Il processo di globalizzazione in corso pare che stia producendo a livello mondiale due esigenze: la prima, quella di prendere coscienza delle dinamiche di un cambiamento storico che riguarda tutte le comunità mondiali; la seconda, quella di conoscere meglio gli interpreti di queste relazioni, ossia le culture.
Questa seconda necessità nasce in tutta evidenza dalla convinzione che l'ignoto possa procurare timori e inquietudini, finanche il senso di una minaccia concreta al proprio essere cultura, quando la sovranazionalità delle organizzazioni politiche ed economiche mette in discussione valori e istituzioni locali.
Il percorso di conoscenza che ne consegue ha tuttavia un effetto di rimando non trascurabile: per conoscere la differenza è necessario educarsi, formarsi al confronto e nel confronto avere una giusta percezione del proprio essere.
Dunque se la globalizzazione può a ragione provocare diffidenza ed esigere un'irregimentazione che non permetta che siano in essa esclusivamente conclamate quelle che sono sperequazioni di fatto, dall'altra può diventare uno stimolo a maturare una maggiore conoscenza della propria cultura, un'attitudine al confronto e non al conflitto, una sana curiosità e un'appropriata metodologia di studio attraverso cui comprendere le culture altre da sè.
E' questo l'ambito di studio in cui si inserisce la disciplina dell'Educazione Comparata, volta a focalizzare all'interno delle differenze geografiche in senso lato, gli aspetti più interessanti e valorizzanti dei processi formativi.
A Cuba, dal 25 al 29 Ottobre 2004, si è tenuto il XII Congresso Mondiale dell'Educazione Comparata, contestualmente al cambiamento di vertice dell'organizzazione che si verifica ogni tre anni.
L'uscente Presidente del Congresso Anne Hickling-Hudson ha avuto parole di elogio per i progressi che Cuba ha operato nell'alfabetizzazione, sottolineando l'opportunità che si possano destinare sempre più fondi alla formazione, perchè sia ovunque nel mondo adeguata nei metodi, nelle strutture, nelle competenze pedagogiche, magari a scapito degli investimenti militari che ben poco hanno da dare al futuro dell'umanità globale. La Hickling-Hudson ha voluto nel suo discorso affermare con chiarezza che le professionalità dell'Educazione Comparata dovrebbero essere costantemente consultate dalle istituzioni nella programmazione delle pratiche educative al fine di assicurare una progettualità sempre meno oberata da paradigmi obsoleti e trascuratezze irresponsabili.
Ai lavori del Congresso hanno partecipato i delegati di più di 85 nazioni (è il numero più alto sinora raggiunto nei Congressi) ed è stato il primo a tenersi in area caraibica.
di Antonio Sofia, Indire Comunicazione