Il recente rapporto della Commissione Europea “Donne e scienza: eccellenza e innovazione
– l’uguaglianza dei sessi nel mondo scientifico” esamina la posizione, ancora minoritaria, delle donne nell’ambito della scienza e le possibili azioni da intraprendere per rafforzare la presenza femminile nelle discipline scientifiche e tecnologiche.
Il mondo scientifico, infatti, è caratterizzato da una forte predominanza maschile e da una evidente sottorappresentazione delle donne.
Queste ultime, ad esempio, costituiscono solo il 14% delle figure universitarie di alto livello nel settore scientifico.
La Commissione Europea ritiene pertanto indispensabile intraprendere delle azioni per incrementare la presenza delle donne nel campo delle scienze. L’Europa è già da alcuni anni attenta a questa questione. Il “Gruppo di Helsinki su Donne e Scienza” (Helsinki Group on Women and Science), ad esempio, nato nella città finlandese nel 1999 e composto da esperti su questioni di genere provenienti da molti Stati, ha il compito di scambiare opinioni e best practice a vari livelli (da quello locale fino al livello europeo) sul come incoraggiare la partecipazione delle donne nella ricerca e nelle carriere di tipo scientifico.
Il gruppo di esperti sulla posizione delle donne nella ricerca industriale (WIR: Women in Industrial Research), invece, mira a fornire suggerimenti alla Commissione e agli Stati membri dell’UE sul come incrementare la partecipazione femminile in un settore, quale quello della ricerca industriale, dove le donne sono sottorappresentate ancora più pesantemente. Una forte cooperazione con il mondo dell’industria risulta, di conseguenza, indispensabile secondo il parere della Commissione.
Alcune delle azioni suggerite dal rapporto per modificare la situazione esistente sono le seguenti:
- la messa a punto di indicatori per misurare e comparare il tasso di accesso di uomini e donne a posti di alta responsabilità;
- la cooperazione con le Università al fine di ridurre le disparità di genere nella definizione e valutazione dell’eccellenza scientifica;
- il sostegno a progetti destinati a favorire la ricerca sulle questioni di genere;
- la definizione degli obiettivi di partecipazione al sesto programma quadro della Commissione (il 40% dei partecipanti a comitati e gruppi di esperti, dei coordinatori di progetto e dei destinatari delle azioni Marie Curie dovrebbe essere costituito da donne) e la creazione di un sistema di controllo “donne e scienza”, destinato a sorvegliare l’evoluzione di una partecipazione donne/uomini più equilibrata a tale programma.
Nel biennio 2005-2006 all’azione riguardante le donne e la
scienza sono stati destinati 5,7 milioni di Euro, portando così a 20 milioni di Euro gli stanziamenti assegnati in base al sesto programma quadro. La Commissione, inoltre, stanzierà 2 milioni di Euro per lo sviluppo di una piattaforma europea di scienziate destinata a creare delle reti di scienziate e di organizzazioni operanti a favore della parità tra i sessi nel mondo scientifico. Infine, la Commissione intende creare un premio europeo di eccellenza nella ricerca destinato alle questioni di genere.
L’Europa, quindi, si sta dimostrando sempre più consapevole della necessità di incoraggiare le donne ad intraprendere carriere nel settore scientifico-tecnologico; il rapporto “Donne e Scienza” rappresenta un’ulteriore conferma dell’impegno dell’Europa verso una maggiore uguaglianza di genere nel mondo della scienza.
Per maggiori approfondimenti consultate il sito della Commissione dedicato a Donne e Scienza.