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Editoriale del 9 maggio 2017

L’editoriale

di Flaminio Galli

L’Europa ha dato un contributo fondamentale alla diffusione dei valori di libertà, di democrazia e di solidarietà. Ma l’Europa è stata anche la culla di terribili fenomeni di intolleranza e violenza, è il terreno in cui si sono generati i totalitarismi e dove è stato pianificato e realizzato l’Olocausto. Oggi il nostro continente vive una stagione di crisi economica, politica e civile che suscita smarrimento e paura. Cresce la tentazione di rinchiudersi, di isolarsi, di riscoprire frontiere fisiche e culturali che si credevano ormai abbattute per sempre. Abbiamo davanti una sfida cruciale: crescere o regredire.

Per non tornare indietro e per costruire un’Europa più forte, dobbiamo ripartire dalla Generazione Erasmus, dai giovani che si sono formati senza barriere, in un clima di fiducia verso il futuro, con un atteggiamento di curiosità e amicizia verso i popoli fratelli europei.

Proprio quest’anno si celebrano i 30 anni di Erasmus, un anniversario importante per un programma che ha permesso a oltre 4 milioni di giovani di vivere un’esperienza in altre università europee. È giunto il momento di rendere questa generazione effettivamente protagonista del cambiamento ed è necessario che le istituzioni inizino ad “ascoltarla” con attenzione.

Con questo obiettivo, l’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire, l’Erasmus Student Network Italia e GaragErasmus, in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Unione Europea, hanno promosso gli Stati generali della Generazione Erasmus. Abbiamo chiesto ai giovani quale futuro immaginano per l’Unione Europea invitandoli a esprimersi sui temi della cittadinanza, del lavoro, dell’inclusione sociale e della globalizzazione. Dal confronto e dal dialogo tra migliaia di studenti scaturisce la Carta della Generazione Erasmus: un documento di indirizzo politico e culturale destinato ai decisori istituzionali italiani ed europei.

Questo contributo originale e spontaneo nasce da una mobilitazione dal basso avviata simbolicamente a Roma – la Città Eterna dove sessant’anni fa furono firmati i Trattati che avviarono i processi di unificazione europea – e proseguita con la cerimonia di consegna ai decisori politici durante il Festival d’Europa a Firenze – altra capitale della cultura occidentale – con la speranza che questo movimento si allarghi a tutti i Paesi europei coinvolgendo cittadini e istituzioni.

L’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire è orgogliosa di aver favorito questo processo di partecipazione civile. Siamo convinti che la Carta della Generazione Erasmus possa diventare un punto di riferimento per tanti giovani europei dando un forte contributo alla costruzione di un’Unione Europea su basi più solide e condivise.

 

Questo contributo, dal titolo “Ripartire dall’Erasmus per una nuova Europa” è contenuto nella Carta della Generazione Erasmus, consegnata il 9 maggio 2017
alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, in occasione della Conferenza “Erasmus+ e il futuro dell’Europa”.