ITINERARI E STRUMENTI DI LAVORO PER IL P.O.F. CON ESEMPLIFICAZIONI OPERATIVE


Antonio Valentino


Il documento

Molto si è scritto al riguardo (3). Non sono mancate osservazione di buon senso che, partendo dalla natura del P.O.F. e dalle sue finalità, quali risultano da una lettura non formale del Regolamento, si sono tradotte in indicazioni operative, circa
- la struttura
- il linguaggio
- i livelli di compiutezza rispetto alle voci (capitoli o sezioni) e allo sviluppo ritenuto adeguato per ciascuna articolazione .
Molte scuole hanno pensato a Piani strutturalmente diversi a seconda dei destinatari. Per cui in non poche realtà c'è il P.O.F.-depliant per i genitori della scuola e per il territorio, il P.O.F. ufficiale, pensato soprattutto per le componenti interne e il P.O.F. per gli studenti con cui si è inteso soprattutto sottolineare la caratteristica del P.O.F. come strumento del patto formativo. Ma, sulla base di dati empirici, non sono neanche poche le realtà in cui ci si è limitati al P.O.F. depliant o a Piani in cui l'articolazione riguarda solo l'offerta aggiuntiva senza alcun sviluppo per gli aspetti curricolari e organizzativi o in cui il livello di esplicitazione (cioè di presentazione adeguata dell'offerta formativa) è del tutto inesistente. In questi casi, tutto si riduce ad un opuscoletto di poche pagine da cui è impossibile capire le caratteristiche dell'offerta, il senso del progetto, cosa richiede allo studente, quali sono le regole del gioco, come la scuola valuta se stessa e si fa valutare.
Certamente indicazioni prescrittive sarebbero un controsenso nella scuola dell'autonomia. Bisognerà però pur fare propri gli interrogativi di un genitore o di uno studente che voglia fare una scelta oculata dell'Istituto da frequentare e permettergli di capire, fare confronti. Certamente i P.O.F. possono essere anche "falsi" e "raccontare" sogni per "attirare clienti". Ma sappiamo che operazioni del genere sono di corto respiro si rivoltano col tempo contro chi le ha messe in atto.
La cura del P.O.F. come documento, la sua leggibilità, la sua coerenza interna, le sue attenzioni ai destinatari perché ne traggano ciascuno indicazioni utili (i docenti per meglio progettare e programmare, gli allievi per capire le regole, i patti e il proprio ruolo, i genitori per fare scelte oculate e verificare se alle cose scritte corrisponde un "agito" non deludente) non è impegno di poco conto. In alcune scuole se ne fa carico una specifica funzione-obiettivo. Non è un investimento sbagliato. Il compito specifico è quello
a. di pensare a prodotti differenziati (per livello di compiutezza e modalità comunicativa) a seconda dei destinatari e di predisporli sulla base del P.O.F. ufficiale,
b. di studiarne l'aggiornamento in base a suggerimenti e ricerche in funzione di un suo miglioramento continuo e quindi di una sua sempre migliore fruibilità. E' questo un modo per sottolinearne l'importanza e favorirne all'interno dell'istituto una socializzazione corretta.

 


LEGENDA PER LA CONSULTAZIONE
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note, quelli in grigio ad approfondimenti
BDP - Formazione per le funzioni obiettivo, anno scolastico 2000/ 2001