Di Annalisa Spadolini
Il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica, presieduto dall’onorevole Luigi Berlinguer, composto da musicologi, pedagogisti, docenti, formatori e musicisti di chiara fama, si è adoperato in questi tre anni di attività, per creare sinergie con tutti gli organismi istituzionali, dalle scuole all’università, per favorire occasioni di promozione della pratica musicale, per offrire occasioni di studio e riflessione sulla valenza culturale e formativa della musica in tutti gli ordini di scuola.
Nella redazione del Piano “Fare musica tutti” il Comitato ha operato nella convinzione che la musica è patrimonio di tutti i cittadini, componente essenziale dell’essere umano, che tutti gli alunni debbano avere l’opportunità di abitare la musica con protagonismo di produzione, nel rispetto del loro paesaggio sonoro, dentro il loro percorso di crescita , che i ragazzi hanno il diritto di vivere la musica come componente essenziale della propria formazione di essere umano, di cittadini consapevoli nella società, titolari di musicalità da produrre, da esprimere.
Nei lavori precedenti e preparatori del documento “Fare musica tutti” sono stati analizzati e scelti modelli organizzativi delle Scuole italiane, in grado di fornire elementi volti a facilitare ed estendere le buone pratiche musicali. Sono stati presi in considerazione i modelli organizzativi e amministrativi e i riferimenti normativi grazie ai quali è stato possibile consentire l’insegnamento/ apprendimento musicale a studenti di scuole che non prevedono insegnanti di musica “formati” come tali nell’organico docente e i modelli di continuità verticale nell’insegnamento musicale, elaborati e sperimentati dalle scuole dove mancano competenze professionali adeguate.
Da qui l’esigenza di fornire indicazioni per l’attuazione del curriculum, per promuovere, favorire l’apprendimento pratico della musica attraverso l’esplicitazione di contenuti del fare musica a scuola, la definizione delle figure professionali necessarie, attraverso la proposta di organizzazioni e strutture operative per le scuole e per l’amministrazione centrale e i suggerimenti dell’assetto strutturale da predisporre per sollecitare sinergie nazionali e regionali-locali .
Il valore di questo documento risiede nel fatto che esso non è una rivendicazione ideologica ma la definizione di obiettivi certi e progressivi, nella ferma convinzione che nella scuola dell’obbligo, soprattutto primaria, debbano entrare, con gradualità, così come la situazione finanziaria impone, figure professionali atte a garantire le competenze per la realizzazione dell’apprendimento pratico della musica, specialisti musicisti, curricularmente riconosciuti.
Il Piano tiene conto del sistema – Scuola secondo quanto previsto dalle disposizioni relative all’Autonomia, sia per quanto riguarda le norme organizzative, sia per l’attribuzione delle responsabilità di organizzazione, di gestione e di verifica, proponendo l’ottimizzazione delle risorse esistenti e delle specifiche responsabilità – a livello centrale e periferico – relative al reperimento, alla gestione e al monitoraggio delle risorse economiche. Particolare spazio è dedicato alla necessità di potenziamento della formazione musicale iniziale e in servizio degli insegnanti e al sostegno del percorso operativo di tutte le figure professionali interessate: referenti regionali e provinciali, docenti, dirigenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Il Piano “Fare musica tutti” si propone come indicazione di linee di indirizzo destinate a guidare nei prossimi anni, gli interventi relativi alla diffusione della pratica e della cultura musicale nelle scuole di ogni ordine e grado.
Il quadro di riferimento è da una parte quello europeo che ci richiama sviluppare nei cittadini alcune competenze chiave di cittadinanza, tra le quali la conoscenza e la pratica delle arti e in primo luogo della musica. Ma il quadro è anche quello di una scuola che in questi anni ha via via dedicato alla pratica e alla cultura musicale, crescente attenzione e risorse, anche se insufficienti, e che aspetta soltanto norme operative che consentano di inserire efficacemente nel curricolo procedure didattiche ormai consolidate nell’extracurricolo.
L’autonomia scolastica è il punto di partenza per la attuazione di misure che devono progressivamente portare a “ fare musica tutti” nella scuola primaria, con il maestro musicista,( una nuova figura professionale già per altro prevista dal Regolamento per la Revisione per l’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del Primo ciclo di istruzione: Art. 4 ,comma 10 ), nella scuola secondaria di primo grado, con gli insegnanti già presenti opportunamente formati ( se necessario) e fino al biennio dell’obbligo, attraverso nuove figure ancora da definire.
Caratteristica del piano è la progressività. Non si vuole che la scuola si veda calare l’ennesima norma destinata a restare inattuata; si vuole che le esperienze già in atto si estendano per numero fino a comprendere tutte le scuole e tutti gli alunni e acquisiscano insieme a più forti basi scientifiche e pedagogiche, un definitivo consolidamento curriculare. La spinta è fortemente ideale ma intrisa di realismo operativo nel raggiungimento di risultati che potranno essere raggiunti solo con il consenso dei docenti, per la gioia di tutti gli alunni.