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INIZIATIVE PER LA SCUOLA

Tecnologie per la didattica in aula

Perch portare gli e-book e la LIM in classe?

di A. Anichini, G. Cannella, E. Mosa, L.Tosi
25 Marzo 2011

Di fronte ai problemi della nostra scuola e ad una diffusione sempre pi ampia delle tecnologie nella vita dei nostri ragazzi, viene da chiedersi: perch portare gli e-book e la LIM in classe?
La letteratura scientifica e losservazione sul campo ci insegnano che le tecnologie didattiche, per produrre un reale cambiamento, devono potersi emancipare da un loro impiego sporadico, fino a diventare trasparenti,  parte integrante e costitutiva dellecosistema classe.

Immagine tratta dall'archivio DIAQuesta la filosofia che sottende alle svariate iniziative della Scuola Digitale di cui fanno parte il Piano di diffusione LIM e Cl@ssi 2.0. Entrambi i progetti insistono sulluso diffuso, quotidiano ed integrato della tecnologia dentro (LIM e contenuti digitali) e fuori dalla classe (e-book, ambienti on line, contenuti digitali). Andiamo, in questo modo, a scardinare lambiente di apprendimento nelle sue dimensioni di spazio (laula) e di tempo (racchiuso tra il suono della prima e dellultima campanella).
Nel lontano 1963 Freinet parlava di aula diffusa ponendo al centro del cambiamento la trasformazione dellambiente di apprendimento: nella misura in cui riusciamo a modernizzare laula, riusciamo anche a modernizzare linsegnamento. Oggi si sente parlare di Ambienti di apprendimento virtuale, qualcosa che pu integrare lo spazio e il tempo della scuola. Si pensa subito a scenari in 3D simili a quello di Second Life, dove gli studenti, o meglio i loro avatar, si muovono e assistono a lezioni, simulando a video tutto quello che avviene nella scuola reale.
Si tratta in realt di qualcosa di pi semplice: un insieme di strumenti digitali, utilizzabili da parte di una comunit di persone che si trova ad operare assieme per la realizzazione di percorsi di conoscenza. Il concetto di ambiente presuppone sempre la frequentazione di uno spazio (per quanto virtuale esso sia) e si caratterizza per la presenza di aree, strutture, elementi, ma soprattutto soggetti. Uno spazio da abitare, interagendo con tutto ci che in esso presente.
La scuola si dilata dunque, oltre la scuola stessa, grazie alla presenza delle tecnologie. Naturalmente, necessaria unadeguata cultura dei media, ovvero un approccio che consenta al docente di appropriarsi della tecnologia, dei linguaggi multimediali, per farli propri e individuarne il valore aggiunto. Occorre prevedere nuovi modi duso, consapevoli delle potenzialit e specificit del singolo medium per non incorrere nella tentazione di utilizzare, ad esempio, la LIM come la lavagna dardesia sprecando tempo e vanificando linvestimento.
La LIM pu rappresentare oggi una svolta per linsegnamento. Entra in classe, va al cuore del sistema di apprendimento e della pratica didattica quotidiana, rompe la configurazione tradizionale dellambiente. Leffetto che produce quello di introdurre nuovi media e nuovi linguaggi, di aprire la classe alla realt esterna attraverso la mediazione del digitale. La classe, ora estesa e potenziata, pu accedere a diversi aspetti della realt esterna, estrapolarne particolari e dettagli, analizzare, scomporre, manipolare informazioni e contenuti, con il supporto di efficaci applicazioni software appositamente progettate e sviluppate. Mai come con la LIM la mediazione in presenza del docente-regista a determinare la buona riuscita del processo di insegnamento-apprendimento considerando i diversi momenti dellorganizzazione didattica: progettare la sceneggiatura digitale, predisporre i contenuti, organizzare lambiente di apprendimento, guidare lattivit dei ragazzi, usare efficacemente il tempo-classe motivando e dirigendo lattenzione dei ragazzi nel nuovo scenario multimediale.
La tecnologia acquista senso, infatti, solo se serve a veicolare e a produrre contenuti. Di fronte alla tecnologia il docente e lo studente possono essere passivi consumatori o, a loro volta, produttori.
Learning object, contenuto didattico digitale, oggetto didattico, oggetto di apprendimento, asset. Questi sono i sintagmi con i quali vengono identificati i contenti distribuiti in modo sequenziali in una serie di schermate in modo da costituire i nuovi artefatti simbolici. Per nostra fortuna, i contenuti digitali a scuola non hanno fatto il loro ingresso come artefatti strutturati, autoconsistenti e riusabili, secondo le caratteristiche dei Learning Object di matrice instructional, ma sono entrati nella cassetta degli attrezzi come sussidi alla didattica daula, ripensati dagli insegnanti nellottica dellintegrazione con gli altri strumenti abitualmente in uso in classe, dalla lavagna al libro di testo.
Immagine tratta dall'archivio DIAI vincoli tecnologici imposti dai vecchi learning object, contenitori di conoscenza statica, sono stati infranti dai comportamenti degli insegnanti che hanno modificato le risorse digitali trasformandole in risorse aperte modellate sulla base delle esigenze dellambiente di apprendimento, generando non appena nuova conoscenza, ma conoscenza viva.
Alberto Manzi, storico maestro che negli anni del dopoguerra commosse lItalia con il suo carisma e la dolcezza con cui insegnava agli adulti analfabeti a scrivere nel famoso programma televisivo Non mai troppo tardi sosteneva che per il ragazzo il libro deve essere qualcosa di piacevole, dove si pu non solo leggere, ma colorare, trasformare, fare, disfare, ampliare, ridere, inventare, riflettere.  Il libro si trasforma cos in qualcosa di personale, perci vivo .
Queste affermazioni sono oggi pi che mai attuali e potranno forse trovare un alleato nella tecnologia digitale che pu aiutare a potenziare queste caratteristiche di manipolazione del testo, appropriazione e personalizzazione, finora relegate principalmente nella mente del lettore.

E se, di fatto, le-book non nasce per il target scuola (si pensi alla diffusione del Kindle su Amazon), in essa trova applicazione e naturale collocazione, anche e soprattutto in seguito al quadro normativo delineato dalla legge n. 133 del 2008, in modo particolare lart. 15, che prefigura due scenari per il libro di testo in adozione dalla.s. 2011/12: versioni online scaricabili o miste.
A prescindere dalla tecnologia adottata, siamo portati a credere che il valore aggiunto di una lettura su schermo, sia questa su formati e-paper o LCD, possa originare da una progettazione a valore aggiunto dei contenuti multimediali. Un testo lineare, statico, con caratteri neri che si stagliano sullo sfondo bianco, una mera trasposizione di un brano che potrebbe essere letto tranquillamente su supporto cartaceo. Vengono aggiunte alcune funzioni utili quali la possibilit di cercare parole chiave ma ci pare che questo sia poca cosa di fronte alle possibilit dischiuse dal digitale e dalla rete: da interventi di azione/manipolazione dei contenuti ad una lettura sociale e condivisa dei testi.
Interessante, in questo senso, la rassegna di iniziative messe in campo dalleditoria scolastica e dalla scuola stessa che, in alcune sperimentazioni, si assume lulteriore responsabilit di produrre in autonomia i propri libri di testo digitali.
E anche un problema di status considerato che, fino ad oggi, i contenuti digitali sono stati trattati dalleditoria come unappendice, un qualcosa in pi che completava il libro di testo (si pensi, per esempio, ai CD allegati). Il corpus consistente della conoscenza rimaneva cos, di diritto, confinato nel libro.

 
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