Le Indicazioni per i piani di studio personalizzati introdotte con il Decreto
legislativo 19 febbraio 2004 n. 59 esplicitano i livelli essenziali di
prestazione a cui tutte le Scuole Primarie del Sistema Nazionale di Istruzione
sono tenute per garantire il diritto personale, sociale e civile all’istruzione
e alla formazione di qualità.
In riferimento allo studio del sistema lingua
le Indicazioni nazionali si pronunciano sulla struttura e sul funzionamento dei
diversi generi testuali ponendo l’ attenzione alle caratteristiche ed alle
regole fonologiche, ortografiche, morfologiche, sintattiche, lessicali e
semantiche. Nessun riferimento viene fatto alla lettura ed alla letteratura per
l’infanzia che non risulta significativamente contemplata tra le.basilari
esperienze formative del bambino.
Contro questa inaccettabile omissione Emy Beseghi, docente di letteratura per l'Infanzia presso
l'Universita' di Bologna, ha promosso la pubblicazione di un manifesto nel quale viene denunciata l’inadeguatezza delle
Indicazioni ministeriali nei confronti del rapporto tra il bambino e il
piacere della lettura, inadeguatezza che alimenta la distanza tra il
modello di scuola proposto e l’immaginario dei ragazzi che si nutre anche di
libri e di storie. E’infatti impensabile non prendere atto del esplicito
interesse del bambino e dell’adolescente nei confronti della lettura, al di
fuori della scuola.
La mente umana è così incline alla fruizione e alla
produzione di testi narrativi che, in ambito pedagogico, si è parlato di
un vero e proprio “pensiero narrativo”, ed il rimando a Bruner non appare,
purtroppo, né superfluo né inattuale.
Nel sostenere la necessità della introduzione
della letteratura per l’infanzia nella scuola primaria a livello curriculare Emy
Beseghi sottolinea come attraverso la narrazione si esprima l’irriducibile
tendenza umana a condividere e confrontare i significati delle esperienze, a
stabilire rapporti tra il passato ed il presente, ad elaborare il presente
stesso ed a proiettarlo nel futuro e nel progetto. Ascoltando e leggendo storie,
si comprende di non essere soli e si impara a conoscersi anche attraverso la
voce dell’altro, ad affrontare la realtà. La letteratura per l’infanzia accoglie
i piccoli e grandi enigmi della realtà attraverso chiavi
interpretative vicine al punto di vista dei bambini. Attraverso le storie ed i
personaggi suggerisce il confronto con infiniti paradigmi possibili per
orientarsi nel mondo, oltre le facili soluzioni di comportamenti stereotipi.
Leggere, immergersi nelle illustrazioni, nell’ascolto delle storie costituisce
un irrinunciabile stimolo per i bambini a “giocare” con i
linguaggi e le loro contaminazioni, a fare propri gli strumenti
per inventare sempre nuovi racconti, per comporre personali e concertati
itinerari di vita.
L’importanza della lettura e della letteratura per
l’infanzia è stata sancita anche dall’Università con l’istituzione dei corsi di
laurea in Scienze della Formazione primaria. Ed alla Università è conferito il
compito e la responsabilità scientifica di costituire un fondamentale punto di
riferimento per la scuola come laboratorio di aggiornamento e di ricerca
impegnato in una permanente attività di informazione ed una competente
valutazione delle proposte editoriali.
Le “Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella
Scuola Primaria vengono concepite come strumenti provvisori: “fino
all’emanazione del relativo regolamento governativo” e pertanto “potranno essere
riviste e modificate”(come il DL 19 febbraio 2004, n° 59 indica all’art. 13), ma
il passaggio dalle Indicazioni Nazionali ai Decreti attuativi, confermando
l’assenza di riferimenti significativi alla letteratura per l’infanzia nei
programmi, potrebbe comportare il rischio della sua scomparsa dalla scuola se e
dove gli insegnanti si attenessero burocraticamente alle indicazioni
ministeriali. Nel quadro tracciato dalla riforma la letteratura per l’infanzia
viene infatti delegata alla iniziativa locale facoltativa ed autonoma . Ne
consegue la sua perdita di valore anche all’interno dei corsi di laurea di
formazione primaria ed il contestuale indebolimento del dialogo
tra la ricerca universitaria e la ricca e variegata
produzione editoriale che, negli ultimi venti anni, ha
sviluppato una attenta comunicazione con il mondo
dell’infanzia.
"Occorre un'ampia e tempestiva mobilitazione di firme per sollecitare
gli organi legislativi e il ministero dell'Istruzione a reinserire la
letteratura per l'Infanzia” questo l’appello lanciato da Emy Beseghi che invita
tutti coloro che sono interessati alle sorti della lettura ed al rinnovamento
della scuola italiana a sottoscrivere l’iniziativa.
Il manifesto ha già raccolto le adesioni dei più noti studiosi e docenti
del mondo accademico, la cui sottoscrizione, volutamente “non corporativa”,
evidenzia la trasversalità delle competenze implicate nella tutela e nella
ricerca in merito alla letteratura per l’infanzia.
L'appello, con l'elenco di
tutti i sottoscrittori, sarà inviato al Ministro dell'Istruzione ed i risultati
della campagna verranno presentati il 16 aprile 2005 a Bologna in occasione
della rassegna Docet.
Singoli cittadini, ma anche biblioteche, scuole,
librerie e associazioni possono aderire sottoscrivendo il manifesto e
collaborare alla raccolta delle firme.
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