Il passo finale è quello dell’attivazione del gemellaggio, la fase più delicata per costruire realmente un partenariato che dovrebbe estendersi per un lungo o, nei casi di migliori, lunghissimo periodo. Proprio perché è importante valutare a fondo tutte le tematiche che potrebbero arricchire l’offerta formativa della scuola, o i contributi al piano pedagogico che un confronto come il gemellaggio potrebbe apportare, il dato numerico delle
attivazioni è sensibilmente inferiore.
Su 179 registrazioni l’Italia ha attivato 4 progetti, mentre il Regno Unito, con cui giornalmente ci troviamo in competizione per il numero di scuole registrate, ha al suo attivo 9 partenariati avviati.
Ma la risposta italiana è una misura chiara dell’interesse delle scuole a costruire collaborazioni oltre i confini nazionali, per le prospettive di crescita, le possibilità di sviluppo sociale e culturale che queste collaborazioni sono in grado di offrire, e su cui si mostrano pronte a investire le proprie risorse umane e tecnologiche.
Gli elementi, dunque, ci sono tutti per sperare in un sicuro successo.
Editing a cura di Costanza Braccesi, Indire Comunicazione
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