Documentare in GOLD

21 aprile, 2010 |  by A. Turchi e S. Panzavolta  |  Articoli, GOLD

Sito web: http://gold.indire.it

Nato nel 1999, in seguito all’emanazione della normativa che istituiva l’autonomia scolastica, il Progetto GOLD voleva offrire una banca dati di buoni esempi di ampliamento dell’offerta formativa e buoni esempi di didattica, considerato il rischio che il progressivo processo di autonomia si configurasse come un lento ed inesorabile isolamento di ciascun istituto dagli altri.
Tuttavia, nel corso degli anni, la banca dati ha evidenziato alcuni limiti, che hanno condotto a una riflessione sull’efficacia delle modalità di documentazione dei processi didattici innovativi.
Infatti, tali processi, per loro natura multiformi, rischiavano di risultare “appiattiti” se narrati tramite i canali tradizionali, sostanzialmente testuali, mentre l’obiettivo principale avrebbe dovuto essere quello di rendere “viva e contagiosa” l’innovazione.
Ecco perché, nel corso dell’anno scolastico 2005/06, l’allora INDIRE, insieme a molti IRRE, mise in atto un progetto di ricerca, con lo scopo di realizzare efficaci strumenti multimediali di rappresentazione del processo didattico, mediante una differenziazione di metodologie e linguaggi della narrazione, in grado di mettere in evidenza i caratteri originali dell’esperienza.

Ma perché documentare in modo multimediale? Quale il senso di questa rivoluzione?

Il motivo principale riguarda le trasformazioni che si determinano nella scuola nel momento in cui si chiede di documentare/raccontare un’esperienza in senso multimediale, la cosiddetta generatività.

Grazie alla testimonianza dei docenti e dei dirigenti, abbiamo rintracciato almeno le seguenti ricadute, ai seguenti livelli:
• Organizzazione e relazioni: nella realizzazione di un prodotto multimediale il docente è costretto ad uscire dalla solitudine e a chiedere aiuto ad altri colleghi, ad aprirsi alle competenze di genitori, allievi o ex allievi. I docenti hanno così iniziato a coinvolgere il collega più esperto in tecnologia, magari chiedendogli di fare delle interviste al dirigente, agli alunni o ai genitori, e il lavoro di documentazione, da solitario e noioso, è diventato un “gioco di squadra”.
• Crescita professionale: i docenti implicati nelle realizzazioni multimediali hanno appreso l’uso di nuovi strumenti, si sono confrontati con le problematiche del copyright e della privacy, hanno acquisito consapevolezza rispetto alla scrittura sul web (web writing). Questa acquisizione di competenze digitali, ci hanno detto i docenti, li ha aiutati a capire meglio il modo di apprendere dei ragazzi e ad adattare la loro didattica integrandola con le TIC.
• Strumenti: i docenti hanno usato e “scovato” software che altrimenti avrebbero ignorato e che magari potranno utilizzare in altri contesti professionali (progettazione, didattica, dibattito professionale).
• Passaggio a nuovi codici comunicativi (dal testuale al multimediale): il passaggio dal testuale al multimediale comporta un processo che è di per sé formativo: si è dovuto riprendere in mano l’esperienza, rileggerla sotto una luce nuova, magari riprendere documentazione non pubblicata, rielaborarla e ricucirla pensando ad una comunicazione efficace e significativa. Nell’effettuare questa operazione di passaggio da un medium ad un altro si è obbligati a fare uno sforzo metacognitivo che porta ad una maggiore consapevolezza di quanto fatto.
• Lavoro con i ragazzi: documentare in modo multimediale ha implicato un nuovo lavoro di scrittura da fare in classe; i ragazzi, familiari con i nuovi linguaggi perché nati nell’era di Internet, come si accennava sopra, sono stati coinvolti dal docente nel lavoro di riscrittura. Questo ha consentito non solo di riflettere e ripensare alla loro esperienza in un modo inedito, ma anche di sentirsi partecipi ed autori, di sentirsi valorizzati rispetto a quelle competenze informali (quelle tecnologiche) che spetto la scuola non valorizza e di conoscere il proprio docente o i propri docenti in modo diverso, di scoprirli magari simpatici e disponibili.

• Ricaduta didattica e motivazionale: la multimedialità può comportare una “multimodalità”, una modalità diversa e nuova di fare scuola. Infatti, l’uso dei nuovi linguaggi e delle nuove tecnologie nella documentazione potrebbe (e di fatti ha) indurre il docente a rivedere il suo modo di insegnare e di motivare i propri alunni.
In questo quadro l’attività del Progetto GOLD tende a valorizzare l’esperienza della scuola, offrendo gli strumenti di comunicazione, rappresentazione e diffusione che garantiscono, a livello nazionale, la possibilità per tutte le scuole e per tutti gli insegnanti di utilizzare le migliori conoscenze prodotte dal sistema.

Articoli correlati:

  1. Documentare la performance per la scuola. Alcuni spunti di riflessione
  2. Gold per Musica2020

Leave a Reply