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4/2/2010 - Approvata la stesura definitiva del nuovo Regolamento



Gli istituti tecnici  sono riordinati e rafforzati dalla Riforma, con una nuova identità fondata sulla cultura tecnica e scientifico-tecnologica, che ne esalta il ruolo come scuole dell’innovazione permanente. L’attuale frammentazione degli indirizzi (39 ordinari e circa 200 sperimentali), viene superata con l’individuazione di due grandi settori e 11 indirizzi: 1) il settore economico con due indirizzi; 2) il settore  tecnologico con nove indirizzi.

Tutti gli istituti tecnici hanno la durata di cinque anni; sono suddivisi in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale gli studenti sostengono l’esame di Stato e conseguono il diploma di istruzione tecnica, utile ai fini della continuazione degli studi in qualunque facoltà universitaria, oltre che nei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, soprattutto in quelli di  specializzazione riguardanti le aree tecnologiche di “Industria 2015”  presso gli istituti tecnici superiori, in via di costituzione.

L’orario settimanale scende da 36 a 32 ore (il tempo scuola per gli studenti aumenta, in quanto si  tratta di ore effettive e non più ridotte a 50 minuti come oggi avviene di solito).

Il profilo educativo e i profili degli indirizzi sono  configurati in modo da rispondere efficacemente alla richieste del mondo del lavoro, anche delle libere professioni.

Guardiamo, nel dettaglio, le modifiche introdotte nel regolamento adottato dal Consiglio dei Ministri il 4 febbraio u.s., rispetto a quello, in prima lettura,  del 28 maggio 2009:


Settore tecnologico

- L’indirizzo “agraria e agroindustria” è stato ridenominato, su proposta del Ministero delle politiche agricole,  in “agraria, agroalimentare e agroindustria”, con l’introduzione di una specifica articolazione per la “viticoltura e l’enologia”, che potrà consentire ai giovani diplomati , attraverso un anno aggiuntivo, di conseguire anche la specializzazione di enotecnico;
- nell’indirizzo “costruzioni, ambiente e territorio” è stata introdotta l’articolazione “geotecnico” per formare tecnici per la difesa del suolo e dell’ambiente, accogliendo anche la richiesta degli attuali istituti tecnici industriali del settore minerario;
- l’indirizzo “chimica, materiali e biotecnologie” è stato meglio definito con riferimento alle articolazioni “biotecnologie ambientali” e “biotecnologie sanitarie”;
- l’indirizzo trasporti e logistica è stato ridefinito in modo da dare spazio alle specificità del settore trasporti (aeronautico, navale e terrestre).

Settore economico
- L’indirizzo “amministrazione, finanza e marketing” è stato ridefinito in modo da prevedere due articolazioni, rispettivamente per “relazioni internazionali per il marketing” (ex periti aziendali e corrispondenti in lingue estere) e per i  “sistemi informativi aziendali” (ex programmatori);


Per effetto delle predette modifiche,  i nuovi istituti tecnici si presentano così:


Settore economico

1. Amministrazione, Finanza e Marketing
Articolazioni: Relazioni internazionali per il marketing; Sistemi informativi aziendali
2. Turismo


Settore tecnologico
1. Meccanica, Meccatronica ed Energia
Articolazioni: Meccanica e meccatronica; Energia
2. Trasporti e Logistica
Articolazioni: Costruzione del mezzo; Conduzione del mezzo; Logistica
3. Elettronica ed elettrotecnica
Articolazioni: Elettronica;  Elettrotecnica; Automazione
4. Informatica e telecomunicazioni
Articolazioni: Informatica; Telecomunicazioni
5. Grafica e Comunicazione
6. Chimica, Materiali e Biotecnologie 
Articolazioni: Chimica e materiali; Biotecnologie ambientali; 
Biotecnologie sanitarie
7. Sistema Moda
Articolazioni: Tessile, abbigliamento e moda; Calzature e moda
8. Agraria, agroalimentare e agroindustria
Articolazioni: Produzioni e trasformazioni; Gestione dell’ambiente e del territorio; Viticoltura ed enologia
9. Costruzioni, Ambiente e Territorio
Articolazione: Geotecnico


Gli istituti tecnici possono dotarsi, nella loro autonomia, di  nuovi modelli organizzativi, quali i  Dipartimenti per una migliore progettazione formativa collegiale e il Comitato tecnico-scientifico, formato da docenti e da esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica, per rafforzare il dialogo con i soggetti del  territorio, soprattutto ai fini dell’orientamento alle professioni tecniche e per realizzare stage, tirocini e l’alternanza scuola-lavoro.

Le metodologie innovative basate sull’utilizzo diffuso dei laboratori a fini didattici sono considerate uno strumento essenziale per un insegnamento efficace e attraente per gli studenti. Il laboratorio  dovrà diventare progressivamente l’ambiente ordinario del fare scuola, in tutti gli ambiti disciplinari  e, soprattutto, per gli insegnamenti di indirizzo.  Nei quadri orario sono riportate le ore di compresenza degli insegnanti tecnico-pratici nei laboratori.

Gli istituti tecnici del settore tecnologico sono dotati di un Ufficio tecnico con il compito di sostenere la migliore organizzazione e funzionalità dei laboratori a fini didattici e il loro costante adeguamento alle esigenze poste dall’innovazione tecnologica e dalla necessaria sicurezza delle persone e dell’ambiente.

Con successivi decreti sarà definito l’elenco nazionale delle opzioni per l’ulteriore articolazione delle aree di indirizzo a partire dalla terza classe, utilizzando la quota di flessibilità del 30% del secondo biennio, e del  35% del quinto anno,  per rispondere a specifiche esigenze territoriali e/o di particolari settori produttivi.

Le aziende italiane cercano moltissimi diplomati tecnici ogni anno, molto più di quelli che conseguono il diploma di istruzione tecnica nei settori richiesti. Un diploma di istruzione tecnica è, quindi, una “chiave” per entrare, in tempi brevi, nel mondo del lavoro. 

Disponibili i documenti approvati:


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