NOTIZIE

04 gennaio 2005

Tre minuti di silenzio per le vittime dello tsunami

il 5 Gennaio alle 12, tutta l'Europa si ferma per ricordare e per riflettere

di Antonio Sofia

Natura 
Immaginavi tu  forse  che  il  mondo fosse fatto per causa  vostra?  Ora sappi  che nelle fatture, negli ordini e nelle  operazioni mie, trattone  pochissime, sempre  ebbi  ed  ho l'intenzione a tutt'altro che alla felicità degli uomini o all'infelicità. Quando  io  vi offendo in qualunque modo e con qual si sia  mezzo, io non me n'avveggo, se non rarissime  volte: come, ordinariamente, se io vi diletto o vi benefico, io non lo so; e non  ho  fatto,  come credete voi, quelle tali cose, o non fo  quelle azioni, per dilettarvi o giovarvi. E  finalmente, se anche mi avvenisse di  estinguere  tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei.

Islandese
So bene che tu non hai fatto il mondo in servigio degli uomini. Piuttosto  crederei che l'avessi fatto e  ordinato  espressamente per tormentarli.  Ora  domando:  t'ho  io forse pregato di pormi in questo universo? o mi vi sono intromesso violentemente, e contro  tua voglia? Ma se di tua volontà, e senza mia saputa, e in maniera che io non poteva sconsentirlo né ripugnarlo, tu stessa, colle tue mani, mi vi hai collocato; non è egli dunque  ufficio  tuo, se non tenermi lieto e contento in  questo  tuo regno, almeno vietare che io non vi sia  tribolato e straziato, e che l'abitarvi non mi  noccia? E questo che dico di me, dicolo  di  tutto il genere umano, dicolo degli altri  animali  e di ogni creatura.

Da Giacomo Leopardi, Dialogo della natura e di un isladese, Operette morali



Davanti all’avvenimento che ha sconvolto il mondo intero, ci si pone interrogativi antichi.
Il momento di riflessione, fissato per il 5 Gennaio 2005 in ricordo, rispetto delle vittime della sciagura avvenuta nel Sud Est Asiatico, riporta alla mente domande che attanagliano l’uomo che agisce secondo coscienza: il dubbio che la libertà del suo essere artefice possa scontrarsi e perdere contro la forza del caso, della natura, o di qualsiasi altro nome si dia a forze che prescindono il suo stesso orientamento morale, che prevaricano la sua possibilità di scegliere.

Ci si ferma in tutta Europa per tre minuti, alle 12: a stabilire un punto di partenza nel primo momento seguito al disastro, nel tentativo di portare nuova fiducia a chi ha subito la violenza di queste domande come perdita di vite umane, della propria vita umana, delle proprie risorse a un vivere degno e nei diritti che alla vita umana si riconoscono.

Senza parole, la solidarietà nel ricordo e attiva nella ricostruzione può essere l’unica lingua dei pensieri di ciascun cittadino dell’Europa, del mondo.

E quell’orror che primo
contra l’empia natura
strinse i mortali in social catena,
fia ricondotto in parte
da verace saper, l’onesto e il retto
conversar cittadino,
e giustizia e pietade, altra radice
avranno allor che non superbe fole,
ove fondata probità del volgo
così star suole in piede
quale star può quel ch’ha in error la sede.
 
Da Giacomo Leopardi, La ginestra, Canti XXXIV

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