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Editoriale del 24 Aprile 2016

L’editoriale

di Flaminio Galli

Erasmus e l’ambiente, questo binomio accompagna ormai da anni gli studenti italiani – e più in generale quelli europei – in un percorso di crescita verso una maggiore consapevolezza e verso l’acquisizione di un habitus mentale sostenibile. Perché l’ambiente non è qualcosa di ‘altro’ da noi, non inizia fuori dalla porta di casa, ma sta “dentro” ognuno di noi, nelle nostre scelte, nei nostri comportamenti, nella nostra giornata tipo da mattina a sera, primavera, estate, autunno o inverno che sia.

Se questo è vero per tutti, a maggior ragione lo è per quella generazione che tra breve riceverà in eredità il pianeta e avrà l’arduo compito di preservarlo. La partita strategica, è ovvio, si gioca lì. E non si tratta solo dei ragazzi che siedono sui banchi delle scuole e delle università italiane. A essere coinvolti sono anche quelli che vivono e si formano oltreconfine, perché l’impronta ecologica non si limita al qui e all’ora, ma si ripercuote nel tempo e nello spazio. La sfida è globale, dunque, ed è bene abituarsi fin da piccoli ad allargare i propri orizzonti attraverso il confronto costruttivo, lo scambio di esperienze, il fare fronte comune.

Da qui il valore aggiunto dei progetti europei di cooperazione. Dal 1995 a oggi, le diverse generazioni di programmi comunitari per l’istruzione e la formazione hanno permesso la creazione di partenariati su scala transnazionale che hanno coinvolto le scuole di ogni ordine e grado, dalle preprimarie alle superiori, le università, l’Alta Formazione, le Scuole per Mediatori linguistici e gli Istituti Tecnici Superiori per lavorare su temi di interesse comune. Spesso si parte dall’analisi delle specificità di ogni territorio, si individuano criticità e modelli virtuosi, e si accresce così la sensibilità ambientale dei ragazzi, facendo loro sviluppare nuovi punti di vista e un maggiore senso di responsabilità.

Tanti sono stati i temi affrontati: sviluppo sostenibile, riciclo, mezzi di trasporto, studio delle specie animali endemiche e invasive, acqua, turismo a gestione integrata, stile di vita ecocompatibile, parchi e giardini, biotecnologie, energia rinnovabile, biodiversità, abitudini alimentari ecocompatibili (km0, cibo bio). Tante le attività e i risultati ottenuti: indagini e ricerche, giochi e performance che hanno coinvolto interi istituti quando non anche la cittadinanza, contest con tanto di loghi e slogan creati ad hoc, rappresentazioni artistiche e teatrali, visite e sopralluoghi agli impianti di compostaggio o riciclaggio, in Italia e all’estero, creazione di risorse educative aperte e materiali didattici. Il tutto condiviso poi in videoconferenza o tramite i siti web dei progetti, con pubblicazioni ed eventi di  disseminazione. Insomma un campionario vastissimo di temi e di risvolti, solo in parte esemplificato dai progetti raccolti nelle diverse sezioni di questa pubblicazione.

COMENIUS
Comenius è il programma europeo dedicato all’istruzione scolastica: avviato nel 1995 con Socrates I e II (1995-2000 e 2001-2006), proseguito poi nel Lifelong Learning Programme (2007-2013) e confluito infine in Erasmus+ (2014-2020). Lo sviluppo della conoscenza e della comprensione del valore delle diversità culturali e linguistiche in Europa sono tra i suoi obiettivi principali, come pure il miglioramento della qualità dell’istruzione e l’aumento della mobilità degli allievi e del personale docente nei vari Stati membri dell’Unione europea. Favorendo gli scambi culturali, aiuta i giovani ad acquisire le competenze di base necessarie allo sviluppo dell’individuo e il personale docente a innovare le metodologie didattiche e pedagogiche. Il tema dell’educazione ambientale ha sempre riscosso un grande successo tra le scuole europee, con numeri importanti: dal 2001 al 2013 le scuole italiane hanno dato vita a circa 2.800
progetti di cooperazione in quest’ambito, numero che corrisponde circa al 30% di quelli realizzati in tutta Europa.

ETWINNING
Con oltre 350.000 iscritti da 36 paesi, eTwinning è la più grande community europea di insegnanti attivi nei gemellaggi elettronici. Nata nel 2005 su iniziativa della Commissione europea e attualmente tra le azioni del programma  Erasmus+ 2014-2020, eTwinning si realizza attraverso una piattaforma informatica che coinvolge i docenti facendoli conoscere e collaborare in modo semplice, veloce e sicuro, sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie per favorire un’apertura alla dimensione europea dell’istruzione e la creazione di un sentimento di cittadinanza condiviso nelle nuove generazioni. eTwinning è il tramite per favorire lo sviluppo di una nuova didattica basata sullo scambio
e la collaborazione a distanza in un contesto multiculturale, con numerose opportunità di formazione e un sistema di premi e riconoscimenti di livello internazionale.

ERASMUS+
Erasmus+ è il programma dell’Unione europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport 2014-2020. La sua dotazione finanziaria ammonta a circa
15 miliardi di Euro.
In esso sono stati integrati tutti i precedenti programmi (Comenius compreso) lasciandosi dietro le spalle le etichette che li avevano connotati fino ad allora. Erasmus+ fornisce una visione d’insieme delle opportunità di sostegno disponibili e promuove sinergie tra i diversi settori, attraendo anche nuovi attori dal mondo del lavoro e dalla società civile e stimolando nuove forme di cooperazione. Negli ultimi due anni, i Progetti di cooperazione europea Erasmus+ in ambito scuola dedicati all’ambiente sono 1.060. Di questi, 91 progetti (Partenariati Strategici Azione Chiave 2 Scuola) prevedono la presenza di una o più scuole italiane.
Guardando al settore dell’istruzione superiore, alla soglia dei trent’anni di attività del programma di mobilità più conosciuto, l’Agenzia nazionale ha ricevuto per il primo bando 2014 ben 89 candidature per i partenariati strategici, ivi compresi quelli intersettoriali, caratterizzati dalla collaborazione tra organizzazioni provenienti da realtà socio-economiche differenti e aventi, in tal senso, un impatto su più categorie di beneficiari. Centrali appaiono, tra gli altri, il tema dell’incontro tra imprenditoria e università, quello dell’utilizzo delle Open Educational Resources (Risorse Educative Aperte) e di piattaforme informatiche in grado di offrire percorsi di apprendimento innovativi e inclusivi per gli studenti, anche sul tema dell’ambiente, nonché quello dello sviluppo delle cosiddette soft skills, le competenze trasversali oggi sempre più richieste nel mercato del lavoro.

Parlare di ambiente con Erasmus vuol dire usare la chiave giusta per costruire il proprio futuro!