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di Francesco Vettori
07 Settembre 2007
E’ stato presentato dal Ministro della Pubblica Istruzione il volume che raccoglie le nuove Indicazioni per il Curricolo per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione.
In esso si pongono i criteri per il conseguimento delle finalità formative e gli obiettivi di apprendimento e si sostituiscono le precedenti indicazioni.
Entrano in vigore da quest'anno, per cui le scuole dovranno proporre ed elaborare i curricoli, tenendo presenti tali indicazioni.
Per permettere una loro graduale applicazione, raccogliere suggerimenti e migliorarle, sono in fase di sperimentazione fino al 2009 e entreranno a regime con un apposito Regolamento dal 2009/2010.
Le indicazioni rappresentano delle proposte culturali (che non contemplano l'orario degli insegnanti) articolate secondo tre grandi macro-aree in relazione fra loro:
- area linguistico - artistico espressiva
- area storico - geografica
- area matematico - scientifico - tecnologica
Per quanto concerne la scelta didattica, si è proceduto allo sfoltimento degli obiettivi formativi, lasciando ai docenti maggiore autonomia rispetto al passato. E così più si è puntato all'autonomia dello stesso discente per aumentare spirito critico e consapevolezza delle proprie scelte.
L'orizzonte culturale di queste indicazioni, senza trascurare le specificità italiane, ha ben presente l'Europa.
Durante la prima fase di applicazione sono state previste iniziative di sostegno alle scuole, tra le quali la creazione di un gruppo di coordinamento nazionale e un’area dedicata all’interno del portale del Ministero al fine di informare, orientare e documentare.
Nel 2008 avrà luogo una Consultazione nazionale nelle scuole per la raccolta sistematica e ragionata di quanto è nato dall’esperienza diretta degli insegnanti.
Le indicazioni nazionali sono state pensate secondo un percorso che riconosce all’educazione la capacità di legare le diverse discipline in una cornice interdisciplinare. Così quelle tradizionali sono rinnovate sia per l’attenzione attribuita ai loro più recenti contributi sia per le relazioni che stabiliscono le une con le altre: ad esempio lo studio della storia, nell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado, sarà dedicato alla storia del Novecento e la disciplina strettamente messa in relazione con la geografia, di cui si riscoprono oltre agli aspetti morfologici i sociali. Parimenti per lo studio della lingua italiana, si sottolinea da una parte l’importanza di grammatica e sintassi e la loro imprescindibile conoscenza, dall’altra le si affianca quello delle lingue comunitarie, la lingua inglese per tutto il primo ciclo e l’insegnamento obbligatorio di una seconda lingua nella scuola secondaria di primo grado. Per quanto riguarda la preparazione di tipo scientifico, si è inteso rafforzare l’area matematica quale conoscenza di base, cui si integrano competenze tecnologiche e capacità di osservazione della realtà grazie allo studio delle scienze sperimentali e naturali. Un ulteriore aggiornamento è introdotto dall’uso delle tecnologie informatiche e del computer, strumento che oggi occorre sapere usare. Infine una nota metodologica sottolineata è la scelta di affiancare al sapere il fare, alla conoscenza la competenza, con speciale attenzione per i processi comunicativi che ogni forma di educazione sollecita. Sarà dunque la crescita personale, grazie ai diversi saperi, la guida per chi incomincia il cammino che lo porterà alla maturità.
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