La scuola si apre al sociale e il sociale con tutta la sua complessità diventa oggetto di formazione.
E' questo uno degli obiettivi principali della nuova concezione del percorso formativo, perché conoscere significa non temere più quell'ignoto che si percepisce immediatamente come diverso, distante, minaccia e una neonata serenità potrebbe realmente fondare il superamento di un regime di tolleranza, per interpretare il rispetto come un continuo arricchimento nelle diversità.
Attraverso dunque un'appropriata presentazione delle problematiche della convivenza civile, la scuola può sedimentare gli elementi necessari perché la cittadinanza cresca verso una condivisione valoriale intima e pregressa alla stessa istituzionalizzazione di vincoli o sanzioni di riflesso.
E' in questo senso che la solidarietà non è più sussidiario intervento di correzione delle sperequazioni e delle emarginazioni sociali, ma il primo significato a fondamento del riconoscersi simili e similmente interessati al benessere comune.
Al fine di promuovere questo discorso, perché sia chiaro, forte come prioritario nella rinnovata dimensione della vita scolastica, dal 14 al 25 febbraio a Siena il Cesvot, Centro servizi volontariato Toscana, il Centro interculturale GLBT senese, il circolo Arci Ganimede onlus, organizzano «Educare al rispetto», percorsi di educazione socio-affettiva e di prevenzione del bullismo sulle tematiche dell'orientamento sessuale.
Saranno affrontate le problematiche dell'orientamento sessuo-affettivo non alla luce dei comportamenti sessuali, bensì sviscerando i vissuti, analizzando le reazioni ambientali, mettendo in discussione prima di ogni cosa le subdole motivazioni dei pregiudizi, con un particolare obiettivo: fornire agli insegnanti un elemento in più per comprendere e gestire non solo le divergenze dalle attitudini più comunemente condivise, bensì anche quelle forme di rifiuto e condanna delle stesse che frequentemente sfociano in silenziosi atti di continuo ed atroce, tremendamente ben celato, bullismo scolastico.