La Giornata mondiale della lotta contro l’AIDS, è occasione per riportare d’attualità la necessità di un’informazione costante e corretta sul virus HIV e sulle possibilità di prevenirne il contagio. Ma non solo: ulteriore urgenza è che i malati di AIDS non siano dimenticati.
Il numero dei malati di AIDS nel mondo continua a rappresentare una cifra impressionante: l’epidemia, nei venti anni da cui è nota e riconoscibile, ha causato la morte di 20 milioni di persone e, tuttora, si contano 5-6 milioni di malati in attesa di cure urgenti. Purtroppo, denuncia Medici Senza Frontiere, il 95% dei malati di AIDS (40 milioni i contagiati nel mondo secondo il rapporto annuale UNAIDS) non riceve alcuna terapia e solo 187mila saranno coloro che potranno ricevere l'assistenza necessaria, un numero disperante rispetto al progetto ONU che contava di raggiungere tre milioni di assistiti entro il 2005. Più della metà dei malati di AIDS nel mondo ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni; inoltre la diffusione della malattia nelle carceri ha incidenze altissime (la situazione italiana nei documenti dell’Istituto Superiore della Sanità: quasi un detenuto su dieci è sieropositivo). In alcune aree dell'Africa, i contagi e i decessi arrivano ad essere non quantificabili.
Da Pechino, il Direttore Esecutivo dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) Alberto Costa lancerà la nuova campagna dell'UNODC contro le tossicodipendenze e l’AIDS, e la capitale della Cina non è stata scelta casualmente: in Cina sono oltre un milione le persone che soffrono il contagio del virus.
In Italia, sono diverse le iniziative promosse per la sensibilizzazione e la raccolta di fondi: il ministero della Salute, Lila, Anlaids, e tutto il mondo del volontariato impegnato nell’assistenza e nell’informazione, hanno ribadito l’esigenza di proseguire l’opera di prevenzione. Un ulteriore problema è stato sollevato: il virus HIV uccide prima di tutto con la discriminazione e il pregiudizio nei confronti di chi soffre il contagio.