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Che cosa fanno gli ITS

Un mix di teoria e pratica. Gli ITS conciliano tecnica e cultura, teoria e pratica, formazione della persona e formazione alla professione e per questo si rivelano un formidabile passepartout per il mondo del lavoro. Tante le opportunità offerte dai 110 ITS delle sei aree tecnologiche disseminati sul territorio, come ad esempio:

  • la promozione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali volti a valorizzare il territorio nelle sue peculiarità turistiche ed enogastronomiche
  • le esperienze nelle filiere di produzione del comparto agrario e di trasformazione agro-industriale
  • gli interventi edilizi di costruzione, ristrutturazione e manutenzione con soluzioni impiantistiche e materiali innovativi del “Made in ltaly”
  • i processi di progettazione, comunicazione e marketing del prodotto moda
  • le realizzazione e la gestione delle architetture e infrastrutture relative ai sistemi di comunicazione dell’ICT
  • la sostenibilità della mobilità delle persone e delle merci, alla sicurezza, ergonomicità ed economicità del trasporto
  • la ricerca, progettazione, sviluppo, produzione e la manutenzione di dispositivi biomedicali, apparecchi e kit per la diagnosi, terapia e riabilitazione
  • i temi dell’ambiente, del “green”, dell’ecosostenibilità: le fonti rinnovabili, l’edilizia sostenibile, la progettazione degli impianti, la valutazione energetica, la costruzione e gestione di impianti per la produzione, la trasformazione e la distribuzione dell’energia
  • l’automazione e i sistemi meccatronici (realizzazione e controllo delle macchine e dei sistemi automatici destinati ai diversi tipi di produzione)

Dalla formazione al lavoro. Gli ITS garantiscono alti livelli di occupazione ai loro diplomati, operando per il successo occupazionale di tecnici in settori tecnologici d’avanguardia. Chiave del successo è il fatto di puntare all’innovazione nei contenuti, nei metodi di insegnamento e nella strumentazione a supporto della didattica. Molti dei percorsi sono infatti orientati all’uso delle tecnologie abilitanti proprie del piano Industria 4.0.

Parola d’ordine: flessibilità. Il principale punto di forza sta di fatto nella flessibilità organizzativa, didattica e progettuale che si traduce in vero e proprio dinamismo col quale viene organizzata ed erogata l’offerta formativa adattando il curricolo al contesto d’uso e ai territori, ovvero intercettando bisogni ed emergenze reali. Le Fondazioni progettano e realizzano, in partnership con il mondo delle imprese, percorsi di durata biennale o triennale sulla base di piani triennali predisposti dalle programmazioni regionali e assumono come riferimento le competenze delle specifiche figure nazionali riferite alle aree tecnologiche, la ricognizione dei fabbisogni formativi dei diversi territori e il potenziale di occupabilità di ciascun territorio rispetto alle specifiche filiere produttive.

Una didattica basata sull’esperienza. Alla base di tutto c’è la ricerca di metodologie capaci di offrire una didattica esperienziale che dia agli studenti la possibilità di sperimentare direttamente quanto appreso connettendo l’apprendimento ai contesti aziendali, ovvero toccando con mano ciò che andranno a realizzare in ambito professionale. I laboratori in particolare sono veri e propri catalizzatori di esperienze autentiche: è lì che gli studenti possono svolgere attività complesse che emulano il lavoro, sperimentando processi autentici di soluzione di problemi. In questo modo gli ITS favoriscono l’alternanza fra attività didattiche in aula, laboratori e stage in azienda che avvicina gli studenti al mondo reale del lavoro in cui si apprestano a entrare. Farà certamente parte del loro bagaglio di esperienze l’aver elaborato project work, l’aver partecipato a lavori di gruppo, l’aver fatto simulazioni, realizzato prototipi, utilizzato l’Intelligenza artificiale, l’Industrial internet (IOT) e aver fatto esperienze di realtà aumentata a supporto dei processi produttivi.

Tutor e docenti provenienti dalle aziende. Fondamentale è la stessa presenza di professionalità dedicate come tutor, addetti all’orientamento, e altre figure strategiche per la gestione degli stage (che sono una delle forme esperienziali di organizzazione della didattica più apprezzate dagli studenti). Fattore essenziale è il fatto che i docenti provengano per la maggior parte dal mondo del lavoro.its word cloud