Nell'inverno del 1908, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono chiedendo migliori condizioni di lavoro. Lo sciopero durò alcuni giorni, finché
l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario, bloccò tutte le porte dell'opificio e imprigionò le manifestanti nella fabbrica alla quale venne appiccato il fuoco. Le 129 operaie morirono, arse dalle fiamme.
E' in ricordo di tale tragedia che l'8 marzo è stata proposta come giornata internazionale delle donne, un momento che permetta di accrescere la consapevolezza e la responsabilità di una cultura dei diritti umani, che favorisca il riconoscimento e l'attuazione di pari opportunità fra donne e uomini.
Da sempre impegnato nella lotta contro la violenza sulle donne in tutto il mondo, quest'anno Amnesty International ha proposto alle scuole superiori della Puglia di celebrare la festa delle donne in modo costruttivo a vantaggio di tutte le vittime di abusi sessuali, sequestri, discriminazioni e altri tipi di violenza psicologica e fisica.
Le scuole interessate riceveranno materiale informativo per realizzare una serie di attività fino al 21 marzo.
Sono tre le date significative: 28 febbraio (Piattaforma d'Azione di Pechino), 8 marzo (Giornata internazionale delle donne) e 21 marzo (Giornata contro la Discriminazione). Nel corso delle specifiche giornate, gli studenti riceveranno informazioni sui casi di violenza sulle donne nelle situazioni di conflitto in sette Paesi: Afghanistan, Bosnia, Colombia, Iraq, Messico, Repubblica Democratica del Congo, Sudan. Avranno inoltre nozioni sui principali trattati sui diritti delle donne, come ad esempio la «Piattaforma di Pechino», in vigore da 10 anni con l'obiettivo di uguaglianza e non discriminazione nei confronti del gentil sesso, in quei Paesi dove i diritti femminili sono ancora un lontano miraggio.
Gli istituti che aderiranno all'iniziativa potranno allestire mostre, approfondire con specifiche unità didattiche o realizzare manifestazioni. Gli studenti avranno, inoltre, l'opportunità di adottare uno o più di questi casi, denunciando e raccogliendo firme per petizioni da inviare direttamente ai paesi belligeranti, ad esempio per chiedere il risarcimento dei danni subiti da milioni di donne vittime delle società militarizzate.
Scarica la Piattaforma d'Azione di Pechino in formato .zip (1,81Mb)