Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Home Istituto Contatti Ufficio Stampa Modulistica Bandi di
concorso
Bandi di gara
e contratti
Amministrazione
trasparente
 

04 Settembre 2012

Il Sistema Nazionale di Valutazione

di Massimo Faggioli

I nuovi compiti di INDIRE


Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato lo schema di regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione. E’ un passaggio importante verso la piena attuazione della legge 10 del 26 febbraio 2011 che definiva il sistema nazionale di valutazione in tutte le sue componenti:

  • l'Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, con compiti di sostegno ai processi di miglioramento e innovazione educativa, di formazione in servizio del personale della scuola e di documentazione e ricerca didattica;
  • l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione, con compiti di predisposizione di prove di valutazione degli apprendimenti per le scuole di ogni ordine e grado, di partecipazione alle indagini internazionali, oltre alla prosecuzione delle indagini nazionali periodiche sugli standard nazionali;
  • il corpo ispettivo, autonomo e indipendente, con il compito di valutare le scuole e i dirigenti scolastici .

Lo schema di regolamento dà attuazione alle disposizioni della legge 10/2011 introducendo alcune novità importanti:

  • attribuisce all’INVALSI il coordinamento funzionale del sistema e a tale scopo istituisce la conferenza dei rappresentanti delle tre componenti del sistema, presieduta dal Presidente dell’INVALSI
  • introduce tra le azioni di valutazione un campo espressamente indirizzato alla valutazione dei dirigenti scolastici
  • ribadisce, precisandola in modo analitico, la complementarietà dei ruoli dei due istituti nazionali, assegnando all’INVALSI il compito di predisporre i protocolli per tutte le azioni di valutazione previste dal sistema e di costituire un elenco dei componenti dei team di valutazione, curandone la selezione e la formazione, e configurando l’INDIRE come l’ente di ricerca che supporta le istituzioni scolastiche nella definizione e nell’attuazione dei piani di miglioramento.

Si delinea quindi un quadro d’insieme che vede le scuole al centro di diverse azioni sinergiche che hanno come comun denominatore le azioni di valutazione:

A – viene ribadito il compito dell’INVALSI in materia di rilevazione nazionale sugli apprendimenti e sulle competenze degli studenti, che saranno effettuate periodicamente su base censuaria nelle classi seconda e quinta della scuola primaria, prima e terza della secondaria di primo grado e seconda e ultima della secondaria di secondo grado.

B – viene prefigurata una sequenza di azioni per la valutazione delle istituzioni scolastiche che prevede un fase di autovalutazione da parte delle scuole, una fase di valutazione esterna effettuata da un nucleo di valutatori di cui fa parte un componente del corpo ispettivo e un periodo destinato alla definizione e all’attuazione del piano di miglioramento. La valutazione esterna è vista come un processo ricorrente, svolto con una periodicità tale da consentire alle scuole di mettere in atto processi di miglioramento che prendano le mosse dagli esiti di una fase di visite dei valutatori e possano essere valutati in quella successiva (l’intervallo più opportuno per questi scopi sembra essere di tre anni).

C – viene introdotta la dimensione della rendicontazione sociale: le scuole sono invitate a pubblicare i risultati raggiunti in tutti i campi della valutazione, sia per ovvie ragioni di trasparenza, sia per condividere con la comunità a cui appartiene i processi di miglioramento da attivare.

D – alla valutazione dell’istituzione scolastica si affianca quella del Dirigente Scolastico, che prende in esame le aree di miglioramento organizzativo e gestionale direttamente rapportabili alle competenze di questa figura. L’intreccio tra la valutazione del Dirigente e l’azione complessiva della scuola verso il miglioramento è sottolineato da fatto che i piani di miglioramento verranno inviati anche al Direttore Regionale che ne terrà conto nel fissare gli obiettivi del DS indicati nel suo incarico.

Il regolamento precisa anche in maniera molto chiara che i processi di valutazione delle scuole gestiti dall’INVALSI sono di natura “esterna”: la valutazione si effettua in base a protocolli nazionali, con équipe selezionate e formate per questo scopo, e dà luogo a risultati misurabili e confrontabili, funzionali all’individuazione delle aree su cui la singola scuola può intraprendere percorsi di miglioramento. Questo processo, in analogia con quanto si sta sperimentando nel progetto VSQ, termina con l’individuazione da parte dei valutatori delle piste di miglioramento proposte alle scuole.
Le azioni di miglioramento vengono invece configurate come un processo “interno” all’istituzione scolastica autonoma, che elabora e adotta misure tese a innalzare le proprie performances in un periodo di tempo compreso tra i passaggi ricorrenti della valutazione esterna. Ne consegue che il miglioramento, a differenza della valutazione, è un processo in cui la scuola esprime in totale autonomia le proprie capacità, come organizzazione, di definire e realizzare degli interventi capaci di innescare un miglioramento tangibile che sarà periodicamente oggetto di verifica da parte delle équipe di valutatori esterni nelle visite di valutazione. Le scuole possono scegliere, ancora in autonomia, il supporto tecnico scientifico esterno che ritengono più utile per condurre le loro iniziative di miglioramento, ed è qui che il regolamento colloca la presenza di INDIRE nel sistema, indicandolo come il soggetto istituzionale che supporta le istituzioni scolastiche nella definizione e nell’attuazione dei piani.
In alternativa le scuole potranno scegliere altri soggetti presenti sul territorio, come Università, centri di ricerca, associazioni professionali e culturali.

Ma, stringendo il campo all’area del miglioramento e al ruolo assegnato a INDIRE, quali sono gli aspetti più innovativi di questo disegno?
In primo luogo potremmo evidenziare come la distinzione tra processi esterni (la valutazione in tutti i suoi aspetti) e processi interni (le azioni di miglioramento) e la differenziazione dei soggetti che se ne fanno carico (per i primi l’INVALSI e per i secondi l’INDIRE) assegna all’istituto un campo di azione poco sperimentato, almeno nel nostro paese. Sul piano dei contenuti, il miglioramento delle scuole può essere supportato mettendo a frutto il pluriennale lavoro di documentazione e di formazione svolto dall’istituto: questa attività, ha consolidato negli anni una enorme mole di risorse, materiali formativi, servizi di consulenza e di supporto allo sviluppo professionale di tutte le figure professionali della scuola. Al tempo stesso, l’istituto ha sviluppato un lungo percorso di ricerca sulla metodologia degli interventi formativi che ha progressivamente avvicinato il ruolo del tutor al contesto di lavoro delle figure in formazione, prefigurando modalità di intervento che intrecciano, in un percorso a spirale, momenti vicini ai modelli operativi di mentoring ad altri più direttamente rapportabili a quelli di coaching. Nell’affrontare il nuovo campo di attività che gli assegna il sistema nazionale di valutazione, l’istituto può quindi mettere a frutto, in chiave evolutiva, una lunga esperienza di ricerca. Ci sono però degli aspetti, legati ai nuovi compiti che INDIRE deve affrontare, che si addentrano in un terreno poco conosciuto e per molti versi inedito.
La separazione delle competenze tra il soggetto responsabile della valutazione esterna (INVALSI) e del supporto ai processi di miglioramento interni (INDIRE) pone a quest’ultimo il problema di progettare interventi in un contesto (la scuola autonoma) che riceve dall’esterno un rapporto di valutazione su diversi aspetti dell’organizzazione mettendo in evidenza le aree di criticità e quindi le potenziali piste da adottare per l’elaborazione del piano di miglioramento.
L’istituzione scolastica è libera di scegliere il soggetto di cui avvalersi per il supporto ai propri processi interni, per cui ne consegue un rovesciamento della logica con cui l’istituto ha fino ad oggi agito nel campo della formazione del personale della scuola. Il soggetto istituzionale non si avvicina più alla scuola per dare un aiuto dall’esterno alla crescita professionale di chi vi opera ma diviene, in qualche misura, attore di una consulenza partecipata e attiva che la scuola decide di “acquistare”. Tra l’impianto scientifico degli interventi e la loro effettiva efficacia non c’è più il filtro del processo di “formazione” , che rimanda alla scuola, in ultima analisi ,il problema di dimostrarne la ricaduta nel contesto. Il tutor del miglioramento entra a pieno titolo in un processo di azione partecipata, in cui la crescita della scuola e il prodotto effettivo e misurabile delle azioni di miglioramento è il metro per valutare l’efficacia della sua azione individuale e, più in generale, dell’istituto preposto a offrire il sostegno alle scuole.
L’intreccio tra autovalutazione, che è un tipico processo interno, e valutazione esterna esige, perché le successive azioni di miglioramento siano realmente vissute dalle scuole come processo partecipato e non burocratico, che l’istituzione sia coinvolta nell’individuazione di un quadro di coerenza tra i processi esterni e quelli interni. L’autovalutazione, da cu prende le mosse il ciclo prefigurato dal regolamento, costituisce un quadro che le équipe di valutazione non potranno ignorare: in una sorta di spostamenti progressivi del punto di vista, i valutatori dovranno incrociare la rappresentazione che la scuola ha di sé con quello che risulta dall’applicazione dei protocolli di osservazione. Ma, a sua volta, il quadro che esce dal lavoro di osservazione esterna dovrà essere riconosciuto dalla scuola in un processo di rispecchiamento teso a individuare un insieme condiviso di priorità operative in direzione del miglioramento. E’ questo il primo, delicatissimo lavoro del tutor, che deve aiutare la scuola a interpretare, riconoscere o integrare e modificare il quadro delle priorità espresse dai valutatori esterni. Senza questo passaggio è impossibile raccordare pienamente le fasi di valutazione e di miglioramento e c’è il rischio che la seconda sia vista come una conseguenza automatica della prima, che tutto il processo sia vissuto come una procedura burocratica esterna che non riesce a mobilitare le risorse profonde che la scuola può esprimere sia in termini di risorse umane che di potenzialità progettuali.

Si pone inoltre un problema di sinergia tra le competenze da mettere in campo per dare un supporto utile alle scuole: da una parte si collocano quelle relative alla metodologia degli interventi, dall’altro quelle che attengono alle diverse aree di contenuto su cui si esercita l’azione di valutazione esterna e, di conseguenza, si orientano i piani di miglioramento delle scuole. Queste aree sembrano ormai abbastanza sperimentate da INVALSI a partire dal progetto Valsis e poi con la sperimentazione del progetto VSQ e, con tutta probabilità, verranno ulteriormente messe alla prova con l’avvio del prossimo progetto Vales. Esse comprendono un ampio spettro di caratteristiche dell’organizzazione scolastica, dai rapporti con il territorio, alle relazioni interne, all’organizzazione della didattica, e vanno lette in modo integrato con il campo degli apprendimenti degli studenti affidato ai risultati delle prove periodiche, elaborato con le modalità che INVALSI applica per determinare il “valore aggiunto”. Anche per gli interventi di supporto ai piani di miglioramento, quindi, è opportuno non prevedere una sola figura ma un lavoro di équipe tra chi svolge un lavoro di tutor metodologico e chi immette nel sistema strumenti di lavoro, buone pratiche, consulenza per le specifiche aree di contenuto dei piani di miglioramento.
Il progetto VSQ, in cui INDIRE ha curato l’organizzazione complessiva e la selezione e formazione dei tutor per il miglioramento, ha costituito l’occasione per misurarsi in modo concreto e operativo con molte di queste problematiche. Il passaggio successivo, che sta prendendo le mosse in questi giorni, sarà lo sviluppo di un lavoro di ricerca per definire, sulla base delle esperienze fatte fin qui e con il contributo di esperti di rilievo nazionale e internazionale, le metodologie di intervento, i modelli e gli standard operativi per la stesura dei piani di miglioramento, il profilo delle figure dei tutor e degli esperti che prenderanno in carico le azioni che INDIRE intraprenderà in futuro, a partire dal progetto Vales, per supportare le azioni di miglioramento delle scuole e per interpretare al meglio il compito che gli viene affidato dal nuovo regolamento del sistema nazionale di valutazione.

 
Articoli correlati

Piccolo è meglio? Si, ma...
di Stefano Penge (14 Ottobre 2014)

La settimana europea della programmazione
di Giovanni Nulli (13 Ottobre 2014)

Coding e scuola primaria
di Caterina Moscetti (13 Ottobre 2014)

Tutti vincitori i ragazzi della squadra italiana
di L. Lancellotti, S. Occhipinti, E. Piccioni (07 Ottobre 2014)

Wedebate: un'esperienza in Rete, con e senza filosofia
di Angela Nadia Cattaneo (29 Settembre 2014)

Imparare a disputare per imparare a convivere
di Raffaella Dal Moro (15 Settembre 2014)

Il Primo Torneo Nazionale “Palestra di Botta e Risposta”
di Adelino Cattani (01 Settembre 2014)

Il dibattito filosofico a scuola
di Luca Bianchi (01 Settembre 2014)

Intervista a Manuele De Conti
di Francesco Vettori (12 Agosto 2014)

Il progetto Elos
di Maria Giuseppa Lo Bianco (19 Maggio 2014)

L'esperienza in prima persona della controversia
di Francesco Vettori (14 Maggio 2014)

Da gioco del contraddittorio a percorso formativo
di Claudia Cristoforetti (14 Maggio 2014)

La verifica di una sperimentazione a scuola
di Laura Simeon (14 Maggio 2014)

Concorso multimediale HUB School
di Isabel de Maurissens (02 Aprile 2014)

L’aula sperimentale Feng Shui dell’I.C. San Giorgio
di Ugo Zavanella (01 Aprile 2014)