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Questa Cmap, creata con IHMC CmapTools, contiene informazioni relative a: L'uso del Volgare, Dante attribuisce il senso di "virtù morale" che affonda le sue radici in motivazioni di ordine etico-politiche, poste alla base della sua opera, alla "liberalitate in tre cose notare" cioè "dare a molti", affonda le sue radici in motivazioni di ordine etico-politiche, poste alla base della sua opera che pur nelle partiture (De vulgari eloquentia, Convivio, Monarchia, Epistole), presenta un itinerario intellettuale in cui i singoli argomenti sono riconducibili ad un fine umanitario culturale comune espresso nella "Commedia", alla "liberalitate in tre cose notare" cioè "dare utili cose", L'uso del volgare nel "Convivio" deve essere considerata una scelta rivoluzionaria per i tempi in cui Dante visse scelta dovuta alla "liberalitate in tre cose notare", L'uso del volgare nel "Convivio" deve essere considerata una scelta rivoluzionaria per i tempi in cui Dante visse ma la scelta è strettamente collegata al pubblico cui intende rivolgersi, quei «principi, baroni, cavalieri, e molt’altra nobile gente, non solamente maschi ma femmine» che sono dotati della «bontà dell’animo», senza la quale il sapere risulterebbe inutile. cioè persone che non conoscono il latino e non hanno potuto dedicarsi allo studio, perchè costretti a perseguire "cura familiare o civile", la scelta è strettamente collegata al pubblico cui intende rivolgersi costituito da quei «principi, baroni, cavalieri, e molt’altra nobile gente, non solamente maschi ma femmine» che sono dotati della «bontà dell’animo», senza la quale il sapere risulterebbe inutile., alla "liberalitate in tre cose notare" cioè "sanza essere domandato lo dono, dare quello", alla "liberalitate in tre cose notare" cui Dante attribuisce il senso di "virtù morale"