Internet boom? Le ultime cifre direbbero di sì: 23 milioni di italiani, il 46% della popolazione (nel 2004 era il 43%, nel 2002 il 35%) usano Internet. E questo trend si avverte anche a scuola: gli insegnanti intervistati chiedono che siano resi su supporto digitale contenuti differenti. In primis argomenti specialistici, poi approfondimenti tematici e materiali per le ricerche degli studenti.
Queste tendenze emergono dal Rapporto 2005 sull'editoria digitale presentato dall'Osservatorio AIE (Associazione Italiana Editori). Attraverso due indagini si prende in esame il rapporto tra gli italiani e le tecnologie: da una parte sotto il profilo dell'accesso e del consumo di contenuti editoriali digitali all'interno delle famiglie (con una indagine curata dall'Istituto ISPO) e dall'altra sull'utilizzo delle tecnologie nel mondo della scuola (con una indagine dell'Istituto IARD Franco Brambilla).
Chi lo usa considera il PC sempre più uno strumento di comunicazione e non solo di lavoro: ben 8 utilizzatori di PC su 10 si collegano infatti ad Internet e, in base alla frequenza nell'uso, emerge che più della metà rientra nel gruppo dei "forti utilizzatori".
Ma ci si collega ad Internet per fare cosa?
La stragrande maggioranza degli internauti (80%) utilizza il web anche per consultare contenuti editoriali e informativi. "Il quadro che emerge - spiega Renato Mannheimer dell'Ispo - lascia intuire che l'editoria elettronica online sia arrivata a un punto di svolta e possa ragionevolmente ipotizzare un suo definitivo decollo: le famiglie italiane vantano oggi una buona attrezzatura per l'uso e il consumo di contenuti digitali".
Per quanto riguarda la seconda indagine - prospettive di integrazione tra didattica e informatica - in base a un'indagine
sugli 80 insegnanti più attenti alle nuove tecnologie, emergono chiaramente quelli che sono percepiti come vantaggi in sede didattica nell'uso delle TIC. Secondo gli insegnanti, chi trae il maggior beneficio dall'uso delle nuove tecnologie sono gli studenti (per facilità di utilizzo, maggior partecipazione, stimolo allo studio). Risulta inoltre più agevole la ricerca di materiali (più fonti e informazioni sempre aggiornate) e c'è pertanto un aspetto positivo per la didattica nel suo complesso (grazie all'impiego di strumenti più vicini ai giovani e alla possibilità di personalizzare i materiali).
Insomma, le nuove tecnologie aiutano, anche a scuola: gli insegnanti ammettono che il loro uso consente una maggiore sintonia con il linguaggio dei giovani e uno stimolo maggiore nel lavoro.
Gli svantaggi risultano invece più controversi: la metà degli intervistati lamenta infatti qualche intoppo nel prenotare i laboratori e le apparecchiature informatiche. La fase di maggiore difficoltà, comunque, sembra quella iniziale, in cui l'insegnante si trova a dover cominciare a utilizzare da zero i nuovi materiali e a confrontarsi con strumenti che richiedono una diversa abilità nell'esposizione della lezione in aula.
"Fare editoria oggi significa anche stare attenti ai media e ai linguaggi diversi in cui i contenuti possono esprimersi" - evidenzia Federico Motta, presidente dell'AIE. "Abbiamo seguito questa evoluzione fin dal suo inizio con attenzione e facendo investimenti e continueremo a farlo sempre più, perché crediamo in questa scommessa: proprio per questo lo sperimenteremo anche nel settore della scolastica con l'integrazione tra libri di testo cartacei e multimediali. La speranza è però di non essere i soli a impegnarci sui contenuti: il sostegno alla diffusione dell'hardware e della connettività è un elemento importante ma non sufficiente. Solo i contenuti di qualità possono infatti garantire una crescita reale della cultura e dell'innovazione del Paese".
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