Secondo un recente studio dell’OCSE, gli alunni che usano regolarmente un computer ottengono in generale dei risultati migliori nella principali materie rispetto a quelli che hanno solo un’esperienza limitata delle TIC.
Lo studio Are students ready for a technology –rich world? presenta i primi dati comparabili in ambito internazionale su questo tema, che confermano le precedenti analisi dell’OCSE sull’importanza dei computer a scuola (cfr. dati tratti dallo studio PISA 2003 dell’OCSE sulle performance scolastiche degli adolescenti di 15 anni).
Nella maggioranza dei paesi dell’OCSE, l’accesso ai computer nelle scuole è accresciuto nel corso degli ultimi anni (vd grafico). Nonostante ciò in alcuni paesi molti alunni hanno ancora possibilità limitate di utilizzo delle nuove tecnologie. Inoltre, anche se l’accesso ai computer è più diffuso a scuola che a casa, si osserva tra gli alunni di questa fascia d’età un utilizzo più intenso del computer a casa, quando esiste questa possibilità.
Quasi tre alunni su quattro nei paesi dell’OCSE utilizzano il computer a casa loro più volte a settimana. Al contrario solo il 44% utilizza con frequenza regolare un computer a scuola. In alcuni paesi lo scarto tra l’utilizzo del computer a casa e a scuola è molto ampio. La Germania è, per esempio, il paese che registra il più debole tasso di utenti regolari del pc a scuola (23%), ma ha una proporzione altissima di utenti regolari a casa (82%).
Il rapporto con i risultati scolastici in matematica è notevole. La maggior parte degli alunni che utilizzano un computer da diversi anni hanno risultati superiori alla media. Al contrario, quelli che non hanno accesso a un computer o lo utilizzano solo da poco tempo hanno la tendenza a essere in ritardo in rapporto al livello del loro anno di studio.
Inoltre, secondo questo studio, gli alunni che impiegano un pc da meno di un anno (il 10% del campione totale) ottengono risultati nettamente inferiori alla media dell’OCSE. Al contrario, quelli che lo utilizzano da più di cinque anni (il 37% del campione totale) registrano dei risultati nettamente superiori alla media.
Le mediocri performance degli alunni che hanno accesso solo da poco a un computer si spiegano in generale, almeno in parte, con il loro background familiare, dato che spesso provengono da un ambiente sociale svantaggiato. Tuttavia, una volta presi in considerazione anche i fattori socio-economici, l’effetto positivo dell’uso regolare del computer è evidente.
Lo studio ha mostrato inoltre che:
- gli studenti utilizzano il computer a casa non solo per giocare. La metà degli studenti presi in esame indicano di utilizzare frequentemente la funzione di trattamento di testo e Internet come strumento di ricerca;
- in Germania, Austria, Canada, Islanda, Corea, Polonia e Portogallo gli alunni hanno l’attitudine più positiva nei confronti delle TIC. In Danimarca, Finlandia, Ungheria, Irlanda e Giappone, invece, hanno l’approccio più negativo;
- le ragazze hanno una confidenza minore dei ragazzi nell’esecuzione di funzioni sul computer, in particolare di funzioni complesse come la programmazione o le presentazioni multimediali. Le ragazze hanno anche tendenza ad utilizzare meno il computer a casa rispetto ai ragazzi che hanno più tendenza ad utilizzarlo per giocare o programmare;
- Grecia, Messico, Polonia, Repubblica slovacca e Turchia sono tra i paesi OCSE in cui i giovani di 15 anni hanno meno accesso a un computer a casa;
- Anche quando le scuole sono attrezzate di computer, gli alunni non hanno necessariamente lo stesso grado di accesso da un paese all’altro. Il numero di alunni costretti a condividere un computer a scuola è, per esempio, tre volte superiore in Germania che in Australia, in Corea che negli Stati Uniti.
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