Si sentono protagonisti della vita relativa alla scuola dei propri figli. Credono che la partecipazione dei genitori contribuisca a migliorare l’efficacia della scuola.
Si organizzeranno entro breve per coordinare a livello provinciale le varie realtà associative dei genitori. Elementi, questi, che caratterizzano la realtà dei genitori, emersi a margine di un incontro di formazione per insegnanti e genitori stessi che si è svolto nei locali dell’Educandato della SS.Annunziata.
“La relazione educativa insegnanti-genitori” è stato il tema intorno al quale sono ruotati numerosi interventi di qualificati relatori. Su tutti, però, l’elemento più accattivante è stato quello di andare alla scoperta del sentimento e delle aspettative che i genitori, oggi, riservano alla galassia scolastica. Una sorta di “passeggiata” per capire, davvero e dalle loro dirette voci, cosa i genitori si aspettano dalla scuola.
Persone che, se garantite dall’anonimato, parlano e spiegano quello che si aspettano e come si propongono in questo loro rinnovato rapporto con la scuola: “Il nostro ruolo – ci dice una mamma – è quello di diventare veri e propri partner della scuola, offrendo contributi concreti ed entrando nel merito della costruzione del piano formativo”.
Un modo “diretto” per essere protagonisti nella scuola che cambia. Qualcosa che, probabilmente, responsabilizza anche gli studenti: “Senza dubbio – dice un padre che ha due figli in età scolare – anche i nostri ragazzi si sentono maggiormente coinvolti se vedono la partecipazione e l’interesse diretto dei genitori. Si tratta di un modo per non vivere più la scuola, da parte dei ragazzi, come un problema, magari affrontato a livello individuale, ma di trasformare tutto in un’opportunità, in qualche modo garantita dalla presenza attiva dei genitori”.
Questo da parte dei ragazzi. Ma i genitori cosa, realmente, si aspettano dalla scuola?
“Probabilmente – dice Lauro Seriacopi, referente per la Direzione scolastica regionale del Forum delle associazioni dei genitori – la possibilità di poter operare ed essere coinvolti nel progetto formativo. Da parte dei genitori – conclude Seriacopi – ci sono la volontà e l’impegno per divenire soggetti attivi nella scuola, riferimento costruttivo all’interno di questa realtà”.
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