locale da soli. Lavorano insieme perch questo fa direttamente parte del loro programma formativo: la comunicazione e la condivisione. Anche linsegnante impara. Quasi mai possibile capire quale sia linsegnante in una classe, perch fa parte della classe ed impara insieme agli studenti. Fa parte della scena. Gli insegnanti hanno uno spazio, dove imparano e trascorrono tempo con i loro colleghi.

Ho ancora qualche immagine dellOlanda... Vorrei farvi vedere le immagini di uno dei pi famosi architetti olandesi che si occupano della progettazione di scuole. La prima e per ora unica scuola secondaria che ha progettato  aperta da due anni fa. La cosa interessante che ha detto della scuola che ha cercato di realizzare spazi che siano cos intesi da poter accettare e adattarsi perfettamente alla vita sociale ed alla comunicazione tra studenti. Utilizza la stessa idea che vi ha fatto vedere il collega prima di me per sfruttare le scale come spazio sociale. Una caffetteria, un ristorante, spazi aperti per comunicare ma al tempo stesso uno spazio di formazione ed istruzione condiviso. Si devono fare delle scelte. Ci sono classi certo...ma c un atrio aperto dove la tecnologia circonda gli studenti ed a cui tutti possono avere accesso. Gli insegnanti possono decidere dove insegnare, se nello spazio aperto, nelle classi, nellatrio. E uno spazio trasparente e molto complesso, che permette di creare il processo formativo. Crea rapporti e collegamenti tra studenti, tra insegnanti. Il messaggio pi importante che ha dato il direttore che tutti sono a scuola per imparare, gli studenti e gli insegnanti. Gli insegnanti per mezza giornata la settimana non fanno lezione ma lavorano con altri professionisti per imparare, il mercoled mattina. Ma chiaro che il sistema deve cambiare per riuscire ad adattarsi ad unorganizzazione di questo tipo.

 
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