Il 25 marzo 1957 Belgio, Francia, Italia, Olanda, Lussemburgo e Germania firmarono a Roma, nella sala degli Oriazi e Curiazi in Campidoglio, i Trattati che istituivano la Comunità economica europea (Cee) e la Comunità europea per l'energia atomica (Euratom).
Oggi, nella stessa sala di 47 anni fa, venticinque paesi (oltre ai sei primi firmatari, anche Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Grecia, Spagna, Irlanda, Lettonia, Cipro, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Svezia, Finlandia, Slovacchia, Slovenia e Regno Unito), i tre candidati all'ingresso in Europa (Bulgaria, Romania e Turchia) e la Croazia in veste di osservatore hanno firmato l'Atto finale. Sono quindi 29 i paesi che hanno partecipato alla firma della Costituzione per l'Europa.
La nuova Costituzione non si limita a consolidare il sistema politico e istituzionale dei Trattati di Roma, ma introduce grandi elementi innovativi che renderanno l'Unione europea più democratica e più vicina alle esigenze di partecipazione di ogni nazione e, indirettamente, di ogni cittadino europeo.
Da oggi, quindi, la maggior parte delle leggi europee dovranno essere adottate congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei Ministri mentre, per la prima volta, i cittadini potranno contribuire direttamente alla nascita delle leggi europee, grazie ai nuovi meccanismi di democrazia partecipativa.
L'Unione sarà inoltre più efficace poichè aumentano le decisioni adottate a maggioranza: attraverso il doppio voto di maggioranza, si legittima l'Unione europea come unione di popoli e stati.
In questo scenario, anche gli istituti scolastici si adeguano al cambiamento e in molte scuole romane sono iniziate lezioni - svolte da docenti universitari - per far conoscere la "Carta fondamentale" europea.
Anche l'Europa è attenta al mondo della scuola: all'articolo II, comma 14 si sancisce il diritto all’istruzione:
"Ogni individuo ha diritto all’istruzione e all’accesso alla formazione professionale e continua. Questo diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all’istruzione obbligatoria".
Nello stesso articolo si ribadisce il valore della famiglia e il suo ruolo nell'educazione:
"La libertà di creare istituti di insegnamento nel rispetto dei principi democratici, così come il diritto dei genitori di provvedere all’educazione e all’istruzione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, sono rispettati secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio".
29 ottobre 2004.
In molti l'hanno dichiarata una data storica: i cittadini europei sono 450 milioni e garantire i 54 articoli sui loro diritti in materia di dignità, libertà e giustizia è una sfida appena iniziata.