+ Consultazione sulle linee guida per la realizzazione dei percorsi di alternanza · Strumenti

Strumenti

Sulla base delle esperienze di alternanza scuola lavoro realizzate dalle scuole in questi anni, in relazione al riordino degli istituti scolastici superiori di II grado e nell’intento di voler contribuire ulteriormente allo sviluppo di questa metodologia, il MIUR ha ritenuto opportuno intraprendere un percorso per “costruire l’alternanza scuola lavoro” insieme alle scuole, producendo un documento di riferimento.
Questo testo è corredato da un supporto operativo, gli Strumenti ed esempi di materiali – Guida alla lettura, rivolto sia a coloro che sperimentano per la prima volta l’alternanza sia agli esperti che intendono confrontare modalità e strumenti utilizzati nei percorsi già avviati.
Due le finalità principali di tale lavoro: giungere alla selezione e alla proposta di “strumenti ed esempi di materiali” a cui riferirsi nella realizzazione dei percorsi di alternanza nonché, quindi, alla definizione di un sistema di strumenti, consultabili anche attraverso ambienti strutturati di produzione e scambio di conoscenze, messi a disposizione online da Indire, per la raccolta, diffusione e valorizzazione di pratiche significative in uso, legate ai processi di innovazione introdotti dal riordino dal sistema territoriale.

Premessa

Gli accordi

I progetti delle scuole

L’orientamento

Le visite guidate

L’attività didattica

Lo stage

La valutazione

L’attestazione

La certificazione

Scarica il documento completo.

 

In questa pagina è possibile commentare il documento nel suo insieme, mentre nelle singole sezioni è possibile commentare in modo più specifico le tematiche.

6 comments



  1. Il documento nel suo insieme è abbastanza esaustivo, anche se molte sono le ripetizioni di quanto già pubblicato. Sicuramente la parte economica andava meglio dettagliata perché da quanto si evince non ci saranno fondi straordinari a sostenere il lavoro di docenti e dirigenti.

  2. in rifer. alla mia nota:

    un vero contratto di collaborazione in piena operatività, sopratutto in estate tra alberghi e scuola nel periodi di vacanze estive che sia vantaggioso sia per l’azienda sia per l’allievo.
    un minimo di stipendio e a carico della scuola oneri assicurativi valido solo una stagione

  3. Se ho ben notato non non è previsto un periodo minimo di alternanza.
    Credo che bisogna far effettuare agli allievi uno stage anche nel periodo estivo (almeno un mese) però allo stagista deve essere garantita una piccola ricompensa da parte della struttura magari in cambio di notorietà da parte del ministero dell’istruzione.
    Gli hotel ( parlo per gli istituti per l’enog. e Ospit. alb.) vogliono sempre qualcosa in cambio.

  4. Il Dirigente Scolastico, Prof.ssa G. Brucculeri dell’IISS “Don Michele Arena di Sciacca ha ritenuto opportuno convocare il gruppo di Alternanza Scuola Lavoro al fine di formulare proposte e/o considerazioni condivise sul Documento “Costruire insieme l’Alternanza Scuola- Lavoro”. Il gruppo, costituito dai pro.ff: A. Indelicato, F. Pecoraro, A. Mistretta, V. Giarraputo, M. Caruana, G. Sanci, G. Bacino, G. Di Giovanna, concorda sul fatto che l’alternanza Scuola-Lavoro è da considerare uno strumento efficace nella lotta alla dispersione scolastica, alla disoccupazione giovanile e nel favorire la crescita di cittadini responsabili.
    L’alternanza permette alle scuole di valorizzare il ruolo sociale delle istituti secondarie superiori presenti sul territorio, che attraverso la realizzazione di percorsi di alternanza, facilitano gli studenti ad acquisire le competenze richieste dalle aziende operante sul territorio, competenze che migliorano significativamente le possibilità di una loro rapida occupazione. Il nostro istituto si attiva annualmente per realizzare collegamenti tra istituzioni scolastiche, enti pubblici e privati, imprese e associazioni di categoria.
    Crede che attivarsi attraverso la realizzazioni di reti territoriali, sia maggiormente funzionale al raggiungimento degli obiettivi che si prefigge l’attività di alternanza scuola lavoro, ritiene utile coinvolgere in un accordo triennale Confindustria – la Camera di Commercio della nostra provincia ed altre istituzioni pubbliche e private, in quanto quest’ultime possono facilmente individuare e descrivere le figure professionali più richieste dalle imprese operanti nel territorio, contribuendo a definirne i percorsi didattici da attivare e a raccogliere la disponibilità delle imprese ad offrire posti-stage.

    Dall’incontro sono emerse le proposte che seguono:
    • Rendere obbligatoria l’attività di alternanza nel triennio conclusivo del ciclo di studi della scuola media superiore con un monte ore che sia uguale per ogni indirizzo di studi
    • Far svolgere nel primo anno (alunni delle classi terze) attività di orientamento al lavoro e con un ristretto numero di ore da svolgere in azienda, mentre nel biennio conclusivo gli allievi andrebbero ad operare nelle aziende e il percorso progettato avrebbe come finalità di far acquisire agli studenti competenze tecnico-professionali spendibili sul territorio.
    • Fare in modo che finanziamenti (regionali e/o statali), in considerazione dell’obbligatorietà del percorso di alternanza , siano disponibili entro il 30/settembre di ogni anno al fine di facilitarne la progettazione.
    • Rendere più attiva e propositiva la Regione Sicilia in particolare l’Assessorato alla formazione professionale nella co-progettazione di percorsi di alternanza Scuola lavoro che meglio soddisfino le esigenze delle aziende operanti sul territorio.
    • Individuare forme di incentivi a quelle imprese che permettono agli allievi di poter svolgere un’esperienza concreta e reale in un contesto diverso da quello scolastico
    • Superare il limite della legge Fornero in materia di stage
    • Uniformare i criteri di valutazione, attestazione e certificazione

  5. Gli ambiti lavorativi del campo artistico presentano ancora una difficoltà di inquadramento che nuoce alla ricerca dei soggetti ospitanti. Si tratta per lo più di singoli professionisti o di imprese individuali, nella maggior parte dei casi, preziosi esperti in settori poco esplorati ma proprio per questo non facilmente ricollocabili all’interno delle tipologie del lavoro standard. La constatazione induce ad una duplice riflessione: 1. è necessario ripensare le categorie del lavoro alla luce delle nuove professioni del settore “creatività”, aspetto questo non di poco conto per “orientare” al mondo del lavoro; mentre infatti tutti gli esperti di settore e l’informazione insistono sulla necessità di essere “creativi”, non esistono neanche le nomenclature, per non parlare degli albi delle professioni, relativi a certe professioni come quelle del fotografo, del grafico, del video maker, del designer, del decoratore o del restauratore; 2. per lo stesso motivo, sarebbe utile avere uno strumento di monitoraggio meno rigido per l’immissione dei dati dell’alternanza, che ad esempio consenta di inserire anche tipologie di lavoro meno note ma che possono costituire un settore importante per il futuro; inoltre sarebbe utile inserire un apposito campo per la programmazione didattica dei singoli consigli di classe (di particolari indirizzi di studio) che di solito si colloca all’interno della architettura organizzativa stabilita dal Collegio docenti e dal Consiglio d’istituto. Riguardo agli incentivi economici, credo opportuno che il ministero del lavoro si faccia carico di alcune forme di riconoscimento per le imprese che forniscono consulenza e ospitalità alle scuole, senza aggravare ulteriormente il mondo della scuola che invece si dovrebbe occupare di valorizzare i docenti e i dirigenti che da anni contribuiscono a creare un ponte tra i due mondi e a diminuire il fenomeno della dispersione scolastica.

  6. FS AREA 4 – ITI GALVANI – GIUGLIANO IN CAMPANIA (NA)
    L’alternanza scuola-lavoro e le azioni che hanno per finalità la facilitazione della transizione tra il mondo della scuola e quello del lavoro, devono costituire la base di partenza sulla quale costruire le competenze in uscita del diplomato di un istituto tecnico/professionale. Attraverso una vera e propria analisi dei “fabbisogni” in termini di abilità, conoscenze e competenze, si deve arrivare a definire la figura professionale richiesta dalle aziende del comparto di riferimento e “curvare” (sfruttando l’autonomia scolastica e flessibilità) i percorsi curriculari della scuola secondaria superiore favorendo quindi l’incontro tra “domanda ed offerta”.
    Il CTS riveste in questa azione un ruolo fondamentale, avvalendosi del supporto di aziende ed imprese, così come le reti territoriali di cui i Poli Tecnico Professionali costituiscono la massima espressione. Questi ultimi, essendo quasi sempre espressione del territorio, devono avere un ruolo fondamentale nella progettazione dei processi di apprendimento che hanno come obiettivo l’acquisizione di competenze tecnico-professionali. L’importanza del ruolo dei Poli è sancita, di fatto, dal D.I. 07/02/2013, che prevede la costituzione di nuove aggregazioni ( in Campania, da dove si scrive, la costituzione di poli dovrebbe fornire un impulso notevole alla progettazione “condivisa” di percorsi formativi in alternanza scuola-lavoro).
    La domanda che viene dal mondo della scuola é: con quali fondi si progettano e si realizzano i percorsi in alternanza scuola-lavoro? Dal documento per la discussione si fa riferimento al FIS ed a i fondi FSE. In pratica buona parte degli istituti lavora, in questo ambito, solo con i fondi europei: a parere di chi scrive la ragione è da ricercare nella migliore azione di pubblicizzazione dell’attività nei confronti di altre forme di finanziamento.
    In buona sostanza, per i fondi FSE le linee guida sono molto esaustive; ci si aspetta quindi, da parte del Comitato Nazionale, l’ elaborazione di efficaci linee guida che mettano in condizione chi opera nel mondo della scuola di avere uno strumento utile ( così come lo è il documento posto a base di questa discussione) per poter progettare.

I commenti sono chiusi.