NOTIZIE

22 giugno 2005

Alunni stranieri: quale integrazione?

Una ricerca pilota del VIS evidenzia il punto di vista dei bambini stranieri riguardo alla loro integrazione nella scuola italiana

di Lucia Giannini

La scuola italiana, Banca Dati Diaspecialmente la primaria, sta sperimentando una crescita esponenziale degli alunni di nazionalità straniera e, di conseguenza, sta assumendo sempre più le caratteristiche di una scuola multietnica e multiculturale.

Una ricerca effettuata dal VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) su molte scuole elementari della capitale ha posto l’accento sull’alunno straniero, indagando i suoi comportamenti a scuola e cercando di mettere in evidenza le sue aspettative per ciò che riguarda la vita in classe e, più in generale, l’integrazione nel contesto scolastico italiano. Con “integrazione” si intende, seguendo l’opinione di Graziella Favaro (“Una Scuola per l’Integrazione”), “un concetto multidimensionale che ha a che fare con l’acquisizione di strumenti e di capacità (linguistiche ad esempio), ma anche con la relazione, la ricchezza e l’intensità degli scambi con gli adulti e con i pari, a scuola e fuori dalla scuola”. La ricerca si è quindi focalizzata sul benessere generale dell’alunno straniero; un benessere definito dalla complessa interazione di un insieme di fattori che favoriscono lo sviluppo fisico, psicologico, sociale e culturale del minore; tra i tanti elementi che vi concorrono possiamo citare l’apparire in pubblico senza provare una sensazione di vergogna, raggiungere il rispetto per se stesso e una sensazione di felicità, prendere parte attivamente alla vita della comunità ecc.

Nello specifico, lo studio intendeva fornire indicazioni sui seguenti punti:

· l’immagine che il bambino straniero possiede di sé, del proprio Paese e della propria cultura di provenienza;
· il valore che attribuisce alla diversità, propria e dei compagni di scuola italiani, nonché il suo grado di apertura verso questi ultimi;
· i parametri d’integrazione in base ai quali l’alunno non italiano si sente ben inserito nel contesto scolastico del nostro Paese;
· le aspettative che il bambino straniero ripone nella scuola.

Le rilevazioniBanca Dati Dia hanno evidenziato come l’alunno straniero metta in atto, specialmente in un primo momento, tutta una serie di meccanismi per “camuffarsi” tra i bambini italiani, con l’intento di “passare inosservato”; di conseguenza, in questa fase iniziale, ogni tentativo di valorizzare la sua diversità culturale viene male accettato, in quanto accresce in lui una sensazione di vergogna. La ricerca, inoltre, ha dimostrato come la visione della propria cultura di provenienza sia diversa a seconda della classe sociale alla quale si appartiene: ciò equivale a dire che se le condizioni socio-economiche familiari non sono buone, il bambino tenderà a denigrare la propria appartenenza culturale. In merito all’apertura verso gli altri, invece, lo studi del VIS ha rivelato che per più del 50% dei bambini stranieri presi in esame il primo incontro con i coetanei italiani è stato contraddistinto da una sensazione di tranquillità e da una buona accoglienza e che una quota superiore all’80% degli alunni stranieri si trova bene o molto bene con i compagni italiani.

Per quanto riguarda, invece, i principali parametri che “misurano” l’integrazione dell’alunno non italiano, quelli elencati di seguito sono risultati i più rilevanti:

· il giocare insieme ai compagni italiani. Il 90% dei bambini oggetto dell’indagine ha dichiarato di aver imparato dagli amici italiani dei giochi nuovi; il 78% li ripropone in casa;
· il raccontare/confidare i segreti agli amichetti;
· la buona conoscenza della lingua italiana.

Le conoscenze linguistiche assumono, difatti, un’estrema rilevanza al fine di garantire una piena integrazione del bambino straniero nel contesto sociale del Paese ospitante.Banca Dati Dia La conoscenza della lingua è, infatti, il fattore principale che identifica chi è straniero da chi non lo è; vale a dire molto spesso non è considerato straniero il bambino che ha la pelle scura, se questi parla bene l’italiano; al contrario, viene subito identificato come straniero il bambino bianco che, però, non conosce bene la nostra lingua. La buona conoscenza dell’italiano risulta, quindi, essere un parametro di identificazione e di integrazione fortissimo.

Infine, per quanto riguarda le aspettative degli alunni oggetto dell’indagine nei confronti della scuola, bisogna innanzitutto sottolineare come questa ricopra un ruolo determinante nei progetti di vita dell’alunno. Il bambino straniero attribuisce una grande importanza al fatto di prendere buoni voti a scuola e di riuscire a comprendere bene ciò che la maestra spiega. Inoltre, è sua ferma convinzione che solo grazie alla scuola potrà imparare a parlare e a scrivere correttamente in italiano, che riuscirà ad avere amici e ad acquisire le competenze necessarie al fine di trovare in futuro un buon lavoro nel nostro Paese.

Dagli esiti della ricerca del VIS ricaviamo, quindi, la visione di una scuola quale fattore determinante per la vita di questi bambini e veicolo di integrazione e promozione socio-culturale dell’alunno straniero.

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