Natura
Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? Ora sappi che nelle fatture, negli ordini e nelle operazioni mie, trattone pochissime, sempre ebbi ed ho l'intenzione a tutt'altro che alla felicità degli uomini o all'infelicità. Quando io vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo, io non me n'avveggo, se non rarissime volte: come, ordinariamente, se io vi diletto o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei.
Islandese
So bene che tu non hai fatto il mondo in servigio degli uomini. Piuttosto crederei che l'avessi fatto e ordinato espressamente per tormentarli. Ora domando: t'ho io forse pregato di pormi in questo universo? o mi vi sono intromesso violentemente, e contro tua voglia? Ma se di tua volontà, e senza mia saputa, e in maniera che io non poteva sconsentirlo né ripugnarlo, tu stessa, colle tue mani, mi vi hai collocato; non è egli dunque ufficio tuo, se non tenermi lieto e contento in questo tuo regno, almeno vietare che io non vi sia tribolato e straziato, e che l'abitarvi non mi noccia? E questo che dico di me, dicolo di tutto il genere umano, dicolo degli altri animali e di ogni creatura.
Da Giacomo Leopardi, Dialogo della natura e di un isladese, Operette morali
Davanti all’avvenimento che ha sconvolto il mondo intero, ci si pone interrogativi antichi.
Il momento di riflessione, fissato per il 5 Gennaio 2005 in ricordo, rispetto delle vittime della sciagura avvenuta nel Sud Est Asiatico, riporta alla mente domande che attanagliano l’uomo che agisce secondo coscienza: il dubbio che la libertà del suo essere artefice possa scontrarsi e perdere contro la forza del caso, della natura, o di qualsiasi altro nome si dia a forze che prescindono il suo stesso orientamento morale, che prevaricano la sua possibilità di scegliere.
Ci si ferma in tutta Europa per tre minuti, alle 12: a stabilire un punto di partenza nel primo momento seguito al disastro, nel tentativo di portare nuova fiducia a chi ha subito la violenza di queste domande come perdita di vite umane, della propria vita umana, delle proprie risorse a un vivere degno e nei diritti che alla vita umana si riconoscono.
Senza parole, la solidarietà nel ricordo e attiva nella ricostruzione può essere l’unica lingua dei pensieri di ciascun cittadino dell’Europa, del mondo.
E quell’orror che primo
contra l’empia natura
strinse i mortali in social catena,
fia ricondotto in parte
da verace saper, l’onesto e il retto
conversar cittadino,
e giustizia e pietade, altra radice
avranno allor che non superbe fole,
ove fondata probità del volgo
così star suole in piede
quale star può quel ch’ha in error la sede.
Da Giacomo Leopardi, La ginestra, Canti XXXIV