Novità per l’anno 2011/2012

L’anno 2011-2012 presenta alcune novità rispetto all’impianto del progetto e alle caratteristiche dell’offerta formativa.
I concetti chiave che stanno al cuore di questa trasformazione sono: 
- La centralità della fase di diagnosi (lettura risultati e processo di scelta degli interventi di potenziamento). E’stato ampliato il gruppo degli esperti che collaborano con l’ANSAS : oltre agli esperti disciplinari di ambito logico matematico e linguistico hanno contribuito alla realizzazione del piano dell’offerta formativa anche docenti afferenti all’area pedagogico-psicologica.

- Un piano dell’offerta formativa che comprenda  anche contributi riguardanti sia la formazione tra pari (comunicazione formativa, gestione del gruppo e strategie di peer coaching) che l’attuazione delle azioni di potenziamento e miglioramento (strumenti di rilevazione ed intervento su motivazione, clima di classe, atteggiamento, disturbi dell’apprendimento).

- La presenza di materiali di studio e strumenti operativi per consolidare il modello PQM e stimolare la condivisione dello stesso a livello di dipartimento disciplinare e collegio docenti al fine di formare figure di sistema che possano agire il miglioramento all’interno della propria istituzione scolastica.

Per questa annualità il nuovo modello formativo che si prefigge innescare quel cambiamento indispensabile al consolidamento e alla diffusione del modello PQM all’interno del sistema scolastico.

Il progetto PQM (Piano Nazionale Qualità e Merito) si pone come obiettivo principale lo sviluppo e la diffusione nelle scuole di un modello che promuova un sistema di “valutazione responsabile e funzionale” teso al miglioramento del sistema educativo ed alla valorizzazione dell’autonomia scolastica.

La valutazione viene in tal senso considerata un “indispensabile strumento e risorsa attraverso cui adottare metodi di lavoro, tempi di insegnamento e soluzioni funzionali alla realizzazione dei piani dell’offerta formativa e alle esigenze e vocazioni di ciascun alunno” (Atto di indirizzo del Ministro, settembre 2009).

Nel primo anno (2009-2010) sono stati coinvolti a livello nazionale circa 80 tutor e 1150 classi di scuola secondaria di I grado (classi prime, area logico-matematica); l’anno appena concluso circa 180 tutor e un totale di 2338 classi di scuola secondaria di I grado (classi prime e seconde area logico-matematica, classi prime per l’area linguistica).

Quest’anno non saranno coinvolte altre nuove classi e l’obiettivo è quello di accompagnare i tutor verso la terza fase, in cui l’obiettivo primario sarà la diffusione delle buone pratiche all’interno della scuola e la disseminazione del progetto PQM.

Il modello PQM evidenzia la relazione costante tra misurazione degli apprendimenti in ingresso, interventi di miglioramento e misurazione degli apprendimenti in uscita. Questo percorso si articola in quattro momenti e vede l’intervento congiunto dell’INVALSI, per quanto riguarda la predisposizione e la somministrazione delle prove di valutazione, e dell’ANSAS, per quanto concerne invece l’azione formativa di tutor e corsisti e dunque il supporto costante alle scuole coinvolte nelle diverse fasi del progetto.

Nell’ottica di un miglioramento continuo del progetto stesso ogni anno sono state svolte indagini di monitoraggio rivolte a coloro che vi hanno preso parte, dalle quali sono state ricavate informazioni utili per modificare il piano dell’offerta formativa e le modalità di svolgimento delle azioni formative.

Nelle riflessioni è stato evidenziato che:

  • Le prove oggettive ed esterne possono risultare un utile strumento per integrare i quotidiani momenti di verifica in classe. Tuttavia, queste  non attivano da sole un completo processo di diagnosi in quanto riguardano solo alcune discipline e solo alcuni specifici ambiti e processi. E’ dunque emersa la necessità di ulteriori strumenti sia per la lettura didattica dei risultati che per la rilevazione e l’intervento su altri elementi di “contesto”, come il clima e l’atteggiamento verso la disciplina.
  • L’elaborazione del piano di miglioramento può costituire un momento importante di condivisione tra colleghi e all’interno dei network, finalizzato all’individuazione dei punti di forza e di debolezza degli apprendimenti in classe. Tuttavia la comunicazione tra pari e la motivazione all’autoriflessione sono processi importanti su cui porre maggiore attenzione.
  • L’attuazione dei moduli di potenziamento degli apprendimenti e gli  interventi di formazione tra pari hanno offerto la possibilità di sperimentare e diffondere pratiche didattiche innovative che mettano al centro l’approccio laboratoriale, il lavoro di gruppo e  l’interdisciplinarietà. Tuttavia è emersa la necessità di ulteriori strumenti di approfondimento per permettere un maggior coinvolgimento del collegio docenti e della dirigenza affinché il “modello” possa slegarsi dal disciplinare e tradursi in modalità efficace di organizzazione e gestione della didattica.