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08 luglio 2005

Dislessia: ancora tanta la strada da percorrere

Il congresso organizzato dall'AID ha affrontato, tra gli altri, gli aspetti relativi a didattica e disturbi dell'apprendimento

di Costanza Braccesi

Lo scorso giugno si è tenuto a Milano il Banca dati DiaCongresso «Dislessia 2005: Famiglia, Scuola e Società» organizzato dall’AID, Associazione Italiana Dislessia. 

Si è parlato di genetica della dislessia e dello stato dei servizi di diagnosi e riabilitazione dei soggetti con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA). Ma si è anche discusso di insegnamento in presenza di ragazzi dislessici, affrontando le problematiche che genitori e insegnanti si trovano quotidianamente ad affrontare.  
 
«E’ necessario che le scuole applichino le nuove indicazioni di legge relative alla dislessia. Le firme poste alla legge 53 (la cosiddetta “riforma Moratti”, N.d.R) devono sensibilizzare dirigenti e insegnanti su una considerazione importante e cioè che il rispetto della persona impone l’abilità di far emergere le capacità, non i limiti dei ragazzi» ha sottolineato Valentina Aprea, Sottosegretario del Miur, presente al congresso. «Per i ragazzi con problemi di dislessia ci sono indicazioni ministeriali ben precise da applicare: dispensa dalla lettura ad alta voce e sotto dettatura, dispensa dallo studio mnemonico delle tabelline e dallo studio della lingua straniera in forma scritta, necessità di una pianificazione di lavoro con tempi più lunghi, valutazione delle prove scritte e orali con modalità che tengano conto del contenuto piuttosto che della forma, possibilità di utilizzare il computer anche durante l’esame di terza media e di maturità», ha continuato il Sottosegretario.
 
Il Miur formerà dunque almeno un docente per ogni scuola in modo tale che sia di aiuto per i colleghi nel rispetto di queste indicazioni. Ricordiamo che in caso di inadempienza i genitori possono rivolgersi all’ufficio scolastico della loro regione.

Al Convegno AIDBanca Dati Dia erano presenti molti dei massimi esperti italiani e stranieri insieme a tecnici, insegnanti, genitori. Ben 1400 persone: questo dà il polso di un problema sempre meno secondario e che propone già da diversi anni esperienze di successo.

L’Istituto comprensivo di Greve in Chianti, ad esempio, ha proposto il cortometraggio «La bimba senza mani», opera rivolta a genitori e insegnanti dedicata alla dislessia. In più, la stessa scuola ha presentato in anteprima un sussidiario realizzato da due docenti dell’Istituto e studiato specificatamente per bambini con DSA. L’opera, primo esperimento di questo genere a livello nazionale, ha suscitato grande interesse fra gli insegnanti, lasciati troppo spesso da soli di fronte a situazioni non sempre gestibili in autonomia.   

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