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IR - INNOVAZIONE E RICERCA


26 Febbraio 2004

La competenza di lettura a nove anni (parte I)

L'indagine internazionale IEA-PIRLS, Progress in International Reading Literacy Study

di Francesco Vettori

Esplorando le modalit di acquisizione della conoscenza nelluomo e nel bambino, David Olson ha messo in luce lo stretto rapporto di interdipendenza tra sviluppo cognitivo e competenza alfabetica. Profondamente radicata nel contesto culturale di appartenenza, la conoscenza si sviluppa utilizzando gli strumenti, gli artefatti, le tecnologie che tale cultura le fornisce e, avendoli padroneggiati, a sua volta ne produce di nuovi.

Linvenzione del linguaggio scritto, e in seguito la sua diffusione attraverso la stampa, ha offerto alluomo la forma forse pi potente di tecnologia, la scrittura, che ha influenzato radicalmente il suo modo di pensare e di strutturare la realt.

Ricerche condotte da organizzazioni internazionali e da organismi istituzionali allinterno di paesi europei ed extraeuropei hanno accertato il pericolo per la popolazione sia giovanile che adulta, anche scolarizzata, di scendere verso livelli molto bassi di competenze alfabetiche.

 

Lindagine internazionale IEA (Associazione Internazionale per la Valutazione del Profitto Scolastico ) PIRLS  nata dalla consapevolezza di questa problematica e si collocata non certo ai margini del quadro socio-educativo di sfondo appena evocato, ma nel cuore del problema alfabetico, alle radici delluso della parola scritta. Loggetto dellindagine infatti la reading literacy, la competenza alfabetica di lettura, da esplorare come processo cognitivo in un momento cruciale dello sviluppo del bambino tra i nove e i dieci anni. Lobiettivo principale stato quello di verificare le reali competenze ed abilit di lettura, intesa come processo di comprensione del testo, da parte dei bambini in et scolare, esplorando i rapporti di influenza esistenti tra quelle competenze di lettura e il contesto socio-culturale al quale i piccoli lettori appartengono.

Oltre alla capacit di ricavare informazioni ed idee dal testo in virt di precise abilit e competenze, saper leggere significa infatti  condividere pratiche di lettura, scoprire ed inoltrarsi nei mondi dellimmaginario, del reale riferito ed interpretato, del rappresentato attraverso la molteplicit dei testi, di ripercorrerli e assumerli per restituirli, arricchiti e modificati attraverso il vissuto personale, alla comunit dalla quale li si ricevuti.

Il bambino che si accosta al testo scritto sar in grado di comprenderne il significato non solo dopo aver padroneggiato il sistema grafico lineare della propria lingua materna, ma soprattutto dopo essere entrato a far parte di una comunit di discorso [vedi, S. Fish, 1980. Vedi anche C. Pontecorvo (1993), pp.189-96; e ancora C. Pontecorvo  (1993), pp. 293-310] e di una comunit di lettori [ vedi, J.R. Campbell, D.Kelly, I.V.S.Mullis, M.O.Martin. M.Sainsbury, Framework and Specifications for PIRLS Assessment 2001, p.3.].

 

Lapproccio pi efficace per identificare ed utilizzare dal punto di vista didattico e valutativo i processi di lettura si infatti orientato, in tempi pi recenti, verso la centralit del lettore e della comunit dei lettori in cui egli/ella inserito. Si ritiene, cio, che il significato del testo dipenda in larga misura dalla sua leggibilit, intesa come congruenza con il sistema di valori condivisi dal lettore e dallautore del testo [vedi ad esempio, Just e Carpenter (1980). Essi hanno proposto uno schema che integra il livello pi basso dei processi sensoriali, che permettono il riconoscimento delle parole attraverso la percezione della sequenza grafica governata dalle fissazioni oculari, con il livello pi elevato di processi cognitivi che permettono di collocare quelle parole allinterno di una dimensione ortografica, lessicale, sintattica e semantica].

Lindagine IEA PIRLS ha permesso di interpretare i propri dati alla luce dei risultati della prima indagine IEA Reading Literacy (IEA-SAL) e ha fornito una base di dati che sar possibile confrontare in futuro con i risultati della ripetizione del PIRLS prevista per il 2006.

A questo confronto, capace di fornire informazioni sui mutamenti nel tempo del concetto, delle pratiche e dei contesti di lettura nella scuola primaria, si deve aggiungere la possibilit di confrontare rendimento e contesti di influenza a due diversi livelli di scolarit, ovvero tra scuola primaria e scuola secondaria, tenendo conto dei dati relativi alle competenze di lettura degli studenti di quindici anni, accertate allinterno del Progetto OCSE PISA.

All'indagine IEA PIRLS hanno partecipato trentacinque paesi europei ed extraeuropei che, oltre ad ottenere informazioni obiettive sugli esiti dei propri alunni nella comprensione di lettura, sono stati in grado di confrontare tra loro i risultati ottenuti dagli alunni di tutti i paesi partecipanti e, soprattutto, di comprendere quali fattori esterni   sociali, ambientali, familiari ed interni alla scuola - programmi, curricoli, tipi e stili di insegnamento hanno influenzato in modo determinante la capacit dei bambini di leggere e capire il testo scritto.

 

 

Estratti da Gabriella Pavan De Gregorio, Lindagine IEA PIRLS e la competenza di lettura degli alunni italiani di nove anni, in N. Bottani e A. Cenerini (a cura di) Una pagella per la scuola. La valutazione tra autonomia e equit, Erickons 2003.

 

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Leggi l'articolo correlato La competenza di lettura a nove anni (parte II)

 

Editing a cura di Francesco Vettori e Alessandra Anichini, redazione webzine

 
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