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di Sara Zambotti
06 Novembre 2003
Nel 1933 si avviò in Italia un primo esperimento di utilizzo della radiofonia in ambito scolastico. "Ogni villaggio deve avere la sua radio", queste le parole pronunciate da Mussolini nel luglio 1933 che ispirarono l’intera operazione.
Il progetto di uno sfruttamento delle potenzialità didattiche della radio – mass media diffusosi in Italia principalmente a partire dagli anni Venti - era stato ideato da Enrico Marchesi, allora direttore dell’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (EIAR). La sua realizzazione coinvolse - oltre all’EIAR - alcune istituzioni pubbliche, tra cui il Ministero dell’Educazione Nazionale, il Partito Nazionale Fascista e il Ministero delle Comunicazioni, soggetti che nutrivano nei confronti di questa iniziativa interessi diversi e spesso tra loro contrastanti.
L’urgenza che mosse l’intera iniziativa fu il tentativo di sfruttare le vaste opportunità di formazione a distanza messe a disposizione dalla radiofonia al fine di omogeneizzare anche le più remote scuole primarie rurali ai rituali, ai contenuti e ai ritmi dell’educazione nazionale.
L’esigenza di una "radio rurale" nasceva in realtà dalla convergenze di tre spinte differenti: la ricerca del consenso più ampio possibile all’interno delle strutture educative, la necessità di diffondere l’ascolto radiofonico nelle zone rurali e la campagna demagogica tesa a valorizzare nuovamente la vita nelle campagne.
Fu proprio per riuscire a far fronte a queste esigenze che la radio venne percepita e utilizzata come un mezzo di comunicazione funzionale alla diffusione ad ampio raggio del modello educativo elaborato da un centro e successivamente diramato in maniera capillare nelle periferie. Incaricato di gestire l’intera operazione fu l’Ente Radio Rurale, ente di interesse pubblico istituito nel 1933 e affidato alla presidenza di Achille Starace, uno tra i massimi esponenti del Partito Nazionale Fascista. L’ente fu incaricato di organizzare una programmazione radiofonica rivolta in particolare agli alunni del primo ciclo delle scuole rurali e agli agricoltori dei villaggi del Regno.
![La V classe femminile della scuola elementare da Massafra (TA) durante un ascolto radiofonico (1935-1936) [Archivio Storico Indire Firenze- Fondo Materiali Scolastici]](http://www.bdp.it/db/imgsrv/Sample_images/Radio%20rurale%20foto%202.jpg)
Le trasmissioni scolastiche ebbero inizio nell’aprile 1934 a cadenza trisettimanale (il lunedì, il mercoledì e il sabato alle ore 10.30 per una durata di circa 30 minuti) e - negli intenti dei promotori - dovevano sintonizzare tutti gli alunni in un ascolto simultaneo e disciplinato dalla vigile sorveglianza dell’insegnante. Il progetto didattico elaborato dall’Ente Radio Rurale prevedeva un primo momento di preparazione all’ascolto gestito dal docente, un momento centrale in cui era protagonista la radio che raccoglieva gli studenti in ossequioso ascolto e un ultimo momento di scrittura dei contenuti dei programmi.
Relativamente a queste tematiche, il Fondo Materiali Scolastici dell’archivio storico Indire dispone di una preziosa documentazione, che offre la possibilità di ricostruire alcuni aspetti della percezione che i bambini ebbero della radio oltre ad aprire un ampio spaccato sui contenuti della programmazione e sulle attività didattiche che le insegnanti facevano seguire agli ascolti.
![Alunne della III classe femminile della scuola elementare di Ospizio (RE) ascoltano la radio (1936-1937) [Archivio Storico Indire Firenze - Fondo Materiali Scolastici]](http://www.bdp.it/db/imgsrv/Sample_images/Radio%20rurale%20foto%201.jpg)
Nel fondo sono presenti diciotto quaderni, pervenuti tra il 1934 e il 1938 da altrettante scuole, sparse sull’intero territorio nazionale. In tal modo, riceviamo diretta testimonianza di una pratica dell’ascolto radiofonico nei comuni di Busalla, di Cuorgné, di Massafra, di Pila di Carpi, di Cairo Montenotte, di Cornigliano, di Chiesanuova, di Solfagnano, di Tavigliano, di Pannarano, di Firenze, di Villa Puglioli, di San Giorgio di Pesaro, di Vignola, di Monferrato, di Gorizia, di Montefelcino e di Cibeno.
I quaderni contengono gli elaborati scritti degli alunni, intesi quali "restituzione" dell’ascolto delle radiotrasmissioni. La parola scritta dei bambini va letta e interpretata in rapporto al contesto ambientale delle scuole rurali e ai rigidi rapporti gerarchici che si stabilivano in quegli anni tra governo centrale, scuole periferiche e alunni.
Per dare la parola ai bambini, leggi Ente Radio Rurale: la parola ai bambini.
Leggi anche Dall'Opera contro l'analfabetismo alle Scuole Rurali
Sara Zambotti
Editing a cura di Juri Meda, Indire [j.meda@indire.it] e Gianluca Torrini, redazione webzine [g.torrini@indire.it]
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