I numeri inquietanti emersi dall'ultimo rapporto Eurispes, presentati ad un convegno nazionale a Roma, riportano di attualità la problematica dello sfruttamento minorile: sono 147.285 i ragazzi minori di 15 anni coinvolti in Italia (dato corrispondente al 3,1% del totale).
La differenziazione del dato Eurispes per fasce d'età e per destinazioni, permette di comprendere maggiormente la gravità della situazione nazionale, se si pensa che il 16,6% dei soggetti vittime di sfruttamento lavora in fabbrica o in miniera, e che lo 0,7% ha un età compresa tra i 7 e i 10 anni.
Il convegno è stato organizzato da l'Assessorato alle Politiche Sociali e per la Promozione della Salute del Comune di Roma e il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (C.N.C.A.) col tema Nuove schiavitù: fenomeni, strumenti, prospettive.
Lo sfruttamento minorile è stato affrontato cercando di articolare la riflessione su diversi piani: un primo livello di analisi è stato quello di considerare il fenomeno nei suoi aspetti più specifici (tratta sessuale, tratta di minori, tratta per lavoro), quindi evincere le debolezze delle attuali normative nazionali e internazionali di riferimento, infine produrre nuove proposte di intervento perchè simile disagio possa trovare supporti e soluzioni.
In seguito alla pubblicazione dei dati Eurispes, anche a Cagliari la settimana scorsa si è tenuto un incontro del gruppo di lavoro interistituzionale voluto dal prefetto Efisio Orrù sulle misure preventive da adottare per arginare, eliminare l'incidenza del fenomeno. E' stato stabilito per il 4 ottobre un nuovo appuntamento di discussione: è in fase di elaborazione un progetto di operatori specializzati per i rapporti con i minori vittime di sfruttamento, in collaborazione tra amministrazioni pubbliche e organizzazioni di volontariato.
di Antonio Sofia, Indire Comunicazione