La Riforma

Il riordino dei Professionali


I NUOVI ISTITUTI PROFESSIONALI

Il percorso quinquennale è articolato in due bienni e un quinto anno.

I nuovi istituti professionali si articolano in 2 macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi e istituti professionali per il settore industria e artigianato.

Ai 2 settori corrispondono 6 indirizzi e 10 opzioni.


Settore industria e artigianato

1. Produzioni artigianali e industriali

2. Manutenzioni e assistenza tecnica


Settore dei servizi

1. Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale

2. Servizi socio-sanitari

3. Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera

4. Servizi commerciali


Aree di indirizzo dei percorsi degli Istituti Professionali in opzioni

1. Indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica - Opzione Apparati, impianti e servizi tecnici industriali e civili

2. Indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica - Opzione Manutenzione mezzi di trasporto

3. Indirizzo Produzioni Industriali e Artigianali - Articolazione Industria - Opzione Arredi e forniture d’interni

4. Indirizzo Produzioni Industriali e Artigianali - Articolazione Industria - Opzione Produzioni audiovisive

5. Indirizzo  Produzioni Industriali e Artigianali - Articolazione Artigianato - Opzione Produzioni artigianali del territorio

6. Indirizzo Produzioni Industriali e Artigianali - Articolazione Artigianato - Opzione Produzioni tessili-sartoriali

7. Indirizzo Servizi Commerciali - Opzione Promozione commerciale e Pubblicitaria

8. Indirizzo Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale - Opzione Gestione risorse forestali e montane

9. Indirizzo Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale - Opzione Valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli del territorio

10. Indirizzo Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera - Articolazione Enogastronomia - Opzione Prodotti dolciari artigianali e industriali


Caratteristiche

  • Monte orario di 32 ore settimanali di lezioni per 33 settimane ad anno scolastico.
  • I percorsi (...) si sviluppano soprattutto attraverso metodologie basate su: la didattica di laboratorio, anche per valorizzare stili di apprendimento induttivi; l’orientamento progressivo, l’analisi e la soluzione dei problemi relativi al settore produttivo di riferimento; il lavoro cooperativo per progetti; la personalizzazione dei prodotti e dei servizi attraverso l’uso delle tecnologie e del pensiero creativo; la gestione di processi in contesti organizzati e l’alternanza scuola lavoro.
  • Descrizione dei curricoli in base ai risultati di apprendimento previsti dal Quadro Europeo delle qualifiche (EQF) (articolo 13 della legge n. 40/07).
  • Più flessibilità dell'offerta formativa.


Quote di flessibilità possibili entro il monte ore annuale:

  • 25% nel primo biennio
  • 35% nel secondo biennio
  • 40% nel quinto anno


Le quote di flessibilità consentono di:

  • svolgere un ruolo integrativo o complementare con il sistema di formazione professionale regionale per realizzare percorsi di qualifica professionale;
  • articolare le aree di indirizzo in opzioni (secondo biennio e ultimo anno);
  • introdurre insegnamenti alternativi inclusi in un apposito elenco nazionale, definito con decreto ministeriale, per rispondere a particolari esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, senza incorrere in una dispendiosa proliferazione e frammentazione di indirizzi.


Offerta coordinata con la formazione professionale regionale

Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell'ambito dell'offerta coordinata di istruzione e formazione professionale programmata dalle Regioni nella loro autonomia, sulla base di accordi con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.


Il nuovo modello organizzativo

Il Regolamento prevede l'introduzione di nuovi modelli organizzativi per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione, attraverso la costituzione di:

  • Dipartimenti quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti, per il sostegno alla didattica e alla progettazione formativa;
  • Comitato tecnico-scientifico, (...) composto da docenti e da esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica, con funzioni consultive e di proposta per l’organizzazione delle aree di indirizzo e l’utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità; ai componenti del comitato non spettano compensi ad alcun titolo.


Gli istituti professionali collaborano con le strutture formative accreditate dalle Regioni nei Poli tecnico professionali, che saranno costituiti secondo le linee guida di cui all’articolo 13 della legge n. 40/07, anche allo scopo di favorire i passaggi tra i sistemi di istruzione e formazione. Gli istituti professionali sono enti di riferimento degli istituti tecnici superiori, costituiti a norma del DPCM 25 gennaio 2008, con l’obiettivo prioritario di formare tecnici con un più elevato livello di specializzazione, con particolare riferimento ai settori tecnologici considerati prioritari per lo sviluppo economico del Paese.