Il gemellaggio elettronico per le scuole ha definitivamente spiccato il volo.

Il successo della
conferenza lancio tenutasi a Bruxelles nei giorni 14-16 gennaio, con presentazione ufficiale delle finalità, degli strumenti e degli obiettivi di eTwinning, è stato confermato dall’entusiasmo con cui i
300 insegnanti provenienti dai
25 paesi aderenti hanno preso parte attiva ai workshop tematici organizzati in parallelo alla conferenza. Questi momenti di incontro hanno offerto la possibilità di discutere in piccoli gruppi di lavoro sulle opportunità di innovazione offerte dalle collaborazioni scolastiche a distanza costruite con l’utilizzo delle nuove tecnologie.
Allo scadere della data prevista per l’attivazione dei servizi online, il
portale europeo è stato letteralmente preso d’assalto dalle scuole italiane, primarie e secondarie, che sono state le prime e le più numerose, con una distribuzione rappresentativa di tutto il territorio nazionale.
Già all’indomani della conferenza lancio,
il numero delle scuole italiane registrate era pari al 70% del totale.
Oggi, dopo solo due settimane, l’
Italia detiene il primato europeo delle adesioni a eTwinning con 179 registrazioni su 1093, seguita da Regno Unito (173), Spagna (85), Ungheria (83), Grecia (77), Finlandia (70) mentre la media europea per ora non supera le 20 adesioni.
Ma i numeri sono in crescita costante.
Dopo la registrazione le scuole si rendono visibili sulla rete, con la propria scheda dati e con le proprie preferenze tematiche attorno a cui sviluppare progetti di gemellaggio. Così facendo entrano a far parte del database generale del cosiddetto
TwinFinder, lo strumento online accessibile agli utenti registrati che consente di effettuare una ricerca della scuola europea futura gemella.
La ricerca avanzata permette una selezione attraverso criteri specifici: dal contesto territoriale nel quale la scuola è inserita, alla tipologia di connessione a internet di cui dispone.
Le scuole che non hanno ancora indicato una preferenza per il proprio progetto eTwinning possono trovare sul sito europeo
idee, suggerimenti e modelli utili.
Ma la risposta italiana è una misura chiara dell’interesse delle scuole a costruire collaborazioni oltre i confini nazionali, per le prospettive di crescita, le possibilità di sviluppo sociale e culturale che queste collaborazioni sono in grado di offrire, e su cui si mostrano pronte a investire le proprie risorse umane e tecnologiche.
Gli elementi, dunque, ci sono tutti per sperare in un sicuro successo.